L’exploit di Martina Fanunza

Allenamenti intensi, cura meticolosa per la tecnica, consapevolezza dei propri mezzi, determinazione per spingersi oltre i propri limiti. I due titoli italiani della giovane Martina Fanunza, nella categoria Cadette sui 50 e 100 rana in vasca corta in occasione dei Criteria in quel di Riccione andati in scena dal 5 al 10 aprile, sono frutto di questi elementi che miscelati tra loro hanno dato vita a un vero e proprio exploit che proietta la portacolori della Promogest tra le nuotatrici di maggior levatura del panorama nazionale. I tempi parlano chiaro: sui 50 rana l’allieva di Nicola Pau, presidente della Promogest, con il tempo di 31’’03 ha siglato anche il record sardo Assoluto in vasca da 25 metri, sulla doppia distanza ha realizzato il suo personale con l’ottimo crono di 1’07’’56. Diciassette anni quartese, Fanunza frequenta il quarto anno del Liceo Motzo indirizzo scienze umane, opzione economico-sociale. Giorno dopo giorno, prosegue nel suo percorso di crescita, pronta a fare sempre meglio e a ritagliarsi uno spazio di rilievo in un movimento di spessore dove gli stimoli non mancano di certo.

Martina il primo titolo italiano è arrivato sui 100 rana: è stato un fulmine a ciel sereno o in cuor tuo sapevi di poter primeggiare?

Avevo il quinto accredito di partenza però eravamo tutte vicine quindi sapevo di potermi giocare una medaglia. Ipotizzare la vittoria era difficile, in certi casi è tutto incerto sino alla fine. Detto ciò, appena sono scesa in vasca ho messo davvero anima e cuore e fortunatamente tutto è andato per il meglio.

Due giorni dopo è arrivata la doppietta con il trionfo sui 50 rana, la tua gara prediletta.

Proprio così, sui 50 rana sapevo di poter vincere ed ero consapevole di essere tra le papabili per la medaglia d’oro, infatti ho sentito maggiormente la tensione e temevo di sbagliare qualcosa. Ho fatto qualche piccolo errore in partenza ma poi ho ingranato pienamente, riuscendo a spuntarla sulle avversarie.

Quanto è importante il confronto con l’esperina Francesca Zucca, che ha un anno in più di te, anche lei eccellenza a livello nazionale nella rana?

Francesca è una ragazza di grandissimo talento, oltre a essere una mia cara amica. Per me è sempre stata un esempio e un punto di riferimento da tenere presente per migliorarmi e pretendere di più da me stessa.

Il tuo tecnico è Nicola Pau che, a sua volta, è stato un atleta di caratura nazionale.

Esattamente, essere seguita da un tecnico come Nicola mi dà sicurezza. Ha un grande percorso sia come atleta che come tecnico. Sa cosa vuol dire nuotare a livelli importanti, sia dal punto di vista fisico che psicologico e questi due aspetti fanno la differenza.

Ti vedi in futuro anche sui 200 rana?

Ho ripreso a farli dopo un po’ di anni in cui non li affrontavo. Sicuramente preferisco le gare veloci ma per allenarmi disputerò anche i 200, in modo da migliorare la resistenza in ottica 50 e 100 rana che rappresentano il fulcro della mia preparazione.

Oltre alla rana, che stili prediligi?

Più o meno tutti, però dovendo scegliere direi lo stile libero e anche in questo caso, come per la rana, amo maggiormente le prove veloci.

Quali sono gli atleti che prendi come esempio?

Ci sono tanti grandi atleti che ammiro, su tutti direi però Marco Orsi e Federica Pellegrini. La Pellegrini ha una storia incredibile, lei ha sempre vissuto il nuoto a trecentosessanta gradi sia dentro che fuori le piscine, aspetto che la differenzia dagli altri e che la rende unica.

Qual è la lezione più importante che ti ha dato il nuoto?

Il nuoto è la mia grande passione, non posso stare lontana da questo ambiente perché ne sentirei troppo la mancanza. La mia disciplina mi ha insegnato a mettermi sempre in gioco e a non tirarmi mai indietro: è meglio una sconfitta che un rimorso, bisogna provarci sempre e dare il meglio di sé in qualsiasi circostanza.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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