Elisa Cusma Piccione e la magia di correre con coraggio divertendosi

«L’atletica mi ha trasformato in una persona migliore». Poche parole ma estremamente chiare e dirette. A pronunciarle è Elisa Cusma Piccione, classe 1981, una delle atlete più forti e vincenti della storia del mezzofondo nostrano, primatista italiana Assoluta al coperto sugli 800 metri che indoor ha corso nel 2009 in 1’59’’25. All’aperto i suoi personali sono di 1’58’’63 sul doppio giro di pista, di  4’04’’98 sui 1500 e di 54’’91 sui 400. Portacolori dell’Esercito, la sua è stata una carriera longeva all’insegna della determinazione di chi quando indossa le scarpe chiodate e calca il tartan cerca sempre di superare i propri limiti, anche quando le circostanze non sono ottimali. La sua falcata decisa e la sua indole caparbia le hanno permesso di essere protagonista nelle più importanti competizioni internazionali come i Giochi del Mediterraneo, i campionati Europei, i Mondiali e le Olimpiadi. Ricordi indelebili, momenti vissuti con quell’adrenalina pura e magica che una disciplina come la corsa non smette di regalare. Un’adrenalina che consente di tramutare la fatica in energia interiore unica, grazie alla quale non darsi mai per vinti prima di averci provato con tutte le proprie forze, fisiche e soprattutto mentali.

Elisa la gara che ti ha dato più soddisfazioni nella tua carriera è quella degli 800: come la definiresti?

Beh, sicuramente quella degli 800 è una gara che non lascia indifferenti, è una prova durissima e al contempo magica, un vero e proprio turbinio di emozioni incredibili. È la gara che ho fatto di più nel mio percorso e a cui mi sono dedicata con tutta me stessa, posso affermare che il nostro è stato un rapporto intenso di amore e odio.

Sono state tante le gare che hai disputato nella tua carriera, c’è qualche manifestazione che ricordi con particolare emozione?

Ho disputato tantissime gare e sono state parecchie quelle importanti che a ripensarci mi emoziono tantissimo. Sicuramente direi la finale degli 800 ai Mondiali all’aperto di Berlino del 2009 in cui giunsi sesta oppure sempre nel 2009 il mio record italiano Assoluto al coperto sugli 800. Ero reduce da un raduno in Sudafrica, stavo sicuramente molto bene ma non mi aspettavo di correre su quei ritmi in quel periodo della stagione. Peccato che ci sia stato un piccolo intoppo verso i 600 metri perché, altrimenti, in quella circostanza era possibile correre anche in un minuto e cinquantotto secondi. Piccoli imprevisti a parte, che fanno parte del gioco, sono felicissima di ciò che ho fatto, in gara non mi sono mai risparmiata e ho sempre dato il meglio di me.

Hai disputato più volte anche i 1500; come affrontavi questa distanza?

Devo essere sincera io non amavo i 1500, pur essendo consapevole che sarebbe potuta essere assolutamente la gara in cui mi sarei potuta esprimere al meglio, avendo una solida base aerobica costruita nel corso degli anni. È una gara che non ho mai sentito nelle mie corde, venendo da una prova così veloce come gli 800 avevo difficoltà a interpretare quasi il doppio della distanza.

Quali sono stati gli allenamenti più impegnativi che ti faceva svolgere il tuo tecnico Claudio Guizzardi?

Con Claudio, che è stato bravissimo a gestirmi permettendomi così di non incappare mai in infortuni che avrebbero potuto farmi perdere parecchio tempo, ci dedicavamo molto ai lavori aerobici in modo tale da costruire una solida base di resistenza. Pativo maggiormente il momento in cui andavamo a velocizzare gli allenamenti, quindi quando mi trovavo ad affrontare le prove lattacide. Anche in gara sugli 800, un passaggio ai 400 troppo veloce rischiava di farmi perdere brillantezza preziosa nel finale.

Quanto è stata importante nel tuo percorso la figura di tuo padre Lucio che per anni si è dedicato ad alti livelli alla boxe?

Mio padre è stato fondamentale nel mio percorso, pur provenendo da uno sport diverso dal mio è sempre stato in grado di motivarmi, spronandomi a non demordere mai e a non abbandonare mai l’atletica. Ha sempre creduto in me e ha sempre pensato che avrei potuto rendere la mia passione per la corsa il mio lavoro a tutti gli effetti.

In occasione degli Europei outdoor di Birmingham, l’11 agosto, Eloisa Coiro ha stabilito il nuovo record italiano Assoluto sugli 800 all’aperto con il tempo di 1’57’’56: cosa ne pensi di questa prestazione di grande livello?

È un piacere vedere correre un’atleta fortissima come Eloisa, ci siamo conosciute anche personalmente e abbiamo avuto l’occasione di chiacchierare. Ha una grande velocità di base, già quest’inverno aveva dimostrato di avere sempre più personalità e di essere maturata tantissimo nell’approccio alla gara, elementi questi che fanno la differenza. È una ragazza che può crescere ancora tanto e che può sfruttare appieno le sue potenzialità per ottenere risultati sempre più rilevanti.

Cosa ha rappresentato per te una disciplina come l’atletica?

L’atletica mi ha insegnato tutto. Mi ha permesso di rapportarmi con gli altri rispettando chi avevo davanti, inoltre mi ha trasmesso il senso del sacrificio anche se per me correre non è mai stato un peso, nella mia carriera mi sono sempre divertita e ho sempre vissuto con entusiasmo la disciplina che ho fatto. Ho avuto la fortuna di essere seguita da un tecnico di grande esperienza come Claudio Guizzardi che mi ha sempre gestita con moltissima attenzione e meticolosità, questo mi ha permesso di non bruciare le tappe e di avere un percorso ricco di momenti intensi e di grandi emozioni che mi accompagneranno per sempre.

Crediti: La foto di copertina appartiene a Giancarlo Colombo/Fidal

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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