Amelia Earhart – Colei che ha sorvolato il Mondo

In un periodo storico in cui si continua a lottare per la parità e per i diritti di coloro che, ancora, non vengono accettati, è bene ricordare chi ha sempre portato avanti l’ambizione e il pensiero che qualunque tipo di lavoro, di passione, non abbia genere.

Una di queste persone è Amelia Earhart.

 

La vita

 

Amelia nasce il 24 luglio del 1897 nella casa dei nonni in Kansas, con cui vivrà insieme alla sorella fino al 1908, anno in cui raggiungeranno i loro genitori.

 

A causa dei problemi di alcolismo del padre, la madre decide di trasferirsi con le proprie figlie a Chicago, città in cui proverà a farle studiare nonostante le condizioni economiche non favorevoli. Amelia sogna di andare al College, ma la prima Guerra Mondiale la porta da un’altra parte. La sua empatia, il senso di volersi sentire utile e fare del bene la inducono a frequentare corsi per diventare infermiera. Si trasferisce in Canada per portare soccorso ai feriti, e vede davvero, per la prima volta, il reale volto della guerra.

 

La nascita di una passione

 

Finita la guerra torna in America. continuerà sempre a spendersi per gli altri ma, una volta raggiunti i genitori in California, Amelia trova la vera strada che riempirà la sua vita.

Per la prima volta va a un raduno di aeroplani insieme al padre e sale a bordo di un biplano: sorvola Los Angeles per solo dieci minuti, che però sono abbastanza per farla innamorare del volo e per decidere di imparare.

Nel 1922 infine compra il suo primo aeroplano con il sostegno economico della sorella Muriel e della madre Amy Otis Earhart: un biplano a due posti che chiama “canarino” per via del suo giallo intenso. Con il suo aereo stabilirà il suo primo record femminile salendo ad un’altitudine di 14.000 piedi.

 

L’idea che l’aviazione possa essere anche una “cosa da donne”, in quel periodo diventa un vero e proprio caso. La Stampa, da subito, comincia ad occuparsi della sua storia con curiosità. Anche la nascente industria dell’aviazione civile vede la possibilità di sfruttare l’immagine per attirare pubblico femminile.

Nel 1928 a Boston, Amelia viene scelta da George Palmer Putnam, suo futuro marito, per essere il primo pilota donna a compiere il volo transoceanico. Amelia riesce con successo e viene acclamata e onorata in tutto il mondo per la sua impresa.

 

Il 7 febbraio del 1931 i due si sposano e insieme progettano un’impresa eccezionale: il primo volo di una donna attraverso l’oceano Atlantico in solitaria. È il momento di maggior successo per la nostra che viene nominata donna dell’anno.

la sua determinazione la porta a diventare la prima persona ad attraversare il Pacifico da Honolulu ad Oakland;

 

Il suo ultimo volo

 

Nel 1937, all’età di 40 anni, decide di voler provare a essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo.

Il primo giugno insieme a Fred Noonan, parte da Miami e comincia la trasvolata di 29.000 miglia che la porterà da Porto Rico verso l’Africa, fino in India.

Il 17 giugno, come da programma, si trovano a Calcutta e proseguono per Rangoon, Bangkok, Singapore e Java per arrivare a Bandoeng dove sono costretti a fermarsi una decina di giorni per l’arrivo dei monsoni e per le riparazioni.

Mancano solo 7.000 alla fine dell’impresa. Tutto quello che è superfluo sull’aereo viene rimosso per far posto a più carburante che possa consentire approssimativamente 274 miglia extra.

Qualcosa, però, va storto: il brutto tempo e le difficili comunicazioni via radio fanno sì che i due non riescano a farsi notare dalla guardia costiera. Probabilmente l’aeroplano si è perso ed è precipitato ad una distanza calcolabile fra le 35 e 100 miglia dall’isola di Howland.

 

La notizia fa presto il giro del mondo: Roosvelt autorizza le ricerche con l’impiego di nove navi e 66 aerei, che vengono interrotte il 18 luglio e proseguite dal marito fino ad ottobre.

Rimane ancora un mistero quello della sua scomparsa. Alcuni credono che lei e Noonan siano stati catturati dai Giapponesi e giustiziati, altri ancora che sia rimasta a vivere su un’isola del Sud-Pacifico, ma nulla è mai stato confermato.

Quello che è certo, è che Amelia sarà ricordata per il coraggio e per la sua forte influenza per quanto riguarda la rivendicazione della presenza delle donne all’interno di ambiti che, al tempo, erano considerati prettamente maschili.

Lo conferma una lettera lasciata al marito, che recita: “sappi che sono consapevole dei rischi che corro, e se lo faccio è perché lo voglio. Le donne devono provare a fare ciò che fanno gli uomini e, quando falliscono, il loro insuccesso deve essere una sfida per gli altri.”

 

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