La delicatezza di un gesto artistico dalle molteplici sfaccettature, la capacità di offrire nuovi sguardi sulla realtà tramite tecniche differenti ma legate da una connessione umana profonda e significativa. Tutto ciò, e molto altro, caratterizza il progetto ‘’10×10’’ che si terrà nello storico Laboratorio Raku di Maria Cristina Di Martino e Tore Farci nelle scalette Santa Teresa civico 2 in quel di Cagliari, sede del laboratorio a partire dal 1990. A essere coinvolti il 29 maggio, il 5 e il 12 giugno dodici artisti – tra illustratori, disegnatori, istoriatori, pittori, scultori, creativi e grafici – amici di lungo corso del Laboratorio Raku nato ufficialmente nel 1984. Tre tranche espositive che vedranno presenti il 29 maggio Gianluca Marjani Marras, Bruno Meloni, Nazareno Miconi, Pia Valentinis, il 5 giugno sarà la volta di Angelina Annis, Marta Fontana, Giorgio Podda, Eva Rasano mentre il 12 giugno toccherà a Giorgia Atzeni, Federico Carta, Silvia Corda e Josephine Sassu.
«L’idea di questo progetto nasce anni fa», racconta Tore Farci, «finalmente siamo riusciti a concretizzarla. Si tratta di una sorta di abbraccio affettuoso tra il nostro laboratorio e le persone che hanno sempre collaborato con noi in questi anni». Anni significativi ricchi di esperienze tra cui spicca la ‘’Festa della ceramica” organizzata dal 2010 e giunta alla sua decima edizione. «Uno dei tratti caratterizzanti del progetto ”10×10”», prosegue Farci, «è il fatto che ci sia il coinvolgimento di tanti artisti con stili molteplici anche molto diversi tra di loro, aspetto questo che consente di toccare con mano le tante particolarità stilistiche di ciascuno di loro. L’elemento della mattonella lo inserimmo già nel 2004 nella mostra ‘’Storie di terra’’ dove coinvolgemmo Pia Valentinis, Silvia Corda ed Eva Rasano, occasione quella in cui vennero illustrate le fiabe dei fratelli Grimm, così come nel 2008 nel progetto ‘’Eccetera perché la minestra si fredda’’, annotazione questa contenuta nel Codice Arundel di Leonardo da Vinci, artista di immenso valore su cui il lavoro era incentrato».
I dettagli tecnici sono preziosi per cogliere i tanti aspetti significativi di un progetto di spessore. «Per prima cosa si ritaglia un quadrato della mattonella avente la dimensione di 10×10 centimetri», spiega Farci, «poi si colora questa parte con argilla bianca in modo tale che il colore sia più brillante possibile. La mattonella a quel punto viene messa per la prima volta in forno, poi sulla mattonella cotta si decora e infine la mattonella viene rimessa in forno, in modo tale da ultimare il tutto». Le decorazioni delle mattonelle, in totale sono centoventi, rappresentano uno dei tratti più rilevanti del progetto all’insegna della varietà di dettagli e di argomenti trattati. «Ad esempio», sottolinea Farci, «Bruno Meloni racconta con le sue decorazioni il mito di Sisifo secondo Camus, Silvia Corda citerà alcuni grandi classici inserendo come protagonisti i gatti, i protagonisti di Pia Valentinis saranno gli insetti, Giorgia Atzeni invece fa dei pesci realizzati con virtuosismi, Nazareno Miconi realizza degli orizzonti rarefatti, Marta Fontana fa delle strisce di colore iper colorate. Si trovano quindi approcci espressivi di vario tipo, ciascuno con le proprie peculiarità». Peculiarità e sperimentazioni protagoniste all’interno di un contesto di valore come quello del Laboratorio Raku, da sempre luogo di connessioni e di incontri umani e artistici di rilievo, in grado di offrire spunti di riflessione e stimoli da tramutare in nuovi progetti.



Commento a Caldo | Venezia – Cagliari 0-0