Lollo Manca e le sue poesie dell’anima, tra ricordi e struggenti malinconie

Una spinta che viene da dentro, improvvisa, delicata ma anche dotata di una forza superiore a tutto. Una carezza che lenisce il dolore, in parte, e allo stesso tempo una ferita che non si rimargina mai completamente. La poesia è questo insieme di aspetti legati gli uni con gli altri e Maria Dolores Manca detta Lollo, che poetessa lo è nel profondo del suo animo, lo sa bene, eccome. Nata in quel di Aritzo nel 1954, in quella Barbagia struggente che ritorna prepotentemente nei suoi versi, è una delle allieve della Scuola Popolare di Poesia Is Mirrionis fondata da Gianni Mascia, tra le realtà più significative in ambito culturale del capoluogo e non solo. Le poesie di Lollo si nutrono di molteplici influenze come, ad esempio, Peppino Mereu, Grazia Deledda, Alda Merini, Bachis Sulis, Pasolini, Gramsci ma anche Leopardi e Jacques Prévert. Influenze che ha saputo fare sue e amalgamare sapientemente dando vita a versi che si distinguono per intensità e schiettezza.

In ‘’A nudo l’anima’’, rimarca l’importanza di andare oltre e di guardare al di là anche di se stessi, in modo da osservare nitidamente la realtà che si ha davanti ai propri occhi. In ‘’Béntu nadiu’’ emerge pienamente la musicalità e il ritmo suadente della lingua sarda, creando un frangente lirico scandito dal soffio del vento della sorte e del destino. La lingua sarda è protagonista anche in ‘’Silentziu’’ così come in ‘’Cheria’’ successivamente musicata dal figlio cantautore Michele Rovelli, incentrata sul ciclone Cleopatra. Nel componimento ‘’L’anima’’, invece, scrive: «l’anima vede, ha le sue vibrazioni nelle correnti dei cieli» e con dolcezza ricorda che a essa nulla sfugge nemmeno quelle inezie che cerchiamo di accantonare. In ‘’Due tanka’’ emerge una passionalità onirica forte e nostalgica, mentre nell’acrostico su Fabrizio De André fa riferimento ai popoli e ai sogni calpestati dalla ferocia dell’uomo, denunciando la violenza di chi vuole sovrastare il prossimo con la forza bruta. ‘’Come una carezza’’ è un invito a credere nella forza delle parole e alla loro capacità di fare da scudo contro la ferocia dei giorni nostri, infine in ‘’Bukowski’’, lirica ermetica e sognante, l’autrice offre suggestioni preziose grazie a cui salpare verso nuovi lidi felici.

 Lollo Manca è una poetessa autentica, schietta, sincera. Dotata di quella sincerità vera, che tanti dicono di possedere ma da cui sono in realtà molto distanti, che le consente di arrivare con poche – ma ben selezionate – parole al punto, facendo capire senza peli sulla lingua il suo punto di vista e l’universo da cui la sua poetica prende forma. I suoi sono versi che nascono da un amore viscerale per la poesia, vera e propria compagna di vita. «La passione per la poesia l’ho sempre avuta dentro», racconta, «e in vari momenti della mia esistenza si è fatta sentire prepotentemente. La scrittura mi ha sempre affascinato e già da bambina appuntavo su un foglio ciò che mi incuriosiva maggiormente. Inoltre, mio padre era cultore della poesia estemporanea, lui stesso improvvisava versi e questo mi ha sicuramente influenzato».

Uno dei momenti più rilevanti nel cammino di Lollo è stato l’incontro con Gianni Mascia. «Tutto è avvenuto grazie alla psicologa Serena Musiu», spiega, «che mi ha seguito dopo l’intervento in cui mi sono state asportate le corde vocali a causa di un tumore. Fu lei a darmi il numero di Gianni e a invitarmi a prendere parte alle sue lezioni. Non ci ho pensato due volte e l’ho subito contattato. Ho così conosciuto una realtà splendida come quella di Cagliari e di Is Mirrionis, dove ho stretto legami con persone di grande spessore umano e culturale. Ho avuto anche la fortuna di conoscere una scrittrice del calibro di Michela Murgia, che mi manca tantissimo. Amo scrivere in italiano e in particolare in limba, la lingua sarda è un qualcosa di naturale in me che sento sulla mia pelle in maniera unica. In passato sono stata emigrata a Milano, è stata un’esperienza importante e anche dolorosa perché la lontananza dal luogo in cui sono nata e cresciuta era fortissima». E se al dolore si fa cenno, Lollo sa trasformarlo in componimenti chiari e concisi, graffianti, puri. Componimenti privi di orpelli, fluidi e dotati di una musicalità suadente, che volteggiano tra speranza e nostalgie per le cose perdute. Proprio così, cose perdute e preziose verso cui dirigersi, percorrendo un ponte fatto di parole e versi in cui trovare rifugio da un mondo spesso egoista e feroce.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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