Cristina Caboni – Nel giardino delle parole

Autrice di vari romanzi per Garzanti, Cristina Caboni esprime pagina dopo pagina una delicata narrazione conducendo il lettore in passionanti vicende che allenano la distrazione.

La scrittura entra nella sua vita quando e con quale valore?
“Sono cresciuta in una terra di miti e leggende così le storie hanno sempre fatto parte della mia vita e un giorno ho sentito il desiderio di raccontare anche io qualcosa” – risponde la scrittrice sarda – “La voglia di comunicare attraverso le parole la mia visione del mondo che includeva i sensi, i profumi dei prati, la sensazione delle foglie tra le dita, l’acqua fredda dei ruscelli e il canto delle api, mi ha spinto ad approfondire questa mia passione. Ho studiato, ho letto, ho scritto e piano piano ho acquisito gli strumenti. Dai racconti sono passata ai romanzi, e dopo Il sentiero dei profumi ho capito quale fosse realmente la mia strada” – il suo primo libro è stato un vero bestseller venduto nel mondo, apprezzato sia dai lettori sia dalla stampa.

Una vita interessante quella della narratrice Caboni che vive vicino il capoluogo sardo con la sua famiglia e si dedica alla sua azienda apistica. Una atmosfera che incentiva la fantasia come testimoniano i successivi romanzi che hanno prontamente conquistato la vetta delle classifiche italiane e straniere.

Quanto la sua vicinanza alla natura, fragranze e apicultura la stimolano nei suoi romanzi o è il racconto a dare voce al suo mondo?
“Vivere immersi nella natura, consapevoli di quanto le api facciano per la terra semplicemente esistendo, ha indirizzato i miei pensieri verso una scrittura capace di rappresentare la bellezza del mondo in cui viviamo. Io racconto ciò che vedo, quello che percepisco” – spiega la scrittrice la cui penna suggerisce di certo un approccio al bello che ci circonda e che ci parla in qualche modo.

La sensibilità di Cristina Caboni è la sua particolare recezione dell’attorno deriva dalla fortuna di vivere in natura ma anche del saperlo apprezzare e valorizzare.

Quanto l’impronta femminile incide nei suoi libri?
“Trovo che la forza delle donne sia affascinante, creativa e che riveli una visione del mondo capace di cogliere sfumature e sussurri” – esprime l’autrice di La via del miele, ultima fatica del 2022, sempre edita Garzanti – “In passato la realtà delle donne era spesso rituale, a tratti misteriosa, capace di una grande profondità e di un legame autentico con la terra e la natura” – l’impronta femminile è in generale riconducibile all’essenza della nostra umanità per l’autrice.

L’incanto della scrittura sta proprio nel continuo macinare idee creative che attendono solo di essere tratteggiate e avere voce.

Una storia che vorrebbe raccontare e che esula dal suo abituale percorso narrativo?
“Mi piacerebbe molto scrivere una storia per bambini, avventurosa, misteriosa, ambientata in un mondo diverso da quello in cui viviamo. Ogni tanto ci penso: chissà se prima o poi troverò la spinta giusta” – confessa Cristina Caboni.
In virtù di questa dinamicità autoriale è facile immaginare che la scrittrice abbia in cantiere nuove vite da raccontare.

Prossimi progetti?
“Sto scrivendo un nuovo romanzo che, pur avendo molti punti in comune con i precedenti, offre qualcosa di nuovo. Posso solo dire che si tratta ancora una volta di un talento e spero possa piacere ai miei lettori e a tutti coloro che credono nel potere della creazione che tutto possediamo” – una prospettiva davvero incantevole che attende solo la lettura per il suo pubblico.

 

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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