Ginevra Mei, speranza del mezzofondo sardo

«La corsa mi accompagna da sempre. È qualcosa che fa parte di me, una passione molto forte che mi porterò appresso per tutta la vita». Ginevra Mei ha modi gentili, tono di voce dolce e vivace, da cui traspare empatia e consapevolezza del proprio percorso. Diciannove anni, portacolori dell’Academy Olbia, è una delle figure di punta del mezzofondo sardo, una delle atlete su cui fare affidamento per il futuro. A testimonianza di ciò ci sono i risultati conseguiti in questi anni, frutto di sacrifici giornalieri e di una determinazione incrollabile che caratterizza lei e tutta la sua famiglia, da cui ha preso l’amore per l’atletica e una costanza che fa la differenza. Ginevra, campionessa sarda assoluta nel 2023 sui 1500, è reduce da una prestazione maiuscola all’esordio sui 3000 siepi, il 26 maggio a Sassari, in cui ha corso in 11’24’’70 in solitaria, siglando il minimo per i Tricolori Promesse e per il Challenge di qualificazione ai Tricolori Assoluti. Dietro questo tempo, tanto si cela: maturità, umiltà, fatica, dedizione, perseveranza e, soprattutto, un amore per l’atletica che va oltre i riscontri cronometrici e che tocca le corde dell’anima.

Ginevra tu vieni da una famiglia di atleti: tuo padre Gianni, che è anche il tuo tecnico, insieme a tua madre Licia Asara sono stati atleti di livello. I tuoi fratelli maggiori Salvatore e Francesco e tua sorella minore Maria sono tra gli esponenti più forti attualmente del mezzofondo e del fondo isolano. Quanto è importante per te questo fattore?

Tantissimo, perché sin da piccola ho respirato il clima dell’atletica. Il che non significa solo allenarsi e fare le ripetute ma andare al campo, prendere contatto con un microcosmo allegro e suggestivo che, giorno dopo giorno, diventa parte integrante del tuo modo di essere e il tuo rifugio dai problemi della vita quotidiana.

La completezza è uno dei tuoi marchi di fabbrica: qual è, attualmente, la distanza su cui ti esprimi meglio?

Attualmente direi i 3000 siepi che mi entusiasmano e con cui è stato amore a prima vista. Poi, senza dubbio, i 1500 e i 5000 che sono due distanze che sento completamente mie.

Quando hai preso la decisione di dedicarti alle siepi?

Le siepi mi sono sempre piaciute, già da Cadetta avevo fatto i 1200 siepi in una occasione. Quando ero al primo anno della categoria Allieve, durante un allenamento, sono caduta mentre saltavo un ostacolo e da quel momento mi sono bloccata, inoltre qualche fastidio fisico nelle stagioni successive non mi ha permesso di riprovarci. Con il passare degli anni, però, sono riuscita a vincere la paura scaturita dalla caduta e in me è rispuntato il desiderio di rimettermi alla prova in questa specialità. Un paio di mesi fa, quando sono stati pubblicati i minimi per prendere parte ai Tricolori di ciascuna categoria, ho visto che il minimo per le Under 23 era fattibilissimo, inoltre c’erano anche i societari di mezzo in cui era fondamentale coprire questa gara. Da cosa nasce cosa, quindi con mio padre Gianni abbiamo deciso di curare nuovamente questa disciplina, cominciando a saltare qualche ostacolo durante gli allenamenti, sino a incrementare giorno dopo giorno in vista della gara.

Come giudichi il suo esordio sui 3000 siepi?

Il mio giudizio è senza dubbio positivo, mi ritengo soddisfatta. Era il mio esordio, non avevo grosse aspettative ma volevo vedere come giravano le gambe e come potevo affrontare questa gara. Era un test, insomma. Il primo 2000 mi sentivo molto sicura, temevo invece i 1000 metri finali perché pensavo di non riuscire a reggere la fatica. Invece, fortunatamente, tutto è andato bene e anche sul finale sono riuscita a tenere un buon ritmo. Sono molto motivata, voglio fare molto meglio.

Quali sono le tue atlete di riferimento?

Senza dubbio Claudia Pinna, per tantissimi motivi. La sua storia è fonte di ispirazione, la sua è una carriera longeva ricca di successi di spicco, è sempre stata una persona umile e altruista, in grado di mettersi in gioco stagione dopo stagione senza mai perdere entusiasmo e stimoli per fare bene. Poter gareggiare nella mia terra con un’atleta di questo livello è un grande privilegio di cui faccio tesoro.

Ti piacerebbe, in futuro, provare la mezza maratona?

Sì, assolutamente perché amo fare chilometri e quando la distanza si fa più lunga mi trovo a mio agio e non la patisco, né dal punto di vista fisico né mentale. Chiaramente, per cimentarmi in una mezza maratona è ancora presto, l’esordio credo sarà tra almeno due anni: prima devo migliorare sulle prove più veloci, in modo da poter rendere bene sui 10000 che rappresenta una base fondamentale per chi poi vuole fare la mezza maratona.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione che sta entrando nel vivo?

Migliorare ancora tanto sui 3000 siepi e cogliere un buon piazzamento su questa distanza ai campionati italiani Promesse. Il focus è sui 3000 siepi per quest’anno ma a luglio non mancherà occasione di fare anche qualche 1500 dove spero di dire la mia e, perché no, di migliorare il mio personale. Io ce la metterò tutta, poi sarà il cronometro a dare il suo responso: di sicuro, l’entusiasmo per ciò che faccio non verrà mai meno, anzi.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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