Stand up to Laura Formenti

L’esplosione del suo talento è incontenibile, ironica e iconica, fa piegare dalle risate e ci si mette in piedi ad applaudire

 

C’era una volta, un lunedì mattina una conversazione tra colleghe.

  • Stamattina ho visto il video della Formenti, stavo ridendo tantissimo.-
  • Della Chi?. –
  • Come Della Chi? Laura, Formenti, guarda adesso te lo cerco su Instagram

e ti faccio vedere.

Così ho iniziato a ridere, ridere tantissimo, dagli occhi e dalla mascella che mi ha fatto male per ore. Ho poi stalkerato ogni suo video su Instagram e Youtube e non la smettevo di ridere.

Poi ho scritto, da brava boomer, su direct a Laura per chiederle una breve intervista. Eccovi un botta e risposta dove eravamo in tre: Laura, la sua geniale ironia e io.

 

Laura Formenti è una stand up comedian, una delle poche donne, attrice, autrice italiana, oltre che “gattara”, come la stessa scrive in bio. Classe 1980, milanese, ha un curriculum eccezionale, variegato che spazia: tv, teatro, comicità live e progetti web. Conquista, la sua comicità intelligente mette al centro sesso, donne e vita quotidiana.

 

Un suo pezzo fortissimo è quello di 2 anni fa sul palco di Italia’s Got Talent in cui esordiva con “Cioè, il mio dubbio è com’è essere un uomo?…Io adoro essere una donna, mi piace fare tutte quelle cose che facciamo noi donne… Come la ruota quando abbiamo le nostre cose o andare dalla mamma per dirle che ho un prurito intimo”.

 

Va alla velocità giusta, ma le risate che fa tirare fuori, quelle no, sono disarmanti, con la licenza di farti davvero piegare dal mal di pancia.

 

C’è un momento in cui hai deciso/sentito e ti sei detta: voglio fare l’attrice?

Non ricordo un momento preciso. Comunque questa idea pazza mi è venuta nel periodo del liceo. Frequentavo un corso di teatro e un corso di danza classica. Era molto evidente che per la danza classica non fossi portata ma mi dicevano che ero espressiva. Forse “espressiva” voleva dire tecnicamente incapace ma io ci ho creduto et voilà.

 

Quando sei sul palco cosa ti piace sentire dal tuo pubblico?

A parte tante risate? Mi piacciono i momenti di silenzio e attenzione, quando senti che tu e il pubblico siete entrambi altrove. Da qualche parte ma non nella sala dove si svolge lo spettacolo.

Poi mi piacciono le chiacchiere post-spettacolo. Raccogliere impressioni, aneddoti, racconti del pubblico a fine serata.

Spesso da lì partono le idee per nuovi pezzi.

 

Da dove trai ispirazione?

Dipende. Da cose che mi accadono, da pensieri che faccio sul mondo ma soprattutto da cose che mi fanno incazzare. Quella è una molla molto forte che mi spinge a scrivere sia per sfogarmi sia per condividere alcune frustrazioni che sono mie ma magari anche di altri.

Mi racconti un aneddoto divertente? E uno meno divertente?

Ho tantissimi aneddoti sulle serate di stand up comedy. Al punto che ne ho fatto una piccola rubrica di video su Instagram.

Spesso i migliori sono allo stesso tempo divertenti e meno divertenti. Tipo quella volta che per andare a una serata sono finita in mezzo ad un’alluvione con la macchina e ho visto i cassoni dell’immondizia di metallo galleggiare davanti a me sulla strada e la macchina perdere aderenza. Quella volta che ho iniziato a fare spettacolo in un locale per poi scoprire che in sala erano quasi tutti appena tornati tutti da un funerale. O quella in cui ho preso in giro per tutta la sera un tavolo un po’ rumoroso per poi scoprire che stavo sfottendo la pericolosa la gang del posto

Aneddoti divertenti se ci penso ora ma al momento…brrr

 

È vero che le donne comiche non fanno ridere o esistono solo persone poco ironiche che non sanno apprezzare?

E’ assolutamente vero che le donne non fanno ridere

Così vero che mi guadagno da vivere facendo la comica.

 

Esiste un personaggio che ti ha ispirata?

Un singolo personaggio no. Ma ho ereditato i gusti comici dei miei genitori: Dario Fo e Franca Rame, Benigni, tutti i programmi di Serena Dandini e i Guzzanti, il trio Solenghi-Lopez-Marchesini, Gaber, Chaplin…

 

Un tuo sogno nel cassetto o sulla mensola?

Uno solo? Ti direi girare il mondo e magari fare qualcosa d’importante col mio lavoro: uno show su Netflix o un film che rimane nella storia. Ma non sono molto brava a fare sogni o progetti, credo che a volte sia meglio lasciarsi sorprendere da quel che arriva.

 

A day in the life, Laura sarà a Cagliari e ne vedremo delle belle. Non ci resta che seguirla sul suo account tra uno sketch e l’altro ridendo.

 

 

 

 

 

 

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