I dieci anni dell’Isolarun, una scommessa color magenta ricca di energia

La caparbietà fa la differenza, nello sport così come nella vita quotidiana. Così come a dare una marcia in più è la capacità di creare legami autentici, sinceri, che vanno oltre aspetti prettamente pragmatici ma che sanno toccare le corde più intime dell’animo umano. Una capacità che contraddistingue da sempre una delle squadre più performanti dell’atletica sarda ovvero L’Isolarun del presidente Giuseppe Floris, di cui nel 2026 si celebrano i dieci anni dalla sua fondazione. Dieci anni di sfide per la società di San Sperate, dieci anni di impegno nel sociale, dieci anni di obiettivi prefissati e raggiunti con impegno, entusiasmo, gioia sincera per ciò che si fa. Dieci anni dove non sono mancati momenti di grande emozione come i due titoli italiani tra gli Allievi e gli Juniores sui 3000 metri in pista con Riccardo Spanu, i titoli sardi assoluti di esponenti di primo piano del mezzofondo isolano come Gabriele Motzo e Giuseppe Mura – entrambi campioni italiani universitari sui 5000 metri in pista – i titoli regionali tra i Master con Filippo Casu, Enrica Pintor – in grande spolvero sia nelle gare in pista così come nelle competizioni su strada e nel cross – e Giorgia Pilia senza dimenticare la presenza negli anni passati di atlete di solida esperienza come Luisa Manigas, di giovanissimi dalle belle speranze come Gabriele Tidu, Giulia Carta e i fratelli Mattia ed Emanuele Soi e di nuovi arrivi di talento come Marco Ratto e Nicola Zorcolo. Tante le figure che hanno contribuito alla crescita di un gruppo solido e che si caratterizza per originalità ed entusiasmo, come ad esempio Flavio Piga, Angelo Contu, Enrica Marras, Giulio Muzzolon, Stefania Mereu, Mara Anedda, Alessandro Lasio, Alessandro Nurchis, Valentina Olla, Massimo Pia, Luigi Carbone e Andrea Mirai. Persone prima ancora che atleti e atlete, accomunate dal sincero desiderio di fare squadra e di sentirsi un gruppo realmente unito, dentro e al di fuori dei campi di atletica leggera.

«L’atto della corsa ha sempre fatto parte della mia vita», racconta il presidente Giuseppe Floris, 47 anni, durante una chiacchierata in un sabato mattina tiepido di fine febbraio in un accogliente bar di via Is Mirrionis in quel di Cagliari. «Nella mia vita ho sempre fatto sport, ho giocato a calcio e poi a Futsal. Attività dove la corsa ha un ruolo centrale essendo sempre in movimento durante il gesto atletico». Il momento di svolta è arrivato intorno al 2013. «In quel periodo», prosegue, «ho preso la decisione di dedicare più tempo alla corsa, rendendolo un atto quotidiano. È stato un cambiamento importante, sia dal punto di vista mentale che chiaramente fisico, perché dedicarsi alla corsa con costanza comporta una serie di accorgimenti e di attenzioni da dedicare che non possono essere presi sottogamba». Il 2016 è l’anno della fondazione dell’Isolarun, molto più di una squadra ma una vera e propria comunità vivace e motivata. «Il mio obiettivo era quello di creare uno spirito comunitario», spiega, «che consentisse alle persone di vivere l’atletica non in maniera solitaria ma collettiva e globale. Aver praticato sport di squadra come il calcio mi ha sicuramente influenzato in tal senso. Ho deciso di nominare la squadra Isolarun perché volevo creare un’isola felice della corsa. A distanza di dieci anni, possiamo dire di esserci riusciti e anche i numeri ci danno ragione: abbiamo 127 tesserati fidal e più di 200 tesserati Uisp, dati numerici che ci danno morale per il futuro».

Un futuro da colorare di magenta, simbolo della filosofia dell’Isolarun. «Il nostro colore societario magenta», precisa, «trasmette un grande senso di energia e una sensazione di positività incredibile. Sprigiona gioia sincera nello stare assieme condividendo qualcosa che amiamo profondamente come la corsa. Ecco perché lo abbiamo scelto». E, a proposito di futuro, sono molteplici i progetti che vedranno impegnati i membri dell’Isolarun a cominciare dall’organizzazione di una festa in grande stile in occasione dei dieci anni a cui si aggiungerà nel periodo estivo anche l’organizzazione di una gara su strada. «Noi dell’Isolarun siamo gli Outkast dell’atletica, siamo visionari e felici di esserlo», conclude sornione Giuseppe Floris. «Siamo ‘’Essere e tempo’’ di Heidegger sul piano filosofico. Siamo persone consapevoli dell’importanza dell’interiorità, dell’esserci gli uni per gli altri costruendo così, giorno dopo giorno, una comunità empatica desiderosa di crescere sempre di più».

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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