Eleonora Caredda – La Tattoo artist che seduce l’Isola

Nota tatuatrice sarda, Eleonora Caredda unisce tradizione e originalità nella scelta delle sue proposte tattoo perché l’identità è l’essenza di ognuno di noi.

Come nasce la passione per l’arte del tatuaggio?
Da bambina mi perdevo in piccoli disegni minuziosi, già da allora mi piaceva la calma e la concentrazione: doti indispensabili per il mio mestiere. Crescendo avrei voluto fare il liceo artistico per concretizzare la mia passione ma, come spesso accade, i miei genitori avevano altri piani per me e gli eventi mi hanno allontanata da ciò per cui ero portata, l’arte e il disegno. La vena creativa è rimasta sopita dentro di me per anni, fino al 2010 quando il noto tatuatore Alessandro Melis mi chiese di vedere i miei disegni e mi fece provare a tatuare su di lui, per gioco!
La mia mano era ferma: mi fece conoscere un mondo che mi piaceva. Così il gioco si trasformò in qualcosa di serio, lasciai il mio vecchio lavoro per dedicarmi allo studio della tecnica diventando la sua apprendista. Il tutto si concretizza, dopo formazione e ricerca, entrando a far parte del team del Jailbreak Tattoos, noto studio di Cagliari. Questa esperienza resterà un bellissimo ricordo” – racconta Eleonora che con @eleonora_seducetattoo vanta una community di 10mila follower su Instagram.

Nella sua versatilità, Eleonora Caredda è un vulcano di creatività. Il suo desiderio di espressione, oggi, si rintraccia oltre all’arte del tatuaggio anche nell’illustrazione ispirata alla natura e al trucco permanente, essendo professionista nella dermopigmentazione.

Quali aspetti sono importanti per la buona riuscita della tua professione?
Creare uno stile personale, è questa la chiave. Ho studiato da autodidatta la tecnica dell’ acquerello, prendendo come riferimento tatuatori della corrente russa che utilizzavano questa tecnica, mentre in Italia notai che per la maggiore andava lo stile Traditional, New Traditional.
Mi chiesi: Qui chi fa lo stile Waltercolor? Nessuno!
Così iniziai a proporlo ai clienti con successo. Sentivo di aver trovato lo stile per cui ero davvero portata.
In pochi anni arrivò anche qui questa corrente tattoo, ma visto che amo l’originalità, ho unito la passione per l’acquerello con quella per il ricamo sardo, creando uno stile unico” – introduce l’artista – “Le clienti vengono da me chiedendomi di creare qualcosa con la manta sarda ricamata dalla propria madre e nonna, o perché amano avere addosso qualcosa che rappresenti le proprie radici legate alla propria terra: il mio è un progetto folk che esplode di colori e tradizione. Ecco la chiave: avere idee originali e amare davvero ciò che si propone” – precisa.

Il lavoro a cui sei più legata, Eleonora?
Ogni lavoro rappresenta un periodo diverso della mia crescita, viene progettato in base al mio gusto artistico ma nel pieno rispetto delle scelte del cliente. Ogni tatuaggio è carico di emozioni: il fatto che qualcuno riponga in te piena fiducia e ami incondizionatamente il tuo stile al punto di imprimerlo per sempre sulla pelle è qualcosa che non si può spiegare a parole” – confida la tatuatrice sarda scoprendo il suo immenso amore per l’arte che porta avanti sprigionando tutta la sua personalità in ogni disegno, ogni tratto, ogni progetto.

Un master in paramedicale e una sperimentazione in continuo cambiamento fanno di Elonora Caredda una voce femminile di rilievo nel suo settore.

Parlami dell’evoluzione della tua professione, la tua creatività in questo campo, Eleonora.
L’evoluzione lavorativa in quasi quindici anni di attività è qualcosa di palpabile, ricordo che quando iniziai non dormivo la notte per la paura di sbagliare” – esordisce – “La verità è che sentivo di avere addosso una grande responsabilità, cosa molto positiva perché ti impedisce di sbagliare.
Superata l’ansia da prestazione e realizzando che quello della tatuatrice sarebbe diventata la mia professione ho fatto dei corsi di formazione specializzandomi, ho iniziato a partecipare a delle Convention come: la The other side of the ink a Roma tutta al femminile, la Tattoo show a Olbia, la Tattoo Circus a Cagliari, confrontandomi con altre realtà internazionali pur preferendo la calma e riservatezza del tattoo studio” – termina.

La maturazione della sua professione trae ispirazione dalle sue radici: il territorio comunicando tradizioni e significati profondi riesce come sempre a donare un valore superiore a ogni spirito eleggendolo a qualcosa di poetico.

Quanto la tua isola da ispirazione alla tua arte?
La mia arte non sarebbe tale se non grazie alla mia isola. Quindi è attualmente ispirazione totale. I miei lavori di illustrazione botanica in chiave acquerello sono carichi di ricordi d’infanzia, l’amore per i fiori di mia nonna, il suo giardino pieno di colori, e la stessa passione di mia madre e il suo amore e la gentilezza mi hanno resa capace di creare lavori delicati e gentili.
I ricami sardi della nostra tradizione mi hanno spinto a riproporli in chiave di tatuaggio, reinterpretandoli, ancorandomi ancora di più alle mie origini. Mentre il mondo attorno a me sente l’esigenza di viaggiare, conoscere il mondo, allontanarsi, io sento il bisogno di scavare nella mia terra, presentando i dettagli di un mondo ancestrale meraviglioso, di un tempo perduto” – risponde Eleonora Caredda.

E se nelle sue esecuzioni Eleonora nutre la sua creatività grazie alle forme e colori vibranti della meraviglia del lontano e della vaga nostalgia che nasce dall’intuizione dell’antichità, oggi delinea nuove iniziative.

Progetti imminenti?
Essendo diventata mamma da poco sto affrontando una piccola pausa lavorativa, nella quale sto concretizzando l’idea della realizzazione di un mio piccolo sogno: aprire un Tattoo studio tutto mio, concepito come luogo ricreativo, artistico culturale, e non solo luogo in cui si vendono tatuaggi ma luogo in cui si divulga arte. Non posso svelare di più!” – risponde la tatuatrice sarda carica di quell’ottimismo costruttivo che è di esempio nella volontà di fare bene, migliorarsi e spendersi sempre con estrema dedizione per i propri sogni.

Federica  Abozzi

 

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Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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