Fare propria l’arte della fatica è un compito complesso e non da tutti. La fatica pone una persona davanti ai propri limiti, facendoli apparire talvolta come insormontabili. C’è chi getta la spugna ancora prima di provare a mettersi in gioco e chi, invece, davanti alla fatica e alla sofferenza si esalta come Stefano Cicalò, giovane e talentuoso marciatore di 26 anni della Polisportiva Gonone Dorgali allenato da Luigi Leotta una delle figure più conosciute del mezzofondo e del fondo isolano, che sin dai suoi esordi quindici anni fa – nelle file dell’Atletica Valeria di Celestino Usai seguito all’epoca dall’esperto tecnico Nello Dessì – si è distinto come uno dei marciatori più capaci e determinati in circolazione, ottenendo risultati di prestigio anche a livello nazionale. L’atleta di Luigi Leotta, con cui ha un rapporto fraterno e di grande stima reciproca, guarda al futuro con la consapevolezza di chi sa che nulla si ottiene nell’atletica senza sacrificio e caparbietà. Dote, questa, che di certo non manca al marciatore di Decimomannu e che gli consente di marciare e di correre verso nuovi traguardi con fiducia e desiderio di migliorarsi costantemente.
Stefano sei reduce dalla vittoria sui 5000 metri di marcia in pista ai CDS finale B con la maglia del Cus Cagliari a Borgo Valbelluna con il tempo di 22’43’’83: che gara è stata?
Una gara importante, prima di tutto, sono molto felice di essere stato contattato dal Cus Cagliari per coprire la specialità della marcia in occasione dei societari, volevo dare il meglio di me per portare il massimo punteggio possibile alla squadra e così è stato. Sono molto soddisfatto, l’obiettivo era vincere ed è andata bene. A livello cronometrico, valevo sicuramente molto meglio ma, ribadisco, quel che contava non era il tempo stavolta bensì la vittoria: è stata una gara tattica e in controllo, non volevo rischiare eccessivamente.
Il 29 gennaio del 2023, a Milazzo, hai preso parte alle 35 km coprendo la distanza con il tempo di 3h02’01’’: quest’anno tornerai a gareggiare su questa gara?
Mi piacerebbe tantissimo, anche perché l’ho fatta solamente una volta e so di valere molto meglio. Ci sono, però, tanti aspetti da tenere in considerazione, il primo è quello lavorativo, lavorando io 40 ore alla settimana non posso dedicarmi totalmente all’atletica e far combaciare le cose obiettivamente non è facile avendo bisogno la marcia di tanti chilometri e di tanto tempo che, nel momento in cui si lavora, non è facile dedicare. Il mio sogno comunque è rifarla, vedremo in futuro quando, con la speranza di riuscire a lavorare e ad allenarmi al meglio.
Il tuo allenatore è Luigi Leotta, con cui ti lega un rapporto profondo e sincero. Quanto è importante per te la sua guida?
È assolutamente fondamentale, Luigi per me è una figura importantissima non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano. Ho la fortuna di averlo accanto e di avere anche il supporto della Gonone Dorgali e del mio presidente Ignazio Sagheddu che mi stanno vicini giorno dopo giorno, questo per me è motivo di orgoglio ed è un tassello fondamentale nel mio percorso sportivo.
Quest’anno farai anche un’uscita sulla 20 km di marcia dove hai un personale in 1h30’55’’ ottenuto nel 2018?
Il progetto c’è, assolutamente, sto valutando se prendere parte ai Tricolori di ottobre su questa distanza. La volontà non manca e sono fiducioso, procediamo strada facendo preparandoci al meglio.
Tra la 35 km di marcia e la 20 km in quale delle due distanze vedi il tuo futuro?
Sicuramente nella 35 km, mi esprimo meglio quando la distanza aumenta. Amo fare fatica, mi piace da sempre e non ho paura di soffrire ma anzi: più la fatica si fa sentire e più riesco a tirare fuori il meglio da me stesso.
Oltre alle gare di marcia, ti cimenti con ottimi risultati anche nelle prove di corsa come ad esempio la mezza maratona: su questa distanza ti vedremo impegnato più spesso in futuro?
Sì assolutamente, correre mi piace e la mezza maratona è una gara dove mi diverto e che sento nelle mie corde e dove so di potermi migliorare tanto. Spero quest’anno di poterne fare almeno una e di realizzare il mio personale.
A proposito di futuro e di corsa: hai mai pensato di cimentarti anche nella maratona?
Chiaramente sì, ne abbiamo parlato anche di recente con il mio allenatore Luigi Leotta. È sicuramente nei nostri programmi, speriamo il prossimo anno di poterla preparare e di fare un bell’esordio sulla maratona.
Credi che sia possibile conciliare la marcia con la corsa?
Assolutamente sì, la corsa e la marcia personalmente ritengo siano due specialità conciliabili, anche i marciatori più forti al mondo in alcuni periodi dell’anno si dedicano esclusivamente alla corsa traendone benefici. Personalmente, io ho sempre corso e marciato, è una modalità che su di me va benissimo e che mi ha sempre fatto stare bene, quindi non posso che consigliarla a coloro che vogliono mettersi in gioco in entrambe le discipline.


