Matteo Migliore – Ritorno al futuro

Prima fatica letteraria per un giovane siciliano, Matteo Migliore, 20 anni, originario di Pozzallo, un paesino affacciato sul mare in provincia di Ragusa. Studente di giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bologna, ha deciso di pubblicare il suo primo libro, “Ritorno al futuro”. Per il giovane scrittore è un sogno nel cassetto che si realizza: il titolo prende il nome della stessa lista di presentazione, quando nel 2019 si candidò come rappresentante d’Istituto, una delle sue prime esperienze per avvicinarlo alla sfera politica giovanile. Il libro è un’autobiografia, un resoconto dei suoi primi passi verso la politica: dalla consulta giovanile agli anni da rappresentante durante l’emergenza pandemica. Il libro è stato scritto a 4 mani, grazie anche alla preziosa collaborazione di altri giovani autori, Davide Occhione, Fabiana La Rosa ed Elena Occhione.

Per Matteo Migliore, il libro è nato con l’obiettivo di raccontare l’esperienza da rappresentante degli studenti vissuta dall’autore. cerca di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Instagram. “Ritorno al futuro” è un progetto all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Un libro che vale la pena leggere, per immergersi nelle grandi esperienze di un giovane di soli 20 anni. L’intero testo, autoprodotto dall’autore, per coloro i quali fossero interessati possono acquistarlo al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScBDnAIe5lQJ8ifWkfOtePvBVrakha5VwcBoZCj5uOcY9RXig/viewform

Diciamolo subito: questa storia è strana. È la storia di un semplice diciassettenne che nel 2019, in un momento drammatico della vita del nostro Paese, prende il potere e si insedia nel suo liceo come rappresentante di Istituto. Gli esperti del politicamente corretto direbbero che non si deve usare la parola “potere”, soprattutto al quinto rigo di un libro. I consulenti della comunicazione esprimerebbero i loro dubbi: la parola “potere” è tabù, non va usata, meno che mai scritta. Devi apparire diverso da come ti descrivono, devi cambiare la tua narrazione. In realtà qui l’unica cosa da cambiare è il significato del termine: perché per me “potere” non è un sostantivo. “Potere” è un verbo. Uno dei verbi più belli. La politica ha il potere, sì. Il potere di cambiare le cose. Può rimettere in gioco il nostro Paese, può sbloccare ciò che è fermo da anni, può offrire un’opportunità a chi ha voglia di provarci.

 

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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