Elisa Pistis – L’arte è viva, il teatro è vivere

Il Teatro è luogo di ispirazione, confronto e gioia: dove vite e personaggi, non così distanti da ognuno di noi, prendono respiro e agitano coscienza e fantasia.
In questo luogo così antico e imponente vi è una chiave di lettura interpretativa che emerge con forza e dedizione: quella femminile. Una particolare empatia e sensibilità che si immerge totalmente nel racconto: la protagonista testimone di tale universo è Elisa Pistis, autrice e attrice sarda dal tocco riflessivo.
Classe 1986, Elisa Pistis nella sua crescita professionale segue un percorso immersivo che racconta il più possibile quello che attorno a noi ci muove, ci ferma e ci colpisce.
Innamorata della sua terra e nomade per esigenza naturale e per professione, Elisa Pistis visita il mondo e da esso trae insegnamento e crescita, qui ci racconta di sé e dei suoi progetti.

Quando hai capito che il Teatro sarebbe stato il tuo luogo preferito?
“Una particolare attrazione è nata già nell’adolescenza, in terza superiore, tra i 15 e i 16 anni ma il tempo mi ha regalato una consapevolezza sempre più solida. Il fascino del luogo è il suo essere fucina di personaggi, l’opportunità di vestire sempre panni diversi, di vivere vite lontane anche dalla mia.
Di solito ci si sofferma agli attori del cinema, perché più visibili eppure l’amore per il confronto diretto con il pubblico sul palcoscenico ogni sera è inimitabile. Il mio primo e grande amore resta il teatro, come spettatrice e come interprete” – riferisce Elisa Pistis, di ritorno da Roma dopo un importante progetto.

Il tempo è trascorso per colmare ogni dubbio e dopo la sua amata laurea in Beni culturali e un periodo a Barcellona, in Erasmus è maturata la consapevolezza che il suo luogo preferito sarebbe stato il Teatro. Una scelta sentita e assaporata più che mai, nonostante i periodi faticosi, la strada da seguire rimane quella dell’arte del teatro così avvolgente e coinvolgente.
Elisa si laurea, infatti, in Beni culturali a Cagliari nel 2009, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine nel 2013, e consegue il Master di Laurea in Drammaturgia e Sceneggiatura della Silvio D’Amico di Roma nel 2020.
Dal 2018 è in tournée con una sua rielaborazione dal femminile di Mistero Buffo di Dario Fo: per questo progetto, viene chiamata a partecipare ad un TEDxWomen a Zurigo nel dicembre 2019 con la sua testimonianza sull’empowerment femminile.
Un esempio di quanto la passione e la cura verso ogni iniziativa siano da traino nella buona riuscita di una giovane carriera in ascesa.

Elisa è una artista che accompagna il suo pubblico attraverso un viaggio per capire chi siamo lasciando lontano qualsiasi (pre)giudizio con momenti ironici e di riflessione.
Il futuro si crea sul presente. In che modo il presente può valorizzare il teatro e i suoi protagonisti?
“Il presente è fonte di concentrazione per la creazione artistica, soprattutto per la tipologia di spettacoli che seguo io, rivolti al sociale. Tutto ciò che accade attorno a noi ha un valore e permette all’artista, che mai è distaccato dalla realtà, di mettere in scena opere anche del passato, delle pietre miliari, con un tono e un messaggio vicino alla nostra contemporaneità” – ci racconta Elisa Pistis “Articoli per Signore, ad esempio, compie l’incursione sul modo di fare giornalismo e narrare la nostra realtà. Il presente è una fucina di storie, vicissitudini da cui attingere e portare alla luce scenica.
Il presente, invece, inteso come sistema che valorizza gli artisti, i lavoratori del teatro è di certo un concetto più ampio che naviga verso una mare agitato” – suggerisce l’interprete.
In Italia, infatti, il problema di tagli ai fondi e le stesse politiche di promozione sono deterrenti di ulteriore fatica nella messa in scena di produzioni ottime. Si pensi alla pandemia durante la quale il settore ha sofferto la chiusura per oltre un anno. Il teatro erroneamente considerato di nicchia, in verità ha una funzione sociale, di condivisione: un rituale mediante il quale ritrovarsi a riflettere e specchiarsi senza certezze.
“Il mio forte senso civico mi spinge a portare nei miei spettacoli un contributo alla società lasciando una esperienza che induca il mio pubblico a tornare. La mia speranza è trasmettere una sensazione di necessaria ripetibilità per stare meglio, e trascorrere il proprio tempo uniti nell’emozione” – rivela Elisa.

