Obiettivi focalizzati nella mente. Obiettivi da raggiungere con la consapevolezza di chi sa che ogni giorno di allenamento affrontato rappresenta un tassello di fondamentale importanza per compiere un ulteriore salto di qualità che può garantire risultati di caratura sempre più notevole. Risultati per cui il primatista italiano dei 1500 metri indoor Federico Riva, esponente di primissimo piano del mezzofondo nostrano portacolori del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, sta lavorando quotidianamente seguito con scrupolo e attenzione dal suo tecnico Thomas Dreissigacker, accompagnato da quella tenacia genuina e schietta di chi non ha mai avuto paura di mettersi in gioco in contesti importanti, pronto a dire la sua in presenza di avversari di grosso calibro fondamentali per non adagiarsi mai e per pretendere sempre di più da se stessi. Il mezzofondista romano classe 2000 di tutto ciò ha fatto caposaldo e con meticolosità si appresta a scendere in pista per lasciare il segno in un panorama prestigioso dove le occasioni per mettersi in mostra non mancheranno di certo.
Federico partiamo dalla scorsa stagione: hai siglato il tuo personale all’aperto sui 1500 con il tempo di 3’31’’42, sei soddisfatto di questa prestazione?
Posso ritenermi abbastanza soddisfatto, anche se avrei voluto fare meglio e sapevo di valere una prestazione migliore. Probabilmente quello che è mancato per abbattere il muro dei 3’30’’ è stato trovare un treno perfetto che mi consentisse di avere una gara più tirata ma fa parte del gioco. Sto lavorando bene, sono fiducioso per le gare che verranno.
In questo 2026, hai migliorato di ben 7 secondi il tuo personale sui 3000 indoor ad Ancona correndo in 7’45’’25: ti aspettavi un miglioramento di questo tipo?
Premetto che sapevo di stare bene e di avere sulle gambe, visti gli allenamenti, un tempo intorno ai 7’40’’. Sono contento del crono che ho ottenuto, tenendo conto che non avevo sulle gambe un’altra uscita sulla distanza in un meeting internazionale il che avrebbe aiutato a rompere il ghiaccio in una certa maniera e, soprattutto, tenendo conto del fatto che è stato un tempo ottenuto durante i campionati italiani Assoluti dove generalmente si fanno gare tattiche in quanto l’obiettivo è il titolo nazionale e non il riscontro cronometrico di rilievo. Al netto di ciò, è un risultato che mi dà fiducia e ottime indicazioni per il domani.
Quest’anno, visto anche il tempo ottenuto sui 3000 al coperto, ti cimenterai anche sui 5000 che attualmente hai corso nella tua carriera in sole due occasioni tra il 2018 e il 2019?
Per il momento sono focalizzato sui 1500, quella rappresenta la distanza su cui concentrerò tutte le mie energie. Detto ciò, mai dire mai, sto facendo molti più chilometri rispetto al passato durante gli allenamenti quindi ho una solida base per poter correre un buon 5000, magari nel 2027 farò un’uscita anche su questa distanza. Per quest’anno direi di no, come dicevo i 1500 saranno la prova su cui mi concentrerò maggiormente, non mancherà però anche qualche 800 e perché no magari anche un 3000.
Alle indoor in questo 2026 a febbraio hai migliorato per ben due volte il record italiano assoluto sui 1500, prima a Karlsruhe con 3’33’’94 e poi a Liévin con 3’33’’04: in quale tra le due gare ti sei trovato meglio?
Probabilmente nella prima che per me è stato anche l’esordio stagionale. Pur avendo corso un po’ meno forte sono riuscito ad esprimermi meglio in quanto è stata una gara regolare, mentre la seconda ha rappresentato una prova più nervosa dove non è mai facile sapersi destreggiare.
A proposito di indoor: quest’anno sei arrivato in finale ai mondiali sempre sui 1500, ottenendo la settima piazza: che esperienza è stata?
Sicuramente fondamentale, come ogni gara di caratura internazionale. In particolare, questo è stato il primo campionato mondiale in cui mi presentavo con la consapevolezza di potermi giocare qualcosa di importante, come ad esempio una medaglia che rappresentava il mio obiettivo. Purtroppo non sono riuscito a ottenerla e questo, sinceramente mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ha influito una tattica di gara non eccellente, che mi ha portato a spendere energie preziose che poi mi sono mancate nell’ultimo giro dove ci si gioca tutto. Nonostante ciò, guardo avanti con determinazione, consapevole di aver tratto insegnamenti preziosi che mi saranno utilissimi per il futuro.
La stagione all’aperto sta per entrare nel vivo, quando ti vedremo esordire?
Stiamo rivedendo il calendario con attenzione, ancora non abbiamo stabilito una data precisa ma stiamo programmando tutto al meglio in modo da arrivare al meglio ai campionati europei che si svolgeranno ad Agosto a Birmingham. L’obiettivo saranno come sempre i 1500, dove spero di migliorarmi ulteriormente così da poter compiere un ulteriore salto di qualità per esprimermi su livelli sempre più importanti.
Crediti: foto di copertina appartenente a Grana/FIDAL


