«La musica rappresenta il mio stare al mondo». Poche parole, essenziali, profonde, ricche di un significato che si nutre di istanti preziosi vissuti con quella purezza che solamente chi sente sulla propria pelle in modo viscerale la propria passione possiede. Una passione incrollabile che da sempre caratterizza Al Castellana, artista triestino classe 1964, pilastro della soul music nostrana, una delle voci più raffinate, riconoscibili e talentuose che il panorama musicale italiano può fregiarsi di avere. Il suo è il percorso di chi non si accontenta di facili complimenti e dei primi risultati, consapevole che solamente con una dedizione totale e uno studio certosino è possibile andare oltre i propri limiti. Pochi riescono in ciò, Al Castellana è tra questi, grazie alla sua empatia e alla sua capacità di ascoltare quella musica dell’anima che nei momenti più difficili sa indicare la direzione da prendere e sa riparare dal vento freddo.
Nel tuo nuovo singolo ‘’Rooftop’’ affronti il tema del sentimento dell’amore e della fine di un rapporto: come vivi la fine di un legame che sia una relazione oppure un’amicizia?
Ho smesso da un bel po’ di considerare la fine di un amore o di un rapporto di amicizia come dei fallimenti personali, negli anni ho capito che se una storia finisce, evidentemente doveva finire, ne conservo i momenti migliori e vado avanti, in sostanza sono diventato fatalista.. o meglio fatalista, bel titolo per una canzone, vero?
Ad arricchire il pezzo troviamo la presenza di Dargen D’Amico: come nasce la vostra collaborazione?
Conosco Dargen da un bel po’ e nutro grande stima nei suoi confronti, quando ho scritto il brano ho pensato che la sua penna dissacrante e tagliente avrebbe dato al brano un ulteriore surplus e lui ne ha fatto uscire una strofa stupenda, adoro la sua musicalità e la sua ironia, adoro Dargen.
Nel 2022 hai pubblicato un pezzo dal valore profondo insieme a Tormento, intitolato ‘’Il mio giorno migliore’’: c’è un giorno particolarmente importante nella tua vita che, a distanza di anni, ancora suscita in te emozioni intense?
Un giorno che mi emoziona e che ricordo con piacere è il giorno che sentii per la prima volta una mia canzone alla radio in un bar della mia città, uscii da quel bar con una sensazione di fierezza mista a stordimento, quando ci ripenso sento ancora un brivido dietro la schiena.
Nel 2000 hai pubblicato il tuo album d’esordio ‘’Niente di nuovo’’: che ricordo hai di quel periodo?
Ho ricordi bellissimi anche se un po’ sbiaditi, erano anni in cui ero in tour con Neffa o chiuso in studio con i miei collaboratori dell’epoca, erano anni di sogni e di musica, zero pensieri, solo voglia di affrontare la vita vivendo di musica.
In quel disco c’è un pezzo dal titolo ‘’Non lasciarmi solo’’: che rapporto hai con la solitudine?
Il rapporto con la solitudine è mutato nel tempo, direi che ai tempi ne ero terrorizzato, ora posso dirti che con la solitudine ho un rapporto di conoscenza ma mai di amicizia. In sostanza ci rispettiamo e stiamo alla larga l’uno dall’altra.
Di recente, a Milano il 5 novembre del 2025, sei stato ospite di Neffa in occasione del suo concerto all’Unipol Forum: come è stato ritrovarvi dopo tanto tempo? È in programma una nuova collaborazione tra di voi?
È stato bello ritrovarsi su quel palco insieme dopo una ventina d’anni e nonostante qualche rughetta in più, riscoprendo immutata quella magia che ci ha uniti per tanti anni. Per quanto riguarda un eventuale collaborazione futura, chissà? Ho un nuovo album in uscita a Settembre, magari…
Tra le tue tante collaborazioni di prestigio spicca quella con Fabri Fibra: ricordi il momento in cui vi siete conosciuti e come avete lavorato al brano ‘’Come te’’ tra i pezzi più belli e apprezzati di ‘’Turbe giovanili’’ uscito nel 2002?
Ho conosciuto Fabri proprio nel periodo di Turbe Giovanili, Neffa aveva prodotto praticamente tutte le strumentali di quel progetto – eccetto la traccia ”Ma che persona” prodotta da Dj Lato – e Fabri, allora giovanissimo, mi chiese di collaborare con lui in quel brano, il resto è storia. Anni di amicizia e altri brani insieme, Fabri è un artista di gran talento ma anche una persona che stimo profondamente. Lunga vita a Fabri!
Dopo un lungo percorso artistico e umano, hai imparato a stare al mondo?
Il giorno che imparerò a stare al mondo sarà triste, io voglio rimanere quel giovane folle che un giorno abbandonò le sue certezze e le sue sicurezze lavorative per avventurarsi nell’incerto mondo della musica.



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