Ecco che conoscere il passato aiuta a interpretare il presente: un modo per ricordarci che nulla appare risolto davvero e la partecipazione di tutti è fondamentale.
Uno spirito, quello di Elisa Pistis, animato dalla condivisione di emozioni, che ama il suo pubblico e che da esso trova giovamento e crescita, replica dopo replica. Ecco che continua il suo racconto con tono sempre più entusiasta, a testimoniare il desiderio di far conoscere il suo mondo.

Un tuo progetto ancora da realizzare, Elisa?
“Da qualche tempo mi sto dedicando alla ricerca di una commistione con altri strumenti come quelli digitali. Mi piacerebbe aprire il mio fare Teatro a nuovi linguaggi: una evoluzione del mio lavoro verso nuovi confini e ambiti artistici innovativi”.

Elisa rivela di progetti in divenire che a poco a poco, per le tematiche e le circostanze della loro nascita, diventano sempre più avvolgenti e totalizzanti nella sua necessità di portarli presto in scena. Che sia quindi un 2023 ricco traguardi.
 

La sua esperienza è così incalzante e rivolta a sfide sempre più coinvolgenti che vien spontaneo domandarle:
Quali possono considerarsi tre caratteristiche innate o maturate nel tempo che porti in scena e che il pubblico riconosce tue?
“I miei progetti, scritti e messi in scena hanno una vena ironica seppur trattando tematiche sociali di grande rilevanza. Suscitare la risata, che sia anche amara o sarcastica, rende meno pesante l’approccio ai temi trattati, che siano essi universali, di denuncia e di riflessione” – sottolinea Elisa Pistis autrice e interprete teatrale che ama scoprire l’altro e l’altrove per meglio arricchire la sua anima girovaga e portarla in scena.
“Raccogliere le vicissitudini, anche dure, della realtà e rielaborarle è un’altra mia caratteristica” – continua, ponendo l’accento su ciò che un artista esplora durante la creazione di una nuova iniziativa. Ecco che mettere in scena una vicenda da cui estrapolare un tema che diventa protagonista diventa naturale. Questo è il regalo che la vita ci fa: racconti di quotidianità che vanno catturati, osservati, ascoltati e narrati.
“Essere monologhista è una terza mia peculiarità”Elisa Pistis si colloca, infatti, sul filone del teatro di narrazione, da sempre maschile che però accoglie importanti firme femminili e in questa strada emerge anche lei. “I confini dei generi sono labili, l’arte è un mondo vasto, ricco di contaminazione ma una caratteristica è di certo la scelta di concentrarmi verso una narrazione solitaria” – conclude.

Elisa Pistis ama smisuratamente il suo pubblico e l’energia che da questo incontro si sprigiona. E se ci si chiede se in scena si sente il timore del pubblico, lei risponde così…
“Nessuna paura verso il pubblico bensì gioia pura nell’incontrarlo”Elisa Pistis si sofferma sull’importanza necessaria di percepire ogni emozione istantanea e differente ogni sera. “Questo evidenzia la mia piacevolezza a ripetere lo spettacolo sera dopo sera perché sera dopo sera tutto è diverso, io sono diversa, il pubblico è diverso, le suggestioni sono diverse” – rimarca l’autrice teatrale. Lo spettacolo che si ripete è di certo rodato nel replicarsi ma lavorare con un pubblico nuovo ogni giorno corrisponde a una felicità che si ripropone con sempre maggiori aspettative e che dona vibrazioni per le quali Elisa è grata.
“La giusta dose di emozione è per me quel particolare stato di attenzione che ha in sè l’adrenalina del salto nel vuoto ogni volta che si sale sul palco, ma che necessita di un grado di concentrazione che permetta la migliore recezione” – rivela Elisa Pistis portando la sua personale esperienza. Si resta quindi ancorati a quello che si porta in scena ma vigili, reattivi e pronti al saper fare bene.

In qualità di monologhista ma anche di artista che prende parte a progetti non suoi, Elisa Pistis apprezza ogni iniziativa realizzata e donando il proprio estro e la propria sensibilità.

