Enuntio Sprint Academy: il nuovo progetto di Daniele Desogus e Stefano Caneo

Studiare attentamente per poter sondare nuove vie, sperimentare, unire le forze e le proprie idee per dare vita a una visione di ampio prospetto che consenta agli atleti di essere performanti al massimo e consapevoli del proprio percorso, dentro e fuori le piste di atletica. Questo è ciò su cui si basa il progetto ‘’Enuntio Sprint Academy’’ ideato dai due giovani tecnici Daniele Desogus, 29 anni, e Stefano Caneo 37 anni a loro volta sprinter di tutto rispetto. Un progetto che dimostra, una volta di più, l’attenzione e l’inclinazione dell’atletica sarda verso il settore della velocità, ambito dove la Sardegna si è sempre ritagliata un ruolo da assoluta protagonista anche a livello internazionale.

«La nostra idea», raccontano, «era quella di fare ricerca, approfondire e divulgare ciò che studiamo da anni riguardante l’atletica e le metodologie di allenamento. Ecco perché abbiamo scelto il termine latino ‘’enuntio’’ che per l’appunto significa ‘’divulgare’’. Enuntio Sprint Academy nasce come progetto sui social network per poi diventare qualcosa di pratico». Alla base di questo progetto, sta una solida amicizia tra Desogus e Caneo che dura dal 2013. «Abbiamo sempre avuto un approccio simile all’allenamento», sottolinea Desogus che oltre a essere collaboratore di Caneo è anche suo atleta. «Abbiamo metodologie affini, nonostante ciascuno di noi abbia le proprie specificità e i propri punti di vista in merito a determinate questioni». Sono tanti i loro punti di riferimento a cui si sono ispirati nel loro percorso come tecnici. «Indubbiamente figure come Joel Smith», spiegano, «che è un vero e proprio rivoluzionario con un approccio all’allenamento completo e non riduzionistico, poi figure come Antonio Squillante esperto nell’ambito della forza oppure Gennaro Boccia». La cura per i dettagli è uno dei capisaldi del loro progetto. «Un’altra tappa fondamentale per noi», fa presente Caneo, «è stata la formazione in enti come Altis che è stata importante per l’aspetto della gestione del tempo. Ci ha permesso di capire che già dal primo minuto dell’allenamento si può essere performanti e focalizzati sulla fase principale della seduta. Spesso si tende a sottovalutare il riscaldamento, minimizzandolo a qualche giretto di campo a ritmo blando quando invece non è così. Il riscaldamento è una parte fondamentale di una seduta di allenamento che non può essere presa minimamente sottogamba».

Mobilità, attivazione del core, stimolo della forza: questi sono solo alcuni degli aspetti curati minuziosamente dai due tecnici che del confronto reciproco fanno tratto distintivo del loro modus operandi. Entrambi gli allenatori, inoltre, si focalizzano sulla necessità di una continua formazione e della valorizzazione del ruolo del tecnico. «Bisogna assolutamente curare la formazione dei tecnici, aspetto che non può essere dato per scontato», puntualizzano. «Per questo serve un miglioramento delle infrastrutture affinché si possa accedere a esse nel modo migliore possibile. Inoltre, bisogna professionalizzare la figura dei tecnici la cui attività troppo spesso viene vista come un semplice hobby praticato a tempo perso. Le cose non stanno assolutamente così e ci teniamo a metterlo in chiaro: per essere un tecnico preparato occorrono spese e investimenti che, in Italia, spesso sono minimi o comunque molto carenti». Meticolosità e analisi accurate rappresentano le linee guida da seguire insieme all’uso di strumenti di rilievo per approfondire al meglio le prestazioni degli atleti, come ad esempio encoder a filo per il monitoraggio della forza, accelerometro portatile, strumenti di ripresa video, software di analisi e pedana di salto.

Tra gli argomenti passati in rassegna non manca quello della specializzazione degli atleti. «Questo è un argomento che tiene banco da sempre», riflettono. «La risposta varia da caso a caso chiaramente però si può tranquillamente affermare che non c’è un momento esatto in cui fare cominciare la specializzazione. Comunque, sarebbe meglio non iniziare prima della categoria Juniores, prima si è obiettivamente troppo giovani». Il futuro è alle porte, Desogus e Caneo rivolgono il loro sguardo verso esso pronti a migliorarsi sempre di più. «L’aggiornamento continuo è il tratto caratteristico del nostro progetto», concludono. «Un altro elemento che ci caratterizza è la ricerca del bene degli atleti e la totale assenza di gelosia l’uno nei confronti dell’altro. Ciò su cui lavoreremo nei prossimi mesi sarà il perfezionamento del monitoraggio in diretta delle sedute di forza e di corsa, in modo da avere una piena padronanza del percorso e della condizione fisica degli atleti». Un ulteriore passo in avanti importante per la maturazione di un movimento che può crescere ancora tanto e che ha numerose carte da giocare per esprimersi ad alti livelli.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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