Prendersi troppo sul serio? Mettersi qualche remore nell’approccio con il pubblico e con i contenuti trattati? Rimanere su un registro sferzante ma comunque sobrio? Beh, in Tiziano La Bella, uno dei più talentuosi e apprezzati esponenti della stand-up comedy nostrana, grazie al cielo non si trova nulla di ciò e proprio in questo sta la sua forza. L’artista romano quando sale sul palco lo fa con quella padronanza autentica del mezzo espressivo che adopera tipico di chi davanti alle persone che ha davanti sa catturare la loro attenzione con una semplice parola, pronunciata con quella carica intensa e graffiante che colpisce nell’immediato. Lo stand-up comedian ha portato il suo stile corrosivo e verace al Teatro degli Intrepidi Monelli in quel di Sant’Avendrace a Cagliari, da sempre ‘’tempio’’ cittadino per la stand up, in tre date che l’8 e il 9 maggio hanno coinvolto trecento persone riscuotendo pieni consensi.
Tiziano La Bella porta sul palco il suo spettacolo dal titolo ‘’Dopo Cristo’’ mettendo alla berlina tutto e tutti, chiaramente anche se stesso e fa capire, tra le tante cose su cui pone l’accento, che di questi tempi farsi una sana e doverosa risata – frutto di una riflessione attenta che fa comprendere quanto essere seriosi sia un grosso sbaglio – è più che mai necessario. Ad aprire le danze ci pensa Federica Seddaiu, stand-up comedian romana da 11 anni in Sardegna, che in pochi minuti mostra il suo talento e prepara a dovere il pubblico in sala. Tiziano quando fa il suo ingresso cattura immediatamente l’attenzione dei presenti: scherza sui paesi da cui vengono alcuni spettatori e alcune spettatrici, sulle relazioni non andate a buon fine, fa capire immediatamente che nel suo spettacolo dalla durata di circa un’ora e un quarto non ci saranno tempi vuoti o attimi più lenti. Gestualità spigliata, cadenza romanesca che fa la differenza, presenza scenica incisiva: questi sono solo alcuni dei suoi tratti caratterizzanti quando va in scena. In ‘’Dopo Cristo’’, come è doveroso che sia, non c’è spazio per il politicamente corretto: La Bella si scaglia contro tutto e tutti e lo fa con classe e personalità, ironizzando su film come ‘’Il Gladiatore 2’’, sulle dinamiche esilaranti che si creano quando al cinema a una persona cade qualcosa, sui regali di gruppo per i compleanni, sulle serie tv incentrate sui serial killer su Netflix.
Punzecchia chi gioca a padel, immancabile un riferimento al Genocidio che si sta verificando in Palestina, ironizza sui nostalgici del fascismo, sul Vaticano, sul sesso orale e su l’igiene intima. Tante le battute che restano impresse, come ad esempio: «ho fatto a botte una sola volta in vita mia. Ora il tipo è sulla sedia a rotelle….vabbè anche prima». Poco dopo aggiunge: «La prima volta che ho capito che c’era tensione tra i miei genitori e mia nonna è stato dopo la sua cremazione. Non hanno detto mica ‘’l’abbiamo cremata’’ ma ‘’le abbiamo dato fuoco’’». Ironia genuina, che non guarda in faccia nessuno. Ironia in quantità cospicua racchiusa in uno spettacolo brillante e dinamico fondamentale per ricordarci che, almeno qualche volta, è lecito lasciarsi un po’ andare e mettere alla berlina una vita che di risposte ne offre poche ma che, se presa di petto e con il sorriso sulle labbra, può apparire più interessante di quanto si possa immaginare.



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