«L’arte è una necessità, un bisogno interiore fortissimo che ti permette di lasciare una traccia del tuo passaggio sul mondo. Un segno che rappresenta la parte più pura di te». Walter Pinna, classe 1980 musicista e pittore, con queste parole racchiude la sua visione del mondo, non solo artisticamente parlando ma, cosa ancora più significativa, anche dal punto di vista umano. Empatia, passione autentica, desiderio di affrontare nuovi percorsi con entusiasmo sono i suoi tratti caratterizzanti, elementi che traspaiono appieno anche dalla sua prima mostra intitolata ‘’Fra l’oro, la musica e il tempo’’, a cura di Giovanni Coda, che verrà inaugurata il 30 maggio alle 18 all’ex convento dei cappuccini nella sala delle teche in via Brigata Sassari 4 a Quartu Sant’Elena dove sarà esposta sino al 18 giugno. Una mostra che scava in profondità e che si nutre del legame indissolubile tra musica e immagine, un tassello importante della rassegna incentrata sull’arte contemporanea ‘’V-Art Quartu Exposition’’, progetto con la collaborazione della The Social Gallery di Giovanni Coda. Un nuovo capitolo del percorso di un artista poliedrico come Walter Pinna, in cui la molteplicità di esperienze affrontate confluiscono tracciando l’inizio di un cammino tutto da scoprire e da vivere appieno.
Walter come nasce questa tua prima mostra?
Nasce in maniera molto naturale, ovvero nel momento in cui mi sono accorto che stavo dipingendo in maniera continuativa e che avevo realizzato varie opere aventi elementi in comune. Questa mia prima mostra nasce dalla constatazione che nel mondo c’è tanta sofferenza e tante cose che, purtroppo, non vanno come dovrebbero.
La mostra è costituita da una decina di opere circa: da cosa sono legate?
Sono opere legate dal disagio e dalla sofferenza che provo davanti alla ferocia di un mondo nel quale viviamo dove l’empatia è sempre di meno, a tratti quasi nulla. Quando dipingo mi piace essere più astratto e sfumato, è un modo che mi permette di dare una mia personale forma al dolore che quotidianamente è sotto i nostri occhi.
Oltre a essere un pittore sei anche un musicista e un paroliere: quali sono i punti di contatto tra musica e pittura?
Sicuramente il fatto di essere entrambe delle forme d’arte molto significative. Personalmente, tutto quello che è arte mi attrae. L’arte mi permette di scappare dalla bruttezza del mondo.
A livello pittorico quali sono i tuoi punti di riferimento?
Sono tante le figure di rilievo che ho amato, direi ad esempio artisti come Pollock oppure Kandinsky senza dimenticare Caravaggio e Picasso.
Passiamo all’ambito musicale: quando comincia il tuo percorso?
Ho iniziato a suonare la chitarra intorno al 1995, nella fase dell’adolescenza a metà degli anni Novanta influenzato da mio fratello Giovanni che è un bravissimo chitarrista e all’epoca già suonava.
Quali gruppi in quel periodo di formazione ti hanno accompagnato maggiormente?
Direi i Metallica, gli Iron Maiden e i Timoria a livello italiano senza dubbio.
Ci sono altri artisti che stimi particolarmente?
Sì, senza dubbio Caparezza: è un artista davvero di spessore, geniale e poliedrico. Porta nei suoi brani dei contenuti davvero validi, sempre più rari da sentire, riuscendo a rendere questo aspetto il suo marchio di fabbrica. Ogni suo disco è un vero e proprio viaggio.
A proposito di viaggio, quando comincia il tuo ufficialmente come musicista?
Comincia verso la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, momento in cui ho creato il mio primo gruppo chiamato Aspra 5 con cui abbiamo fatto due dischi e aperto artisti di caratura come gli Almamegretta e i Meganoidi. Il mio secondo gruppo è stato quello dei V.A.R. con cui abbiamo suonato in contesti come quello del Mondo Ichnusa a Marina di Torregrande nel 2013 in apertura ad Alex Britti e ai Negrita, davanti a trentamila persone, è stata indubbiamente una grande emozione per noi. Poi successivamente insieme al mio amico Cristian Sarigu abbiamo fondato gli Agorà Duet con cui abbiamo realizzato altri due dischi e aperto artisti come Frankie Hi Nrg.
Hai nuovi progetti musicali in arrivo?
C’è un singolo nuovo quasi ultimato, con la collaborazione sempre di Cristian Sarigu. Adesso penso alla mostra, poi mi concentrerò su quello.
Cosa rappresenta per te l’arte?
L’arte, in ogni sua modalità di espressione e in ogni sua sfaccettatura, è un rifugio prezioso da salvaguardare. Senza arte si muore dentro.


