Carlo Sorgia e i suoi versi sospesi in un fumo ricco di istanti da rendere eterni

La scrittura è un viaggio, interiore e catartico. Un viaggio che conduce dove non ti aspetti, un viaggio che ti ricorda le tue fragilità, i momenti che si davano per dimenticati ma anche le proprie virtù, la parte più autentica di sé, ciò che si ama nel profondo. Un viaggio, proprio così: c’è chi ha il coraggio di affrontarlo, c’è chi ha bisogno di più tempo per mettere nero su bianco i propri sentimenti ma alla fine poi quel coraggio riesce a trovarlo iniziando un cammino ricco di riflessioni. Scrittura come viaggio, scrivere per rendere eterni gli istanti che hanno segnato le nostre esistenze. Istanti di cui è ricca la nuova opera di Carlo Sorgia intitolata ‘’Fumo’’, pubblicata dalla casa editrice LFA Publisher, una raccolta di poesie – 55 per l’esattezza a cui si aggiungono anche una prefazione di Alessandra Sorcinelli, una introduzione e un racconto conclusivo dal titolo ‘’Fai sellare un cavallo e voliamo via’’ – racchiuse in una sessantina di pagine dove elementi come nostalgia, dolcezza e introspezione emergono con tutta la loro intensità.

La raccolta, la sesta nel cammino di Carlo Sorgia che arriva a distanza di otto anni dopo l’ultima pubblicata nel 2018, si apre con ‘’Amore universale” dove l’autore tratteggia un sogno che mette radici al cuore rendendo viva ogni cosa, atto iniziale di un percorso lirico dove non mancano gli istanti significativi. Ci sono poesie come “Turbinio di sensi’’ in cui ci si sofferma su aspetti tipici della quotidianità come le luci soffuse e il delicato tintinnare di posate, in ‘’Follia di sguardi’’ a essere protagonisti sono i baci e le carezze di chi ama non solo con il proprio corpo ma, soprattutto, con l’anima. L’amore permea anche il componimento ‘’Perle d’acqua’’ in cui ci si focalizza su ricordi evanescenti che rivivono davanti a una fontana dai colori cristallini, ne ‘’La strada dei padri” si riflette  sui tanti passi compiuti nel proprio cammino, sulle intime cose da cui scaturisce un’emozione pura e sulla stanchezza che comporta un viaggio quale è la vita.

Tra i picchi lirici dell’opera risalta ‘’Amore verso la natura’’ in cui Sorgia si domanda che colore ha l’amore, offrendo una risposta delicata e preziosa: «l’amore ha il colore del tramonto, ha il rosso del cuore, ha il blu del mare e le movenze dell’onda». I moti interiori e la loro forza evocativa contraddistinguono ‘’Gonfia è l’anima’’ dove restano impresse queste parole: «la mia vita corre sul mare dei pensieri pensando al domani nella speranza di trovar pace». Quello di Carlo Sorgia è un flusso esistenziale che gira attorno ai silenzi e che focalizza il proprio sguardo oltre la finestra  dei propri pensieri, è un’analisi introspettiva che percorre un ponte di cemento e ferro diretta verso ciò che ha un valore eterno che il tempo non può scalfire, è un percorso che ha il ritmo di una leggera danza come il movimento delle foglie, un movimento sincopato e magico come la notte, struggente come l’amore verso chi abbiamo visto nascere e crescere, sincero come chi nonostante gli anni che scorrono inesorabili non ha perso la capacità di emozionarsi. Già, emozionarsi per poter continuare a sognare, emozionarsi per ricordarsi che siamo umani, pieni di vita, pieni di entusiasmo anche negli istanti più complessi. Emozionarsi per non dimenticare che anche le piccolezze meritano di essere protette dall’indifferenza e custodite con cura, emozionarsi per riuscire a trovare uno spiraglio di luce anche quando ci si trova immersi nel buio.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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