A quale progetto sei più legata Elisa, e perché?
Con estrema sincerità Elisa Pistis ci risponde:
“Non è possibile scegliere tra i miei spettacoli, che sono come dei figli. Curati e nutriti nel tempo affinché crescano nel migliore dei modi così che possano essere condivisi con un maggior numero di persone” – anticipa – “Tra i progetti nei quali investo totalmente me stessa, creando sin dall’idea, direi che sono legata particolarmente a Mistero Buffo di Dario Fo, per le tematiche e per ciò che rappresenta. L’ispirazione al maestro di Fo è qualcosa di imponente: il suo messaggio è rivelatore per i nostri tempi perché pregno di significato” – continua.
Se si pensa che Mistero Buffo fu scritto alla fine degli anni Sessanta e così ancora attuale, ironico e sprezzante si concorda con l’interprete.
“Le 130 repliche di questi ultimi anni affermano la delizia del testo. È stato la presa di coraggio verso la mia grande ambizione: una donna che porta in scena un progetto di estratto maschile. In pochi credevano nella sua riuscita eppure le soddisfazioni sono ancora tante”.
Questo conferma che la tempra femminile strizza l’occhio alla buona riuscita.
“Da citare anche Articoli per Signore, il tema delle donne e dell’emporwement femminile caratterizza molti dei miei lavori. Questo spettacolo è basato proprio su stereotipi, differenze di genere e sulla lunga strada che ancora, ahimè, va percorsa per noi donne” – prosegue Elisa Pistis. Un progetto che da reading si è tramutato in spettacolo e che sarà inaugurato a febbraio 2023.
“Ogni progetto muove suggestioni con le quali mi nutro, da cui respiro gioia pura” – testimonia Elisa e la sua immensa passione per il suo lavoro, così coinvolgente e da apprezzare.
Sul particolare valore aggiunto che l’impronta femminile regala ai personaggi e al mondo del Teatro tutto, il discorso dilaga con piacere, visti i tempi e le interessanti riflessioni che ne derivano.
La strada verso l’affermazione femminile è ancora in salita.

Nel mondo del Teatro molti incarichi di prestigio sono ancorati alla figura maschile, tanti sono ancora i direttori e registi uomini. Un ambiente ancora tanto maschilista e patriarcale. Il tentativo di utilizzare il proprio potere è ben presente e lo è anche nel settore artistico, ahinoi.
Ecco che a che sdoganare certi spettacoli da sempre in versione maschile rimarca la capacità dell’interprete donna nel sapersi distinguere per reinterpretare e dare nuova vita ai personaggi, evidenziandone peculiarità diverse.
Un esempio è Mistero Buffo per il quale mai ho sentito la preoccupazione di essere paragonata al maestro Dario Fo bensì dare al testo un respiro differente, tutto mio, più femminile e distante dall’immaginario legato alla figura del suo primo e inimitabile interprete, dando vita quasi a un’opera del tutto nuova” – racconta Elisa Pistis che ci tiene a evidenziare quanto le singole unicità compongono un grande risultato.
Esistono delle tematiche che investono più le donne rispetto ai colleghi maschi. Senza cadere in confini netti tra ciò che si può affrontare sul palco ma più una necessaria lotta rispetto ai pregiudizi di generi. E forse è proprio grazie a questa battaglia continua che la donna, anche nel Teatro, deve portare avanti che nasce una empatia verso certe vicissitudini rispetto altre.
La mia idea è di incastro perfetto tra contributo maschile e contributo femminile, lavorare separatamente impoverisce entrambe le voci: solo in una condivisa visione e collaborazione si porta in scena qualcosa di importante e fatto bene. La parità per me è un tema sociale che coinvolge tutti e solo l’interconnessione tra persone porta a una cifra artistica vincente” – evidenzia con fierezza l’interprete Elisa Pistis da sempre impregnata su certi temi cari alla società attuale.

Elisa esprime la sua personale voce, come singola artista che volge lo sguardo all’unione di più sensibilità partendo dalla propria, così da restituire al pubblico la più onesta urgenza artistica da condividere.
Il valore aggiunto si concentra sulla strada più tortuosa che una donna deve perseguire, forse nella maggioranza dei settori, e in virtù delle costanti sfide della propria creatività, l’universo femminile sviluppa una particolare sensibilità nell’approccio a tematiche precise. Questo è distante dalla netta classificazione: esistono, perché no, anche uomini più ricettivi rispetto alle donne. È altresì vicino al concetto di accoglienza verso talune riflessioni e le sfumature più remote.
Il bello dell’essere diversi risiede proprio nell’unicità dei singoli” – con questa condivisibile suggestione Elisa Pistis si conferma una donna e una artista fiera e di spessore umano e artistico.

 

Federica Abozzi

 

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Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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