Edina Altara – Artista poliedrica

 

 

La Sardegna è una terra che da sempre vanta tantissime donne di grande talento e cultura. Tra queste, è impossibile non dedicare un posto privilegiato a Edina Altara.

 

Sassarese di origine, Edina Altara è stata una pittrice e illustratrice di enorme talento. Scoperta fin da giovanissima, ha portato la sua creatività anche fuori dalla sua isola, diventando a tutti gli effetti un’artista dal gusto e dal talento ineguagliabile.

Il genio creativo di Edina Altara si basa sull’idea che le arti maggiori e quelle minori non debbano necessariamente rimanere divise tra di loro, ma che anzi la creatività riguardi tutto, anche gli oggetti d’uso. Per questo motivo gran parte delle sue opere è caratterizzata da collage, illustrazioni e ceramiche.

 

L’esordio

 

Nata da una famiglia borghese del sassarese, gli Atara, Edina dà sfoggio del suo talento fin da giovanissima. La sua creatività si sviluppa da autodidatta, iniziando da qualche illustrazione, fino alla creazione di veri e propri collage con carte e tessuti che le hanno dato modo di allenare la sua manualità.

Nasce così una giovane artista poliedrica, e il suo inequivocabile talento non viene sottovalutato: all’età di 18 anni, infatti, l’amico di famiglia Giuseppe Biasi, pittore sassarese, la spinge a coltivare il suo talento.

È così che nel 1917, anno in cui Edina ha solo diciotto anni, espone a Torino, presso la società degli Amici dell’Arte il suo collage intitolato “Nella terra degli intrepidi sardi”. Il collage ebbe un tale consenso che il re Vittorio Emanuele III decise di acquistarlo. Quello stesso collage è ora esposto al Quirinale. Il suo impagabile lavoro viene notato da artisti come lo scultore Leonardo Bistolfi Ugo Ojetti, Raffaello Giolli, Margherita Sarfatti, Corrado Ricci e Luigi Bartolini.

 

La vita artistica di Edina prosegue a Casale Monferrato, città in cui incontra quello che diventerà suo marito: Vittorio Accornero de Testa, anche lui pittore e illustratore, che si firma sotto lo pseudonimo di Victor Max Ninon.

Col marito crea degli splendidi lavori di illustrazione a quattro mani: La loro prima illustrazione viene pubblicata sulla rivista Lidel, firmata Edina e Max Ninon.

Realizza inoltre, tra gli anni ’20 e gli anni ’30, numerose cartoline per le case editrici milanesi.

 

La vita e il lavoro Milanese

 

Dopo la separazione dal marito nel 1934, Edina si trasferisce a Milano per dedicarsi alla pittura e alla moda. Decide di aprire un atelier proprio nella casa in cui vive, dedicandosi alla collaborazione con riviste come Grazia, per cui crea figurini di moda, e Bellezza, diretta da Gio Ponti.

Grazie alla collaborazione con Ponti, Edina allarga i suoi orizzonti creativi e si immerge nella creazione di progetti d’arredo e design pubblicati, fino a progettare le decorazioni d’arredo di 5 transatlantici.

 

Oltre all’illustrazione: la ceramica

 

Una delle più grandi peculiarità dell’arte di Edina Altara è il superamento dei limiti: non si è mai dedicata solo a un tipo di arte, ma ha voluto sperimentare vari stili, cercando sempre di mixarli e lavorarli.

Negli anni trenta decide di dipingere su ceramica, illustrando i pezzi di una ditta sassarese che porta il nome di Margelli. L’azienda affida la realizzazione delle opere alla Manifattura Ceramiche Faentine di Minardi.

 

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