Giorgia Bistrusso – Il lusso dell’unicità

Sempre in viaggio, Giorgia Bistrusso e la sua creatività hanno la base in terra sarda con il suo atelier, luogo di sperimentazione accurata. Ecco che per l’emergente stilista, la moda è arte e diventa linguaggio comune quando si rivela senza confini.

Quando l’arte è entrata a far parte del tuo quotidiano rivelandosi il tuo luogo preferito?
Il mondo dell’arte mi ha affascinata fin da piccola, ho sempre ammirato chi è riuscito a produrre qualcosa di sorprendente e unico. Grazie agli studi a Firenze ho potuto studiare l’arte fiorentina rinascimentale, scoprendo la bellezza anche nei più piccoli dettagli, attraverso le opere e le preziose stoffe dai motivi intricati come ghirlande di fiori, viti, uccelli e frutta. I tessuti ricamati con disegni in oro o argento, arricchiti da intrecci di diversi colori e sfumature sono d’ispirazione costante nei miei lavori” – racconta la giovane designer – “Sempre a Firenze, ho conosciuto importanti docenti che mi hanno accompagnato attraverso la loro passione per il contemporaneo a rivedere e definire il mio linguaggio senza aver timore di sperimentare restando legata alle mie origini” – prosegue.

Legata alla tradizione, ai materiali che trasudano storia, al pregio che solo la selezione dell’alta qualità concede, la stilista mette energia e tenacia nel progetto del suo marchio.
Quanto la tradizione e la terra sarda influisce nelle tue creazioni?
Dopo anni lontano dall’isola, il progetto prende forma in Sardegna, dopo aver ricercato per anni le persone che potessero affiancarmi. L’idea di fondare un brand è nata per dare concretezza e donare raffinatezza ai materiali sardi che ho sempre conosciuto. Ho pensato all’utilizzo degli accessori nel mio quotidiano, a quello che si realizzava in Sardegna e nel resto del mondo e valorizzare un lusso consapevole: per una nicchia di persone che si circondano di pezzi unici e che sappiano aspettare i tempi di una lavorazione più lenta. La Sardegna è immensamente ricca di spunti, gioca un ruolo primario nella ricerca delle lavorazioni artigianali, con maestri con i quali dialogare e creare un design riconoscibile. L’idea di creare accessori Bistrusso non è quindi nata per caso, è il risultato di anni di lavoro sul campo della moda e affonda le sue radici nelle origini più arcaiche dell’isola” – riferisce.
Un progetto collettivo made in Italy quello di Giorgia Bistrusso: in Sardegna si producono tutti i pezzi Bistrusso, dalla colorazione dei filati a quella dei materiali come il sughero, dalle placche realizzate dai coltellinai alle ricamatrici. La sostenibilità si traduce in essenzialità: produrre poco puntando alla qualità, affidandosi a un processo lento.

La collaborazione a cui sei più legata?
Le collaborazioni sono state diverse e tutte importanti. Tra i primi accessori acquistati per realizzare il mio archivio storico è vivo il ricordo di un cappello degli anni venti, di colore viola e fiocco di velluto color crema che custodisco gelosamente nel mio atelier. Ecco che il sogno che avevo da bambina si è realizzato in luogo unico, grazie alla collaborazione con la storica Cappelleria Martello di Cagliari. Qui è nata la linea della collezione Bistrusso + Martello, con un gusto retrò sofisticato, prende il nome di Poem, dedicata ai pezzi preziosi della cappelleria. Stiamo avviando nuovi progetti, con produzioni più moderne, come il cappello Reverso, nato dall’intuizione di Marco Caboni per Velette
Sospette. È una fucina di idee e mondi ancora da esplorare, un viaggio inesauribile di eleganza d’altri tempi che ben si approccia al mondo Bistrusso” – la professionista evidenzia quanto sia magico dare un valore al fatto a mano, donare nuova vita e impreziosire dei pezzi da lasciare alle generazioni future.

Sperimentare e innovare, senza smettere di essere curiosi e di sognare: sono tra gli ingredienti fondamentali perché la ricetta della buona riuscita in questo campo sia un successo.
Un consiglio per le nuove leve del design, della moda, del tessuto?
Insegnare presso l’Istituto Europeo di Design (IED) mi ha portato in tutti questi anni a confrontarmi con i giovani, a scontrarmi con le loro stesse difficoltà.
Sicuramente il mio consiglio è quello di studiare, migliorarsi
costantemente, affinare le proprie capacità e aggiornarsi sulle ultime tendenze, tecnologie, tecniche produttive e materiali. Per emergere nel mondo della moda o del tessuto, è necessario proporre qualcosa di nuovo e innovativo. Partecipare a concorsi può essere una opportunità interessante per ottenere un feedback.
Valorizzare i propri prodotti con l’utilizzo di materiali sostenibili è un fattore distintivo nella competizione. E poi le sinergie con altri professionisti del settore può permettere di apprendere nuove idee” – suggerisce con precisione conferendo alla ricerca della qualità ancora un plus, quel marchio di fabbrica che nella moda è tutto.

I tuoi prossimi progetti, Giorgia?
Continuare il percorso intrapreso in Sardegna e collaborare con nuove e interessanti realtà. Portare avanti il mio archivio storico, catalogare abiti, accessori e tessuti per renderlo fruibile a tutti coloro che vogliono fare ricerca a livello storico. Contribuire a creare bellezza, puntare all’esclusività del prodotto finito con una
lavorazione attenta. Tramandare le tecniche artigianali e ricordare costantemente alle nuove generazioni che disegnare nuove collezioni significa fare delle scelte che abbiano cura del nostro pianeta” – risponde la professionista di moda Giorgia Bistrusso la quale in ogni sua iniziativa creativa mette l’accento su eleganza e gentilezza.

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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