Cristina e Stefania Ariu – Plasmare la tradizione, creare la tradizione

Due donne, due artiste dell’artigianato, due amanti della tradizione che la propria terra sa tramandare: le Sorelle Ariu, Cristina e Stefania sono una coppia vincente che celebra la tenacia femminile.

Quando si è intuito che la ceramica e l’arte dell’artigianato sarebbero diventati il vostro luogo preferito?
“Nessun momento preciso, è successo come quando ci si rende conto di essere innamorati: un amore vero che fa paura ma per il quale vale la pena combattere affinché cresca” – riferisce Cristina Ariu, che insieme a sua sorella Stefania da vita, nel 2001, al laboratorio Ariuceramiche, la piccola bottega del centro storico di Cagliari – “Se dovessi stabilire un punto, credo sia stato quando, dopo aver lavorato e imparato per cinque anni nella bottega di un maestro, ho capito fosse giunto il momento di fare un passo avanti e unire i miei sogni e follie con quelli di mia sorella, che aveva gettato le basi prima di me frequentando una scuola per ceramisti” – continua la maestra della ceramica.

Il loro paese natio, Mogoro, ispira suggestioni mai dimenticate: quelli dell’infanzia fatti di forme e suoni che colorano i manufatti. Il tempo insegna l’impegno, asseconda la passione e induce a cercare nuovi stimoli.
“E il nostro sogno e follia comune era aprire una piccola bottega, tutta nostra, nel centro di Cagliari, per continuare a imparare e crescere con le nostre teste e le nostre mani” – racconta l’artista.
Donna e artigianato: la carta vincente?
“Credo di si. Siamo più incoscienti, ostinate, caparbie e testarde e se abbiamo un sogno, una meta, uno scopo da raggiungere, non ci arrendiamo. O almeno per noi è andata così” – le Sorelle Ariu, trapiantate a Cagliari sono di certo un esempio di tenacia tanto che nel 2022 vengono investite del Premio Donna Sarda, istituito dai Lions Club Cagliari Lioness come riconoscimento a donne sarde per nascita o adozione, che si sono espresse in molteplici campi raggiungendo l’eccellenza.

Ecco che questa coppia di professioniste rappresentano un simbolo per l’artigianato sardo.
L’aspetto riconosciuto verso il vostro lavoro dagli estimatori?
“Credo che se andiamo avanti da oltre vent’anni tra queste mura, è perché chi conosce le nostre ceramiche ci vede un racconto, un ricordo, un momento in cui si immedesima, ci vede parte della propria vita o di chi gliel’ha raccontata” – spiega Cristina Ariu. Molte le opere firmate Ariuceramiche, come: la pecora, metafora di un popolo dedito sin dall’antichità alla pastorizia, il popolo sardo, in continua transumanza; Bixinau, progetto ambizioso e collettivo: un racconto tridimensionale in omaggio a tutte le donne de Su Bixinau (vicinato) e ai loro sorrisi e gesta.

Come il tempo attuale può dare valore l’artigianalità verso il futuro?
È complicato. Pochi anni fa, quelli che erano gli Istituti d’Arte, sono stati trasformati in Licei Artistici, riducendo drasticamente il tempo che i ragazzi trascorrevano nei laboratori, facendo conoscenza e imparando ad amare la materia, che poteva essere argilla o legno o metallo” – testimonia con convinzione l’artista della ceramica – “Non conosco figli di artigiani che abbiano intenzione di ripercorrere le orme di famiglia e se avessi un figlio, forse, lo capirei.
L’unica cosa che possiamo fare è raccontare il nostro mestiere e le nostre creazioni, a chi avesse voglia di ascoltare o leggere, e in questo ci danno una mano Facebook o Instagram, o qualsiasi altro mezzo ci metta a disposizione la rete. Ecco che in quest’ottica mai aver aver paura di perdere tempo raccontando la storia del pezzo che forse, chi è entrato in laboratorio, deciderà di portarsi a casa” – termina.

E se la spontaneità e la consapevolezza che le loro donne in argilla vocianti e con le mani sui fianchi rappresentano la voce delle donne sarde, in questa perfetta accoppiata di intenti si rintracciano la dedizione verso il proprio lavoro e la ricerca di spunti innovativi.
Il progetto che vi ha regalato più soddisfazione?
“Collaborare con l’architetto Pierluigi Più alla realizzazione di un gregge per un importante ristorante londinese” – su invito dell’architetto cagliaritano le Sorelle Ariu hanno realizzato per uno dei locali della catena di ristoranti sardi Olivo una parete in terracotta interamente rivestita di texture in rilievo. Un progetto premiato con il Restaurant & Bar Space Award 2013 di Shenzen in Cina.

Esperienze che generano sinergie proiettate sempre in avanti con il desiderio di portare ovunque l’identità della propria terra con fierezza.
Prossimi progetti?
Per adesso, aspettiamo che arrivi l’estate e poi incrociamo le dita” – lascia interessanti aspettative la ceramista sarda Cristina Ariu.
Le generazioni più giovani hanno da raccogliere tale spirito creativo traendo insegnamento e audacia verso i propri personali e professionali obiettivi.

 

Federica Abozzi

 

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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