Nereide Rudas – Ribaltare i pregiudizi

Oggigiorno, fortunatamente, la falsa convinzione che ad alcune professioni si debbano dedicare unicamente gli uomini sta svanendo. Il cammino per la totale inclusività di tutti, indipendentemente dal genere, è ancora molto lungo, ma per fortuna esistono molti esempi di riscatto personale: storie di donne che hanno deciso per se stesse e hanno dimostrato che il talento e l’intelligenza non dipende dal genere, ma dalla tenacia e dalla volontà di perseguire sempre i propri obiettivi.

Uno di questi esempi, in un periodo in cui questo genere di pregiudizi era molto presente all’interno della nostra società, è proprio Nereide Rudas.

 

Gli studi in medicina

 

Nata a Macomer – nella provincia di Nuoro- nel 1925, Nereide sviluppa da subito un buonissimo spirito di adattamento e un carattere deciso. Passa la prima parte della sua vita accudita dai nonni materni, che la stimolano a pensare in modo moderno e avanguardista: il nonno, mecenate e amante dell’arte, crea attorno a sé un ambiente molto stimolante, che aiuta Nereide a sviluppare le sue ambizioni nonostante il mondo, in quel momento, non fosse pronto a concedere alle donne la possibilità di essere loro stesse, scegliendo di essere quello la strada migliore per sé.

 

Nereide decide di iscriversi alla facoltà di Medicina, dove affronta gli studi dovendo convivere con alcuni avvenimenti personali. Si sposa molto giovane e mette al mondo un bambino, ma rimane vedova dopo poco. Nonostante questo triste avvenimento e la difficoltà che le donne dovevano affrontare per interfacciarsi con la professione medica, Nereide si laurea e si specializza in Neurologia e Psichiatria all’Università di Bologna.

 

Il contesto proibitivo non la distoglie dai suoi obiettivi, e nel 1970 ottiene la nomina presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della criminalità in Sardegna e la cattedra di Psicologia e poi di Antropologia culturale a Cagliari.

Otto anni dopo, l’arrivo della cattedra in Psichiatria. La bravura di Nereide la rende popolare a tal punto che l’Università di Cagliari deve organizzare dei turni per permettere a tutti gli studenti che vogliono seguire il suo corso di poter partecipare. Nereide diventa la prima donna in Italia a ottenere questo incarico.

 

Le responsabilità in ambito Psichiatrico

 

Proprio nel 1978, Nereide, insieme alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria, fonda una Clinica Psichiatrica a Cagliari, di cui sarà direttrice. Qualche anno dopo Cagliari ospiterà il Congresso nazionale di Psichiatria, in cui Nereide sarà occupata come organizzatrice, promotrice e presidentessa.

Il suo impegno in ambito di salute mentale non si ferma all’interno dell’isola. Nel 1987 fonda a Milano la Società italiana di Psichiatria forense e prende parte, diventandone anche vice presidentessa, della Società italiana di Psichiatria.

 

Le pubblicazioni

 

Nereide Rudas vanta un vastissimo numero di pubblicazioni scientifiche. Negli anni ’60 fondò e diresse insieme a Raffaele Camba la “Rivista sarda di criminologia”, un periodico grazie a cui iniziò a ragionare sulle sue personali teorie sull’identità dei sardi, sull’isolamento, sui fenomeni migratori e sulle cause della depressione nell’isola.

Continuerà a scrivere arrivando a pubblicare 400 testi tra saggi e libri, tra cui il “L’isola dei coralli” edito Carocci, dove attraverso uno studio delle opere di famosissimi autori e autrici sardi arriverà a indagare l’identità e la memoria della sua isola. Quello stesso testo la porterà a ricevere una medaglia d’oro dal presidente della Repubblica.

 

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