L’arte di scrivere storie, afferma Italo Calvino nella sua opera ‘’Il cavaliere inesistente’’, sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto. E da questo nulla Madame, artista istrionica e in netta crescita classe 2002 al secolo Francesca Calearo, ha tirato fuori il suo disco più intenso, struggente e maturo intitolato ‘’Disincanto’’, il terzo del suo percorso contenente al suo interno 14 brani, pubblicato dalla Sugar il 17 aprile, arricchito dalle collaborazioni di Marracash, Nerissima Serpe, Papa V e 6occia. Un disco dove arriva senza filtri e mezzi termini la persona, ovvero Francesca, prima del personaggio ovvero Madame. Un disco dove mettersi a nudo, completamente, non rappresenta un passo falso ma quel quid che contraddistingue in positivo un progetto che sa pienamente di manifesto umano prima ancora che artistico.
Il progetto si apre con la titletrack in cui Madame guarda attentamente una realtà dai mille spigoli con occhi gonfi di un disincanto che profuma di rinascita. In ‘’Come stai?’’ mette le cose in chiaro e afferma: «Madame non ti vede, ti guarda dentro». Il brano ‘’Volevo capire’’, con la partecipazione di un fuoriclasse come Marracash, è la gemma del disco, caratterizzato da una melodia con percussioni in sottofondo che danno un tocco ipnotico a un pezzo dal flusso onirico e trascinante. La traccia ‘’Ok’’ è all’insegna della capacità di sbattere in faccia a chiunque senza paura i propri demoni, con una irruenza raffinata che rende tutto meno amaro.
È il turno di ‘’Invidiosa’’ in cui l’artista veneta alterna stili differenti, gioca con il tappeto ritmico, facendolo suo senza mai rinunciare all’introspezione. Un altro momento di particolare rilevanza è rappresentato da ‘’Mai più’’: Madame tira fuori tutta la sua aggressività lirica, gioca a carte scoperte, attacca con eleganza chi muove i fili di una discografia sempre più piatta prendendosi meriti che non meriterebbe, a discapito di chi si mette in gioco davvero con tutti i pro e i contro che questo comporta. Significativa la frase contenuta in ‘’No pressure’’: «l’amore va oltre l’amore». E se all’amore si fa riferimento, di certo questo elemento non manca in ‘’Bestia’’, prova di grande maturità in cui si instaura un dialogo a tu per tu con le proprie ossessioni e le proprie paure più angoscianti.
Si prosegue all’insegna della franchezza con ‘’Puttana svizzera’’ dove colpiscono versi come: «avrò poche tette però c’ho un talento innato». Al centro di “Rosso come il fango’’ troviamo argomenti come l’adolescenza, le proprie radici, il successo, l’effetto della fama e una vita che inevitabilmente muta per sempre. Fragilità e malinconie sono racchiuse in versi come: «non lo posso superare un altro temporale» all’interno del brano ‘’Non mi tradire’’, così come in ‘’Allucinazioni’’ in cui Madame constata che «il dolore non si placa con una risposta, tutto ciò che vuole è solo che la cerchi». Una ricerca di risposte non facile ma necessaria che si porta appresso un «pugno di tremila domande» di cui si parla ne ‘’La persona peggiore del mondo’’. L’atto finale del disco è costituito dal pezzo ‘’Grazie’’, una confessione autentica di chi sa di poter stare meglio, di chi vuole qualcosa di più profondo dalla propria esistenza e di chi, soprattutto, è consapevole che avere qualcosa di prezioso da nascondere e da tenere tutto per sé rappresenta una fortuna da non dare assolutamente per scontata.



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