Maria Paolucci – La Sardegna mineraria raccontata con il sorriso

Giovane, intraprendente e amante della sua terra: Maria Paolucci, guida turistica e travel influencer conduce i suoi turisti alla scoperta dei luoghi dell’epoca mineraria dell’isola.
Ecco che con Maria si visita l’inconfondibile scenario di Porto Flavia, sul litorale iglesiente, sino all’imponente faraglione di Pan di Zucchero, passando per il centro minerario di Buggerru, con il museo del minatore sino all’imbocco della Galleria Henry, un percorso minerario suggestivo da compiersi con il trenino su rotaie, da cui scorgere l’incanto dell’altipiano di Pranu Sartu, dove si estraeva la preziosa Calamina.

Quanto è gratificante offrire una esperienza turistica?
È inqualificabile, un’emozione che mi rende davvero felice. Poter creare un’esperienza in un territorio che ami per persone che vogliono scoprire la Sardegna, è qualcosa di molto forte e gratificante: ti fa capire che le persone si fidano di te” – testimonia Maria Paolucci, guida turistica abilitata dal 2018.
L’entusiasmo è pari alla bravura e alla capacità di coinvolgere i suoi ospiti durante i tour che confeziona, organizza e promuove nei suoi canali social. Una ventata di gioventù e una cura professionale che garantisce ai siti un via vai di curiosi e appassionati.

Ecco che Maria Paolucci dimostra sin dall’avvio della sua attività in solitaria una dilagante intraprendenza per narrare le note zone minerarie, patrimonio della storia indelebile dell’isola. Si punta, soprattutto, all’uso utile e originale dei social, Instagram e Tik Tok, per catturare l’attenzione e inviare suggestioni senza tempo.
Quanto sono utili per la tua professione, i social?
Se non fosse stato per i social, non starei qui a raccontare la mia storia” – esordisce l’influencer sarda – “I social mi hanno permesso di essere conosciuta in Sardegna e a livello nazionale: la mia community conta quasi 100mila persone. Persone reali che hanno davvero conosciuto la Sardegna grazie ai miei video, ma che poi hanno concretizzato la scoperta venendo in visita con me. Potrei dire che i social per me sono stati un modo per passare dall’online all’offline, in un viaggio quasi quotidiano con la community” – continua.
Attraverso i canali digitali anche gli aneddoti della vita mineraria distante da noi diventano dinamici e il ricordo resta vivo.
“I social sono uno strumento potente se saputi usare, e nel turismo sono davvero importanti. Io ne sono l’esempio, le persone che ho portato con me sono state oltre 2mila da quando ho iniziato, circa centocinquanta tour nell’arco di poco più di dodici mesi” – ne è convinta Maria Paolucci che senza dubbio ha valorizzato il territorio che ama, il Sulcis.

Quando nasce il tuo progetto di lavoro nel turismo?
Tanti anni fa! Già da piccola avevo le idee chiare, ho sempre voluto contribuire alla valorizzazione della mia terra. Ricordo mio padre, ispettore minerario, che mi spiegava le Grotte San Giovanni di Domusnovas, il mio paese natale.
Dopo essermi laureata ho preso la palla al balzo e mi sono iscritta all’albo delle guide turistiche, cosa che mi ha consentito di lavorare dal 2019, anno nel quale ho vinto un concorso come guida dipendente, ma che poi ho interrotto nel 2021, per mettermi in proprio ed organizzare le mie esperienze” – racconta Maria Paolucci.
Il suo cammino nel settore turistico si avvia sin da giovane e i suoi studi lo confermano: Istituto Tecnico per il Turismo di Iglesias, Laurea Triennale in Economia e Gestione dei Servizi turistici a Oristano, Master in Ospitalità e Marketing dei Territori a Roma Tor Vergata, laurea Magistrale in Progettazione e Gestione dei Servizi Turistici sempre a Tor Vergata.
Una teoria che si è espressa nella ricerca di far bene, concedendo al turismo esperienziale di aprirsi come uno scrigno di bellezza e leggenda.

Come scegli un tour e come lo confezioni?
Ogni mia esperienza deve avere un qualcosa di inaspettato, indimenticabile. I posti che faccio visitare mai lasciano indifferenti.
Quando penso un tour, immagino il ricordo che posso lasciare a coloro che partecipano. Individuo un itinerario tipo, contatto le amministrazioni e/o chi gestisce un preciso bene e fisso gli accordi, le date, i sopralluoghi, la formazione e rendere pubblica l’esperienza” – risponde la guida turistica, che aspira a far conoscere ai più la cultura dell’articolata industria del sottosuolo sardo ancora poco nota.
Il tuo target di clienti?
Persone giovani, viaggiatori tra i 20 ed i 45 anni. Chi mi segue ha una grande voglia di scoprire le storie e tutto ciò che si cela dietro il territorio” – precisa.
Tre caratteristiche che il pubblico ti riconosce?
Mi dicono che le mie sono esperienze coinvolgenti, nulla è lasciato al caso, le persone si sentono davvero coccolate e non numeri” – riferisce Maria Paolucci – “La solarità poi, ho sempre il sorriso perché sono contenta del mio lavoro e sono grata della fiducia che le persone mi riconoscono. Si affidano ai miei racconti sia nei social che nei tour: metto le persone al primo posto sempre” – termina.

L’isola sarda ha una secolare tradizione e vasto patrimonio paesaggistico, enogastronomico, e sovente manca la consapevolezza di tutto questo.
Quanto la Sardegna può offrire e quanto, secondo te, incontra
difficoltà nel suo proporsi come metà turistica oltre il mare e
l’estate?
La poca consapevolezza sfocia nella difficoltà di rendere la Sardegna una meta visitabile 365 giorni l’anno. Secondo me è un problema di comunicazione: un flusso di turismo interno si muove anche fuori stagione, ma se non si sa che alcuni siti turistici sono aperti, non ci si sposta.
Io organizzo tour anche durante l’inverno e con grande piacere posso dire che non ho problemi a trovare persone disposte a viaggiare anche in questo periodo” – risponde la entusiasta Maria Paolucci, la cui testimonianza è di esempio per le nuove generazione che mirano a realizzare progetti ambiziosi e per chi punta a valorizzare la propria terra.

Consigli per chi come te ha una passione e vuole buttarsi?
Il mio consiglio è unire la passione alla formazione. Io non mi sono improvvisata nell’organizzare esperienze e raccontare la Sardegna sui social. Se la passione segue la competenza, bisogna poi inseguire i propri obiettivi senza paura dell’opinione altrui. Evitare rimpianti. Io mi sono buttata in una scelta non facile ma non potrei esserne più felice” – con questo suggerimento la travel influencer Maria Paolucci conferma che studio e gavetta sono ottimi alleati per il rischio che va perseguito a favore dei propri progetti.

I tuoi progetti per il 2023?
Un programma TV tutto mio. Ho firmato con una televisione regionale che ha creduto in me e sto lavorando alla stesura di un programma dove racconterò l’isola, ancora non ci credo!“– racconta con gioia la travel guide – “E poi l’espandermi con le esperienze, ampliando l’offerta in altri territori e siti turistici, e lavorare come travel influencer per promuovere la Sardegna e altre destinazioni” – conclude con ambiziosi e interessanti progetti per un anno che si prospetta ricco di nuove avventure e molto dinamico.

Federica Abozzi

 

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Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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