Il coraggio e la grinta di Filippo Ganna, secondo alla Milano-Sanremo

Gli occhi sono rivolti davanti a sé, in una via Roma gremita pronta ad accogliere dopo oltre sei ore di fatica e agonismo puro i corridori che vanno oltre essere semplicemente professionisti del pedale ma diventano veri e propri attori capaci di recitare su un palcoscenico fatto di salite, tornanti, discese ripide andando ben al di là del canovaccio. E soprattutto al di là della sofferenza fisica e mentale che un grande appuntamento comporta. Proprio come ha fatto Filippo Ganna, 28 anni piemontese portacolori della Ineos, in questa centosedicesima edizione della Milano-Sanremo che l’ha visto tagliare il traguardo in seconda posizione, una piazza d’onore che vale oro dietro al vincitore Mathieu van der Poel, 30 anni alfiere della Alpecin-Deceuninck, e davanti a un Tadej Pogacar che, pur avendo dato spettacolo, stavolta deve accontentarsi del gradino più basso del podio, al termine di questi 289 km di una Milano-Sanremo tra le più entusiasmanti degli ultimi anni. Una Milano-Sanremo, la ‘’Classicissima’’ di primavera, che apre la danze ufficialmente alla stagione, quella delle grande sfide.

Le attenzioni sono tutte rivolte al campione del mondo Tadej Pogacar, lo sloveno indossa la maglia iridata e sembra essere ancora più galvanizzato del solito, consapevole di essere l’uomo da battere. Per lui non esistono tatticismi ma solamente desiderio di mettere la propria ruota davanti a quella degli altri. Il momento della verità arriva quando mancano 24,7 km al traguardo, lo sloveno attacca sulla Cipressa, dietro di lui si lancia all’inseguimento ‘’Pippo’’ Ganna con la sua pedalata da passista che gli consente di procedere in maniera redditizia, van der Poel con fare sornione si incolla letteralmente ai due, sa di essere in grande giornata. Pogacar forza ancora il ritmo, Ganna ha un attimo di cedimento ma si intuisce da subito che prima di gettare la spugna darà tutte le energie di cui dispone. A 23 km si rifà sotto, in testa sono in tre: Pogacar, van der Poel e per l’appunto Ganna pronto a sfidare i due ‘’cannibali’’ del ciclismo dei giorni nostri.

Pogacar scatta continuamente, gli inseguitori accusano prima trenta secondi di ritardo, ai meno 16 km si sfiora il minuto di distacco. Ganna perde qualche metro ma con lucidità riesce sempre a rimanere assieme all’olandese e al campione del mondo, che si studiano attentamente facendo sì che da dietro gli inseguitori guadagnino qualcosa. Il momento clou della corsa sarà sul Poggio, i tre lo sanno, soprattutto lo sa Pogacar che non ha intenzione di stare a guardare i rivali, scattando in maniera impetuosa non appena comincia quando mancano 9 km alla fine. Il suo è uno scatto veemente, van der Poel resiste, Ganna perde terreno ma non si dà per vinto. Van der Poel e Pogacar si guardano, van der Poel non tira, Pogacar si volta e quando Ganna sta per rientrare a 7 km dal traguardo attacca ulteriormente. Per Ganna è un momento difficile ma l’azzurro non perde la calma, sa di dover restare lucido e sa che la Sanremo non è ancora finita. Nel mentre, van der Poel sfida apertamente Pogacar e scatta a sua volta quando mancano 6 km alla fine, lo sloveno gli resta attaccato, i due corrono affiancati, parlano tra di loro, cominciano a darsi i cambi appena finisce il Poggio.

Mancano circa 5 km alla fine, Pogacar e van der Poel affrontano di petto la discesa ma alla stessa maniera procede Ganna che deve colmare i venti secondi di ritardo dai due. Sa che per riuscire nell’intento deve dare tutto se stesso e non perdersi d’animo, consapevole che la posta in gioco è altissima. Ganna prosegue nella sua azione, il distacco si assottiglia sempre di più, ai 2 km dalla fine a separarlo da Pogacar e dall’olandese ci sono solamente 5 secondi, il tifo è tutto per Ganna, la tensione è altissima. I battistrada sono al gancio, la stanchezza è tanta, le energie al lumicino oramai. Mancano 800 metri e Ganna riesce nel suo intento, ricongiungendosi a Pogacar e van der Poel.

A quel punto i tre si osservano furtivi, cercano di cogliere segnali di cedimento l’uno nell’altro, ogni minimo segnale può essere prezioso per vedere come muoversi in vista del gran finale. Il primo a lanciare la volata è van der Poel quando mancano 350 metri al traguardo, Ganna cerca di rispondere al suo attacco, Pogacar avverte la fatica, stavolta le gambe hanno accusato il colpo e i tanti tentativi effettuati di arrivare in solitaria. A trionfare sarà proprio van der Poel, per Ganna arriva uno splendido secondo posto che dimostra appieno la sua classe e, soprattutto, il suo coraggio e la sua grinta. Qualità che gli hanno permesso, in questo sabato tiepido di fine marzo, di sfiorare una vittoria in una delle gare più iconiche della storia del ciclismo. Una vittoria che può essere sua in futuro e in cui non deve smettere di credere. Perché, come il ciclismo da sempre insegna, ogni sfida affrontata offre nuovi stimoli e tempra non solo il corpo ma, soprattutto, la mente. E la mente di Pippo Ganna può andare ancora oltre e regalare al ciclismo italiano un trionfo alla Milano-Sanremo che manca dal 2018, in cui a primeggiare fu Vincenzo Nibali, ma che può tramutarsi finalmente in realtà. Una realtà da raggiungere ancora una volta all’insegna di pedalate che possano fare la storia, lasciando il proprio segno impresso per sempre.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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