Anna Gardu – La dolce arte di Horo

Erede di un laboratorio familiare da ben quattro generazioni, l’artista traduce nelle sue creazioni l’amore per la sua terra manifestando la più autentica identità sarda.

L’arte della pasticceria tradizionale ha radici lontane, quanto nel suo mestiere c’è tradizione e innovazione?
“Essendo cresciuta nel laboratorio di dolci tradizionali di famiglia, ho respirato fin dall’infanzia i profumi delle materie del dolce tradizionale, della scorza di limone e d’arancia appena grattugiate, del miele, della pasta di mandorle, dello zucchero caramellato e le mandorle tostate. Aromi delle ricette tramandate in famiglia da quattro generazioni” – esordisce l’artista pasticcera – “Una tradizione che mi accompagna sempre nella preparazione delle mie basi, che non ho cambiato di una virgola rispetto all’originale familiare, innovando soltanto alcune forme e decori”.

Nata a Nuoro, dove il vento soffia invadente, e un laboratorio di vere e proprie opere d’arte a Oliena: Anna Gardu porta avanti la bellezza e il ritmo dei colori nelle forme dei suoi dolci a base di mandorle.

Come nasce l’amore per le creazioni di dolci che sono opere d’arte?
“Ho avuto buone basi su cui potermi ispirare, le creazioni del mio bisnonno Nicola Colli, erano già da allora innovative, avendo frequentato la scuola di pasticceria a Genova, sua città d’origine. Poi si trasferì con la famiglia a Nuoro e dopo aver sposato mia bisnonna Maria Corrias, venne a vivere ad Oliena, creando dei dolci ispirandosi al territorio, decorandoli finemente riportando i fiori dei ricami degli abiti tradizionali: come il castello, sa timballa, i cuori, i piccoli dolci di mandorle” – racconta.

La sua terra regala ottimi spunti di creatività nella lavorazione dolciaria?
“Sono nata in una terra incorniciata da un alone di magia. La Sardegna è uno scrigno di tesori ed Oliena ne fa parte. Le mie creazioni innovative sono il frutto di un nuovo linguaggio che ho voluto insegnare ai dolci, riportando sulla pasta di mandorle i tratti delle tradizioni millenarie che ci sono state tramandate ma donandogli una lettura internazionale. Attraverso il dolce valorizzo il territorio e la cultura della filigrana, dei ricami, degli intrecci” – testimonia Anna Gardu che con orgoglio esporta l’arte dolciaria.
“Ho creato le maschere tradizionali in pasta di mandorle, e realizzato i simbolismi della nostra isola per l’EXPO 2015 all’interno della mostra d’arte dal ‘300 al ‘900 Il tesoro d’Italia di Vittorio Sgarbi, conquistando persino il Giappone” – continua.

Nella sua quotidiana cura e ricerca di un lavoro così antico, ci si rivolge al futuro con innovazione confermando la necessaria rivisitazione della tradizione familiare.

Si riesce a tramandare questa antica tradizione, Anna?
“Il mio progetto prevede il recupero e valorizzazione di un’antica tradizione e patrimonio dolciario sardo che nel tempo si sta trasformando: dal sapore di una globalizzazione più che di una tradizione identitaria. Basti pensare che ogni paese della Sardegna ha uno o più dolci realizzati in mandorle, materia che in questo momento arriva dall’Estero: California, Spagna, Turchia.
Per tramandare un’antica tradizione dobbiamo ripartire dalle radici e respirare il profumo delle nostre materie prime” – risponde con convinta precisione.

La passione e la sperimentazione sono gli ingranaggi con cui si agita la curiosità e nulla, però, è lasciato al caso. Negli anni si migliora, si acquisiscono nuove tecniche e si affinano le preferenze di realizzazione.

Il progetto che porta nel cuore?
“Ho un progetto che cerco di sviluppare dal 2010.
Si tratta del voler creare la filiera della mandorla autoctona, cooperativa di giovani per la raccolta e cura delle piante, creare un consorzio di pasticceri, la scuola del dolce tradizionale, il marchio di qualità del dolce ed il museo del dolce” – l’artista Anna Gardu condivide propositi di alto prestigio che per l’isola sarda rappresentano l’ottima mescolanza tra autentici saperi e concreti passi in avanti.

Quali sono i progetti imminenti, Anna?
“In questo momento resto concentrata sulla creazione della filiera della mandorla autoctona e seguo un nuovo progetto su un laboratorio che si propone di coinvolgere i clienti in un percorso che appaghi tutti i cinque sensi più uno: le emozioni” – le prospettive di successo risiedono proprio nella tenacia delle parole della professionista del dolce.

 

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Federica Abozzi

Appassionata di scrittura da quando ho ricordo, grazie a una svolta inaspettata, riprendo e rinnovo il mio desiderio di mettere su fogli bianchi: parole e fantasia. Amo raccontare vite e vicissitudini con empatia e creatività. Scrivo rigorosamente con carta e penna tra scarabocchi e grafia incomprensibile, così che ogni pezzo respiri di autenticità.

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