Paola Masala – La visione innovativa della cultura

Figura di spicco nel settore promozionale dell’arte, sguardo attento alla crescita teatrale, visione innovativa della condivisione culturale: Paola Masala instancabile professionista.

Hai una lunga esperienza nella comunicazione artistica e teatrale. Quando nasce la consapevolezza che il futuro professionale sarebbe stato in questo settore?
Ho dimostrato interesse sin da piccola per le arti visive e, quando ho avuto la possibilità di scegliere l’indirizzo di studi, ho optato per il campo artistico” – racconta Paola Masala, professionista della Comunicazione e Marketing che lavora al Teatro Massimo di Cagliari per il Circuito Multidisciplinare Cedac e per Jazz in Sardegna – “Sono trascorsi velocemente dieci anni di formazione multidisciplinare tra storia dell’arte, disegno, scultura, grafica, scenografia e decorazione. Poi i corsi di organizzazione teatrale e le prime esperienze in promozione con le associazioni culturali del territorio. La consapevolezza che il settore Comunicazione e Marketing sarebbe potuto diventare uno sbocco professionale è, però, arrivata durante il Master in management dello spettacolo a Milano, dopo uno stage al Teatro Franco Parenti” – continua.

Le esperienze professionali si susseguono così come gli insegnamenti messi poi a frutto nelle diverse attività, dinamiche e propositive. L’obiettivo resta quello di valorizzare la cultura, l’arte e farlo nel proprio territorio a favore di esso è qualcosa di innato per Paola Masala, che dal 2011 al 2019 è stata anche Responsabile della Comunicazione per l’ente di Produzione Teatro di Sardegna, nel 2020 Responsabile del Coordinamento del Teatro Eliseo di Nuoro e, dal 2018 al 2020, Delegata regionale per la comunicazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Quali potenzialità e quali mancanze riscontri nella tua Sardegna?
Molte potenzialità e poca progettualità” – esordisce precisa –
La nostra isola, da nord a sud, è un hub a cielo aperto di storie, culture, tradizioni, riti, sperimentazioni contemporanee, Festival, grandi eventi ma anche luoghi di benessere e natura incontaminata. Qualche hanno fa ho coordinato Cultura plurale, un progetto di sistema per le realtà culturali del territorio: non poche le difficoltà ma con un impegno sistematico dall’alto e un approccio progettuale dal basso le ricadute positive sarebbero tante” – assicura.
Dietro una corretta gestione si palesa una organizzazione che parte dall’idea concreta sulla quale investire ogni tipo di impegno.

Tra le tante avventure professionali Paola Masala ha anche presentato alcuni Festival o Manifestazioni come la 13° edizione del Karel Music Expo all’Exma di Cagliari; “Nois la Sardegna che accoglie” al Teatro Massimo di Cagliari, la 1° edizione del Bisus Film Festival di Teulada e condotto gli incontri culturali per il Festival MedinArt di Samassi.
La progettualità si identifica in uno stimolo costante per la professionista che è fucina di obiettivi, sempre nuovi, più che mai rivolti a una prospettiva di lungo termine.
L’incontro professionale a cui sei più legata, Paola?
Tante sono le persone che mi hanno aiutato a riconoscere ed esprimere le mie capacità in ambito professionale e per questo motivo sono in parte legata ad ognuno di loro ma ne cito almeno due: Mimma Gallina e Andrée Ruth Shammah, sono donne, entrambe organizzatrici teatrali di grande spessore” – riferisce.
E allora, nella sua lunga esperienza vi saranno traguardi raggiunti e qualche stop.
Quale soddisfazione da tenere come esempio e quale, se esiste, lo sbaglio di veduta da dimenticare?
Mi piace riconoscere le soddisfazioni di tutti i giorni, quelle che possono sembrare piccole ma che messe insieme portano a raggiungere i grandi obiettivi. Anche gli sbagli tendo a metterli in questo percorso, non li dimentico: sono utili a modificare le strategie, aiutano anch’essi a raggiungere l’obiettivo e a crescere umanamente e professionalmente” – risponde la professionista Paola Masala.

Originaria di Golfo Aranci, Paola Masala tra le molteplici iniziative ha collaborato anche con la Casa Editrice Ilisso di Nuoro per il progetto espositivo en plain air Marianne Sin-Pfaltzer commissionato proprio dal Comune di Golfo Aranci.
Il suo impegno sconfina anche in ambito personale grazie a progetti ambientalisti e di comunità, radicati nella sua forte tendenza all’attivismo, al volontariato e all’aggregazione.
Con questo spirito di iniziativa si superano anche i momenti di stallo e di mutamento che nel settore della comunicazione e della cultura sono ciclici e, talvolta, necessari.
Quanto la comunicazione è cambiata, se si pensa anche al periodo pandemico?
Già prima della pandemia il settore culturale è stato travolto dalle dinamiche della tecnologia digitale. La necessità di raggiungere un nuovo pubblico, più giovane, ha per prima costretto musei, teatri, cinema a confrontarsi con il mondo del web, i social media, il web design, il video editing” – testimonia – “La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione anche in questo settore ma per le realtà più aggiornate era già in atto una trasformazione.
In realtà, non ho mai creduto alle soluzioni on demand paventate per il nostro settore in pandemia, non ho mai creduto al successo di una Netflix per la cultura” – termina con convinzione.

In quest’ottica di trasformazione, sono fondamentali degli esempi su cui fare affidamento e Paola Masala nel suo campo può considerarsi tale.
Quale suggerimento daresti ai giovani che studiano comunicazione, Paola?
Studiare e formarsi in scuole specializzate è un aspetto imprescindibile. Applicarsi nel pratico, appassionarsi e stare in continuo aggiornamento.
Oggi la comunicazione pretende competenze multidisciplinari: teoriche, visive, digitali e creative che facciano emergere il proprio stile comunicativo” – suggerisce a chi ancora naviga incerto verso il proprio futuro – “Nel settore culturale un bravo comunicatore deve saper unire sensibilità estetica e contenuti artistici a strumenti e strategie di marketing e comunicazione al passo con i tempi” – termina soffermandosi sull’importanza di alternare competenze tradizionali a quelle digitali, in un contesto di evoluzione continua.

Il 2023 si prospetta lungo e variopinto nelle opportunità.
I tuoi prossimi progetti, Paola?
È anacronistico e da boomer, per usare un linguaggio attuale, ma sono scaramantica: posso dire che il prossimo progetto che mi piacerebbe realizzare ha a che fare con la memoria storica” – confida Paola Masala, sprigionano grandi aspettative verso le sue imminenti tappe professionali per le quali l’augurio è di essere sempre ricche di stimolo.

Federica Abozzi

 

 

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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