La bellezza dei paesaggi, la consapevolezza dell’importanza della cultura tradizionale, la magia dell’arte unita al valore della tradizione che si fondono in un qualcosa di unico che sa lasciare la propria impronta con delicatezza e sincero amore. Tutto questo è ciò che sta alla base di ‘’Frammenti di Sardegna: il Sarcidano’’ la nuova mostra realizzata dal gruppo della biblioteca della Parrocchia di Sant’Eusebio in via Quintino Sella a Cagliari, visitabile dal 15 al 30 settembre dalle ore 17 alle ore 20. Un progetto focalizzato sulla valorizzano della sub-regione sarda che si estende tra il Campidano, la Marmilla e la Barbagia, nato nella primavera del 2025 mentre alcune delle parrocchiane e dei parrocchiani di Sant’Eusebio si sono soffermati su quei luoghi affascinanti mentre erano diretti verso la Barbagia. È bastata una frazione di secondo per capire che quel sentimento di ammirazione poteva tramutarsi in qualcosa di concreto e di valore come, per l’appunto, una mostra specifica curata nei dettagli.
Dettagli che fanno la differenza e che risaltano subito appena si entra nel salone contenente la mostra: colpisce nella parte centrale un plastico in carta e cartone costituito da otto pezzi poi uniti tra di loro, grazie a cui è stato possibile creare un contesto agreste dove, circondati dal verdeggiante lichene, vengono rappresentati luoghi come la Giara di Genoni, Nuragus, Escolca, Isili, Gergei, Orroli, Nurri e Serri. Accanto al plastico, risaltano anche le piccole copie di menhir antropomorfiche, oltre alla croce di San Simone di Escolca di colore rosso arricchita da rosari disposti intorno, avente alle estremità spighe di grano. Da segnalare anche la presenza di Su Sessineddu, oggetto tipico di Gergei.
Tra le parti più suggestiva della mostra spiccano i dodici pannelli distribuiti nelle pareti, realizzati con una tinta a tempera molto diluita e pennarelli. I colori usati sono l’azzurro e il marroncino che si uniscono alla perfezione in maniera delicata e al contempo nitida. Non mancano anche, tra l’oggettistica, alcuni fossili, i minerali, posate e un abito originario di Escolca avente duecento anni di vita, costituito da corpetto, grembiule, gonna e camicia. Un altro abito che risalta è quello da sposa di color beige, con rifiniture in fili di rame, realizzato dalla stilista Gianna Lecca con la collaborazione del laboratorio tessile di Doloretta e Daniela Ghiani. Immancabile, per chi gradisse visionarla, anche una ricca bibliografia sui luoghi rappresentati. Luoghi, quelli del Sarcidano, che trasmettono emozioni, sentimenti, senso di appartenenza, elementi che caratterizzano anche la comunità di Sant’Eusebio del parroco Don Davide Meloni, punto di riferimento prezioso del quartiere di Is Mirrionis, un luogo dove fede e cultura si uniscono offrendo nuove chiavi di lettura di una realtà in continuo mutamento.



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