Mettere nero su bianco i propri pensieri. Tradurli in versi. Versi che sanno colpire nel profondo, versi che sono anche irruenti, feroci, malinconici e dolori. Versi che restano sinceri, autentici e che hanno alle spalle un lavoro faticoso di cesellatura e di analisi tecnica e stilistica. Tutto questo contraddistingue un poeta, nel pieno senso del termine. Di tutto questo è a conoscenza Lorenzo Conzatti che poeta lo è nell’animo, sin da quando era poco più che bambino. Trentino classe 1995, con alle spalle un percorso filosofico a livello accademico, ha di recente pubblicato la sua prima opera intitolata ‘’55 proiezioni di luce e oscurità’’. Un’opera che offre lo spunto per soffermarsi sul valore della poesia, sull’abilità affinata negli anni nel resistere davanti ai colpi bassi del destino, proiettando costantemente il proprio sguardo verso una nuova luce, traendo il meglio dall’oscurità in cui – nel bene così come nel male – si è dovuti incappare per prendere consapevolezza di ciò che si è realmente.
Quando prende forma questa tua prima opera ufficiale?
Questa mia prima opera ufficiale prende forma quasi tre anni fa quando, durante una notte insonne, nacque la bozza di ‘’Darkness’’ poesia dedicata a una mia cara amica che si è tolta la vita. Da quel momento ho cominciato a pensare che io, come tutte le persone, fossi diviso in luce e oscurità, aspetto questo su cui poi ho incentrato tutto il mio progetto.
Tra luce e oscurità cosa si insinua?
Tra luce e oscurità si insinuano tanta sofferenza e dolore, a cui fa da contraltare una costante volontà di emergere e riemergere diventando più forti. All’interno del libro c’è il mio vissuto ma non mancano i riferimenti a situazioni generali della quotidianità a cui vorrei cercare di porre rimedio.
Luce e oscurità: in quale dei due elementi ti rifletti maggiormente?
Nonostante nell’infanzia e nell’adolescenza abbia dominato l’oscurità, ora mi rifletto soprattutto nella luce perché con l’età ho imparato a tenere maggiormente sotto controllo i miei demoni interiori, riuscendo così anche a gestire certe delusioni che la vita inevitabilmente può dare in maniera migliore.
Quali sono i poeti e gli scrittori che ti hanno influenzato maggiormente?
I poeti che mi hanno influenzato maggiormente sono senza dubbio Dino Campana, Pablo Neruda, Vittorio Alfieri e Giacomo Leopardi. Dino campana in particolare in quanto da sempre rappresenta in ambito poetico il mio riferimento principale. Per ciò che concerne la prosa, invece, direi assolutamente Dostoevskij, Italo Svevo e Kafka. Da bambino fui colpito come tantissimi altri dalla saga di Harry Potter di J.K.Rowling e dalle favole di Gianni Rodari che mi hanno accompagnato a lungo.
Quanto è stato importante per la tua crescita dedicarti alla scrittura di progetti rap?
Per la mia crescita occuparmi della scrittura di progetti rap è stato molto più importante di quanto si possa credere perché mi ha aiutato a migliorare nella metrica e nella musicalità, mi ha dato anche una visione differente per ciò che concerne le tematiche da affrontare nei miei componimenti poetici. Ha indubbiamente, dal punto di vista contenutistico, ampliato i miei orizzonti e mi ha offerto tanti spunti di riflessione da approfondire.
La filosofia che ruolo ha avuto?
Il mio percorso di laurea in filosofia mi ha aiutato ulteriormente ad affinare il pensiero critico, portandomi a fare riflessioni ancora più profonde sulla natura dell’esistenza umana e su ciò che volevo davvero comunicare.
Per te cosa ha rappresentato e cosa rappresenta ancora oggi la poesia?
La poesia rappresenta per me una valvola di sfogo preziosa e un mezzo efficace per esprimere ciò che ho dentro. Ci sono particolarmente legato perché è stata la prima forma di scrittura che ho sperimentato, sin da quando ho sette anni, momento in cui inizia il mio percorso. Purtroppo, mi accorgo che il ruolo del poeta nella società dei giorni nostri è bistrattato, quando invece meriterebbe molta più considerazione.
La scrittura ti ha permesso di sconfiggere i tuoi demoni interiori?
La scrittura mi ha permesso in parte di sconfiggere i miei demoni interiori, sicuramente mi ha aiutato molto. Mettere su carta i miei sentimenti più puri mi ha permesso di sentirmi sicuramente meglio anche se talvolta solamente per pochi attimi.
Sei un grande appassionato di calcio: quali sono i giocatori che ti hanno entusiasmato di più?
Quando ero piccolo ho avuto una vera e propria folgorazione per merito di Javier Zanetti che mi ha sempre colpito per la sua lealtà e la sua capacità di essere un vero esempio. Poi direi senza dubbio Paolo Maldini, vera e propria bandiera dentro e fuori dal campo, a questi nomi aggiungerei anche Luis Suárez per la sua grande determinazione, poi Andrés Iniesta, Luka Modrić, Karim Benzema. Per quel che riguarda il Cagliari Calcio direi il mitico Gigi Riva e Gianfranco Zola, sono rimasto molto colpito per quel che riguarda il recente passato anche da alcune reti realizzate da Nainggolan. Attualmente, uno dei giocatori che stimo di più per la carica di adrenalina che sa trasmettere è Lautaro Martínez che mi entusiasma davvero tanto.
Il tuo domani cosa prevede?
Il mio futuro prevede la pubblicazione di un libro per bambini e per ragazzi intitolato “Racconti per piccoli che sognano’’, sono molto soddisfatto di ciò. Questo progetto porta con sé una carica emotiva notevole. Per il resto, continuerò a scrivere quotidianamente, pretendendo il massimo da me stesso, continuando a guardare sempre avanti e mai indietro.


