La determinazione di Salvatore Mei

I chilometri sono il suo pane quotidiano. Il suo marchio di fabbrica, la sua forza. Nel momento in cui gli altri cedono alla fatica fisica e mentale Salvatore Mei insiste, dimostrando perseveranza, dedizione e incrollabile determinazione. Determinazione che ha portato il fondista ventiseienne, portacolori della Academy Olbia, a conquistare il 20 aprile allo stadio dei Pini di Sassari il titolo sardo Assoluto dei 10000 su pista con il nuovo personale di 31’31’’16. Una prestazione maiuscola la sua, grazie a cui ha migliorato nettamente il precedente personale di 31’57’’72 con cui nel 2019 si è laureato campione regionale sulla distanza. Una distanza che l’olbiese sente in particolar modo sulla sua pelle, come dimostra la gara andata in scena nel capoluogo turritano: quella che si delinea è una prova impostata sul ritmo, i primi 4 giri a stare davanti è il fratello minore Francesco – poi terzo al traguardo dietro il vicecampione sardo Claudio Solla – subito dopo a dettare l’andatura è proprio Salvatore, spronato energicamente dal padre Gianni che è anche il suo tecnico. La condizione è ottima, la falcata lunga e leggera, giro dopo giro si esalta e tiene un ritmo costante che va ad aumentare, con passaggi ai 3000 in 9’42’’ e ai 5000 in 15’52’’. L’ultimo 2000 è quello decisivo: Solla resta attaccato a Salvatore che, però, non perde di certo la calma e forza ulteriormente il ritmo, progredendo sempre di più con un 1000 finale in 3’05’’ che gli consente di avere quel margine di vantaggio sufficiente per conquistare il suo secondo titolo regionale Assoluto su pista. Un nuovo titolo che si aggiunge alla tripletta siglata nella corsa campestre in cui ha fatto suo il campionato sardo di cross corto sui 4 km nel 2019 e di cross lungo sui 10 km nel 2020 e nel 2021. Titoli dietro cui si celano sacrifici e speranze coltivate con umiltà e quella testardaggine, a cui faceva riferimento il celebre scrittore Luis Sepúlveda, che consente di credere fermamente nei propri sogni.

Salvatore questo campionato sardo dei 10000 su pista presentava un parterre particolarmente agguerrito: ti aspettavi di poter primeggiare?

No assolutamente, ogni qual volta ho vinto non mi aspettavo minimamente di poter essere io ad avere la meglio. Ogni gara è un caso a sé, chiaramente speri sempre di poter dire la tua e di arrivare prima degli altri ma fare pronostici è pressoché impossibile. Comunque, sapevo che sarebbe stata una gara dura dove bisognava vendere cara la pelle.

Come ti sei avvicinato a questo appuntamento?

Siamo senza pista da novembre, attualmente stanno svolgendo dei lavori. Ogni due settimane andiamo in pista ad Arzachena, principalmente la preparazione è avvenuta al Parco Fausto Noce di Olbia. È stato un avvicinamento normale e sereno, affrontato con la consapevolezza che ogni allenamento è un tassello importante per crescere. Non correre frequentemente e in pista non è stato un problema, sono abituato ad allenarmi su strada e su sterrati, ciò che conta – a prescindere dal terreno – è allenarsi con serietà e cura verso i dettagli.

Preferisci i 10000 su pista o su strada?

Ora come ora direi su pista. Correre in pista mi piace, alcuni soffrono il fatto di dover affrontare 25 giri dal punto di vista mentale ma, personalmente, non è mai stato un problema anzi.

Non facevi i 10000 su pista dal 2019. Come è stato cimentarti nuovamente su questa distanza?

Senza dubbio stimolante. Sia i 10000 del 2019 che quelli di quest’anno sono state due prove bellissime, seppur differenti l’una dall’altra.

Quali differenze hai riscontrato?

La prima volta che ho corso i 10000 su pista nel 2019 ero più spensierato e sono partito con più cautela. Stavolta, ho sentito maggiormente la tensione, sia perché volevo migliorarmi cronometricamente parlando, sia perché c’era il titolo sardo in palio.

A livello cronometrico sei soddisfatto del tempo che hai fatto?

Sì, assolutamente. È stata una gara brillante, il mio obiettivo di partenza era scendere sotto il muro dei 32 minuti, con questo tempo sono andato anche oltre le mie aspettative.

I tuoi prossimi appuntamenti quali saranno?

Gareggio sui 10 km in strada nella mia città ovvero Olbia questa domenica. Poi sarà la volta dei campionati societari su pista il 26 maggio in cui farò i 5000. Vedremo successivamente che gare disputare, in base anche agli impegni lavorativi. Non mancherà nei prossimi mesi anche qualche uscita su distanze più veloci come i 1500 e i 3000.

I tuoi genitori Gianni Mei e Licia Asara sono stati atleti di livello, tuo fratello Francesco e le tue sorelle Ginevra e Maria fanno mezzofondo e fondo proprio come te ad alti livelli. Quanto è stato importante nella tua formazione venire da una famiglia di atleti?

Sicuramente ha influito parecchio e ha contribuito a fare sviluppare in ciascuno di noi una grande passione verso l’atletica, con cui siamo letteralmente cresciuti.

Qual è il tuo atleta di riferimento?

Il mio mito da sempre è il mezzofondista americano Steve Prefontaine, sin da quando ero bambino e facevo le primissime gare tra i 5 e i 6 anni. Nel momento in cui ho iniziato ad allenarmi con serietà, ovvero dal 2009, ha rappresentato un costante punto di riferimento.

Cosa ti ha colpito di una figura come quella di Prefontaine?

La sua tenacia e la sua determinazione, ogni gara per lui era una sfida con se stesso, una battaglia agguerrita in cui dare tutto senza mai gettare la spugna. La sua storia mi ha fatto comprendere l’importanza della caparbietà, nello sport come nella vita di tutti i giorni.

In futuro ti sposterai nella maratona?

Ancora non ci ho riflettuto, è presto per dirlo. Sicuramente mi piacerebbe mettermi in gioco nella maratona, amo fare tanti chilometri e sarebbe un bel banco di prova.

Cosa rappresenta per te l’atletica?

L’atletica è una parte essenziale della mia vita. Sin da quando sono bambino rappresenta il mio rifugio, dove accantono lo stress e i problemi della quotidianità.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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