Margherita Sanna – La sindaca (e maestra) di Orune

Giovane maestra di Orune sfida i suoi tempi e le azioni della storia sino a diventare sindaca, una delle prime sull’isola sarda e in Italia, insieme a Ninetta Bartoli

La storia di Margherita
Nasce a Orune nel 1904, terza di ben otto figli. Margherita cresce in una famiglia umile, dedita alla pastorizia, eppure ha le idee chiare sul suo futuro: studiare e farsi strada in un mondo fatto e gestito dagli uomini. Tutta la sua vita sarà concentrata sulle lotte femministe.
Ecco che a ventisei anni, nel 1930, si diploma in contabilità a Sassari. Vince un concorso per un posto di lavoro in banca che, però, viene assegnato per grave ingiustizia al successivo in graduatoria, un uomo. Ecco che Margherita Sanna non si arrende e s egli di realizzare il suo sogno di diventare insegnante. Nel 1935, a Cagliari, ottiene il suo diploma di maestra elementare.
Le difficoltà ritornano nel 1939 quando è costretta a iscriversi al Partito Nazionale Fascista per poter continuare a insegnare: anche se contraria alle idee del regime, e legata al principio di democrazia, è obbligatoria la tessera del partito. Malgrado aver accettato questo compromesso, la giovane maestra fu segnalata nel Dizionario biografico degli antifascisti Sardi come membro del gruppo degli oppositori nuoresi e, in qualità di insegnante, sospettata di spionaggio a favore degli alleati inglesi perché conosceva molto bene la lingua inglese. Arrestata e incarcerata per circa due mesi, si narra che proprio l’esperienza di reclusione a Buoncammino farà emergere in lei un forte carattere politico.
Lascerà il carcere il carcere grazie a un alto prelato italiano.

La carriera da sindaco
Dopo la parentesi del carcere, Margherita sceglie la militanza nella Democrazia Cristiana, e viene eletta sindaca di Orune il 7 aprile del 1946, un mese il decreto legislativo che permette la candidatura delle donne alle elezioni. La sua carriera vola alto e, dopo tre legislature, nel 1953 ottiene il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica; nel 1956, viene eletta consigliere provinciale come Assessore all’assistenza per due legislature.
Per merito del suo impegno tanti I traguardi raggiunti a favore dell’emancipazione femminile e, soprattutto, per le donne del suo paese: un lavatoio municipale che permetta di stare vicino le proprie case senza correre pericolo tra le montagne; fa costruire un ambulatorio pediatrico e un asilo.
I suoi successi proseguono: fonda la prima società cooperativa di pastori della Sardegna, con l’obiettivo di generare lavoro; da vita alle prime case popolari, si batte per la riforestazione del territorio e realizza la prima scuola con mensa.
Al ruolo di sindaco, Margherita Sanna, regala la sua dedizione e deve lasciarlo solo a causa della sua salute che la porta alle dimissioni nel 1966 e alla morte nel 1974, a Orune.
Insieme alla sua omologa politica, Ninetta Bartoli, nel 2022, viene assegnata un’aula della prima commissione del Consiglio regionale della Sardegna, per l’Autonomia ed enti locali.
I suoi ideali, portati avanti con determinazione e rigore, testimoniano quanto l’anima di Margherita fosse agitata da uno spirito impavido e fiero come la sua isola e grazie a modelli come lei si ha una storia da cui imparare e mai scordare.

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