Elena Piseddu – LEI Festival, cultura e… swing

Giovane, intraprendente e dal contagioso sorriso, Elena Piseddu porta avanti la direzione organizzativa della nota manifestazione cagliaritana con uno staff di circa venticinque persone nei vari spazi coinvolti.

Come nasce il tuo impegno in Compagnia B, Elena?
È nato per un fortuito, fortunato, caso. E devo ringraziare il lindy hop. Infatti, conobbi su una pista da ballo Luca Sorrentino, fondatore insieme ad Alice Capitanio di Compagnia B. Mi hanno portato con loro in questa che si è rivelata una meravigliosa avventura. Mi hanno dato una totale fiducia che ha creato le basi per un lavoro di squadra complementare, equilibrato e estremamente stimolante” – comincia il suo racconto Elena Piseddu, una laurea in Relazioni Internazionali e tante soddisfazioni in ambito dell’organizzazione culturale e sociale.

Il LEI Festival è un grande evento di promozione della lettura ben radicato negli appuntamenti culturali della città del sole che ogni anno rinnova il suo impegno con temi diversi ma tutti orientati al sostegno degli elementi principe del suo acronimo: LEI, Lettura, Emozione, Intelligenza.

Quanto oggi il LEI Festival è importante nella scena sociale?
Una delle specificità del LEI è essere un festival letterario dedicato alla saggistica, un festival del pensiero che abbraccia ogni anno nuove tematiche con lo scopo di leggere il presente attraverso le lenti della filosofia, della psicologia, dell’arte e della scienza. Inoltre, l’architettura della manifestazione è varia e al suo interno sono presenti intense giornate di incontri con autori ma anche tantissime attività che coinvolgono studenti, bambini, lettori forti e lettori deboli. Cerchiamo di far convergere interessi diversi, creando nuove sinergie, con un’attenzione anche alle periferie” – così Elena narra gli elementi di forza della manifestazione dal respiro nazionale e internazionale, finalizzata a promuovere lo scambio delle idee e la crescita culturale.

Il tuo personale e professionale acronimo LEI, Elena?
Lungimiranza, Entusiasmo, Intraprendenza” – confida la giovane Direttrice organizzativa del festival.

Elena Piseddu è anche membro del gruppo Cagliari Lindy Circus rivolto alla diffusione dell’arte del lindy hop e della swing dance nell’isola.

Il tuo progetto lavorativo al quale resti più legata per crescita professionale?
Indubbiamente quello che sto vivendo. All’interno di Compagnia B si vivono, in totale sintonia, mille mondi. Produciamo spettacoli, realizziamo un Festival letterario, abbiamo creato progetti tra i più vari (mostre, residenze artistiche). Questo ci permette di incontrare persone stimolanti, di metterci alla prova e di esprimere la nostra visione del mondo con registri sempre diversi” – risponde e continua – “C’è anche un altro progetto a cui sono molto legata e che riguarda la mia passione per il lindy hop. Nel 2016 insieme ad un bellissimo gruppo abbiamo dato vita al Cagliari Lindy Circus, inserito all’interno della accogliente famiglia della Swing Dance Society, che contribuisce in Sardegna allo studio, alla pratica e alla diffusione delle danze swing, intese come veicolo di socializzazione e scambio culturale.
Ammetto che, guardandomi indietro, provo estrema riconoscenza per ognuna delle molteplici esperienze che hanno caratterizzato il mio percorso e che ogni volta mi hanno regalato un pezzetto di consapevolezza in più“.

I progetti che Elena Piseddu porta avanti con dedizione hanno un filo comune nella interazione tra le persone, nella nobile condivisione di intenti e pensieri.

Quanto influenzano i tuoi progetti professionali nel tessuto culturale sardo?
Il tessuto culturale di un territorio è costituito in primo luogo dal pubblico che partecipa agli eventi, perciò bisognerebbe valutare quanto le attività culturali che proponiamo trovino riscontro, partecipazione e sostegno. Negli ultimi anni, sto assistendo felicemente a un considerevole aumento del pubblico, tra cui gli affezionati, che rinnovano la stima a ogni edizione. Il legame con il pubblico e il poter offrire occasioni di riflessione che facciano stare bene i partecipanti sono i due elementi cardine che mi motivano e mi rendono ogni giorno profondamente soddisfatta del lavoro che ho scelto” – sottoline Elena, sicura nel suo principio guida.

Quanto la sensibilità femminile incide sui tuoi impegni professionali, Elena?
Incide fortemente su ogni relazione che creo, sul mio approccio nella gestione e programmazione degli eventi e sulla mia predisposizione ad affrontare quello che ogni giornata ha da offrirmi. Credo tanto nel potere della gentilezza, nell’importanza dell’empatia, e mi sembrano le migliori chiavi per creare un ambiente di lavoro, e in generale di vita, che sia il più sereno possibile” – risponde la professionista sarda. Nelle sue parole emerge il carattere tenace e disponibile all’incontro con nuove sfide: un esempio da seguire nel maturare competenze mantenendo ben saldo il proprio spirito di entusiasmo.

Federica Abozzi

 

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Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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