Ninetta Bartoli – La rivoluzionaria Sindaca dell’Isola

Nell’aprile del 1946, ben 332 elettori su 371 (con una percentuale del 90) del piccolo borgo di Borutta, nel cuore del Mejlogu, scelgono proprio Ninetta Bartoli come sindaco.

Eroina politica
Nata a Borutta nel 1896, Ninetta studia a Sassari nell’Istituto delle figlie di Maria.
Sulla scia della tenacia di Grazia Deledda, la donna sarda passerà alla storia italiana come una delle prime donne a ricoprire il ruolo di sindaco della Repubblica italiana, dando avvio all’ascesa femminile nell’universo della politica italiana. Lei, nobildonna decisa, grazie al suffragio universale e al decreto De Gasperi-Togliatti che apre a candidature di entrambi i sessi, conquista un ruolo che fino a quel momento in Italia era di esclusivo carattere maschile.
Ninetta è il simbolo di una rivoluzione.
Il suo incarico durerà per dodici anni, sino al 1958, quando sceglierà di lasciare la politica. Tra i suoi traguardi, di certo quello, di una intensiva attività di migliorie per il suo paese di origine. Grazie a lei arriva l’acquedotto, il sistema fognario e l’energia elettrica, migliorando la qualità della vita dei suoi concittadini. E poi le case popolari, la scuola elementare, cimitero, casa di riposo, cooperative: Borutta, che all’epoca contava 600 anime, sotto la guida di Bartoli assume una connotazione finalmente cittadina.
La sua determinazione la condussero a portare avanti un intenso programma di valorizzazione: fondò l’Istituto di San Vincenzo e seguì l’opera di restauro di San Pietro di Sorres, donò dei terreni propri per realizzare qualche opera pubblica e intensificò il suo apporto sociale anche vestendo la presidenza delle Dame di carità.

Il suo esempio è storia
Ninetta Bartoli resta in carica fino all’età di 62 anni.
La sua figura viene ricordata per le numerose opere di filantropia ma soprattutto per l’animo attivo verso il futuro delle donne: il suo obiettivo è liberare dell’etichetta di angelo del focolare. Sua l’idea dell’asilo per permettere alle donne di andare a lavorare.
Prima della fine del terzo mandato, le subentrerà il medico Nino Solinas. Mai abbandonerà l’impegno sociale fino agli ultimi giorni della sua vita.
La Bartoli muore il 30 novembre del 1978 a 82 anni e gli amministratori decisero che la sua salma, prima dei funerali, venisse esposta nella sala consiliare per ricevere l’omaggio della popolazione.
Il suo esempio resta, sia per uomini sia per donne, di grande valore se si aspira ai grandi cambiamenti nei maggiori settori di interesse. Una grande donna, Ninetta Bartoli, e una grande sindaca dall’intraprendenza fiera come la sua isola. La sua visione politica si rivelò moderna per i tempi e grazie al suo carattere decisionista riuscì a concretizzare un primo piano urbanistico per il suo paese finalmente dotato dei servizi essenziali.
Il suo lascito di Ninetta Bartali sono i pensieri e i sogni, per tutte le bimbe e le giovani donne che dopo di lei decisero che per il proprio futuro si poteva aspirare a grandi programmi, anche fare il sindaco!

 

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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