Diego Nappi, una saetta sempre più veloce

«L’atletica mi rende felice, mi trasmette un senso di libertà unico. Quando corro sono felici anche le persone a cui voglio bene e che ho accanto nella mia vita quotidiana, è una sensazione magica. La corsa è adrenalina pura, è un’emozione fortissima che solo provandola si può comprendere appieno». Diego Nappi ha solo 16 anni ma nel sentirlo parlare si coglie subito una maturità che va ben oltre la sua età e la capacità notevole di analizzare i risultati di rilievo conseguiti con attenzione senza abbandonarsi a proclami fini a se stessi. L’atleta di Marco Trapasso è, soprattutto in questi giorni, sulla bocca di tutti per l’exploit ottenuto il 6 luglio a Molfetta dove – oltre alla vittoria del titolo italiano Allievi – ha siglato la nuova migliore prestazione italiana Under 18 sui 200 con il tempo di 20’’79, migliorando la precedente miglior prestazione che apparteneva a Filippo Tortu il quale corse in 20’’92 a Chiari nel 2015. Ma un tempo di questo spessore non è frutto certamente di un momento bensì di un cammino di anni fatto di meticolosità e sedute scrupolose dove nulla è stato lasciato al caso, e chi conosce il percorso di Nappi e del suo tecnico sa bene che una prestazione del genere non è una sorpresa bensì la conferma della brillantezza di uno dei talenti più cristallini di sempre dell’atletica sarda. Il portacolori dell’Atletica Porto Torres ha, inoltre, anche siglato il nuovo record sardo Assoluto sui 200 migliorando il precedente primato di Nicola Asuni, altro fiore all’occhiello dello sprint isolano seguito dall’esperto tecnico Franco Marcello, il quale a Milano nel 1997 corse in 20’’99 regalando una delle soddisfazioni più prestigiose alla società Esperia per cui gareggiava all’epoca. Tornando a Nappi, le premesse per rendere al massimo c’erano tutte, come dimostra il 21’’72 realizzato in batteria in perfetto controllo. Ottima gestione della gara e consapevolezza dei propri mezzi sono i suoi tratti distintivi come testimonia la finale dei Tricolori Under 18: corsia 5 per Nappi, pettorale 74, sorriso in volto di chi sa che può stupire addetti ai lavori e spettatori. La partenza è reattiva, nessuna sbavatura, il suo assetto di corsa è subito performante, dopo 80 metri si trova già in testa, non si scompone minimamente, all’ingresso nel rettilineo il suo sguardo è proiettato verso due obiettivi, ovvero il titolo italiano e la nuova miglior prestazione di categoria sulla distanza. Due obiettivi che raggiunge con una imponente progressione gli ultimi 60 metri che non lascia spazio agli avversari. Per Nappi è il secondo titolo italiano in questa stagione: infatti, aveva già vinto ad Ancona ai Tricolori Indoor la medaglia d’oro sui 200 in 21’’60 tra gli Allievi, migliorando poco prima in batteria la migliore prestazione italiana al coperto in 21’’52 che precedentemente apparteneva ad Andrew Howe. I tempi stabiliti parlano chiaro e a tantissimi farebbero letteralmente girare la testa: ma Diego Nappi sa che l’atletica è una pratica severa che non regala nulla e mantiene quella concentrazione e quella umiltà che gli consentiranno di pretendere sempre di più da se stesso in ogni circostanza, senza mai perdersi in chiacchiere.

Diego già dalla batteria si intravedeva uno stato di forma eccellente. Che sensazioni avevi?

Stavo molto bene, le sensazioni erano ottime. Abbiamo lavorato al meglio durante gli allenamenti, gli ultimi 100 metri in batteria li ho corsi in maniera davvero contenuta perché non volevo strafare ma sapevo di valere qualcosa di importante. La batteria mi ha dato molta fiducia in vista della finale.

Una finale dove partivi da favorito indiscusso. Hai sofferto la tensione?

No assolutamente, in situazioni di grande tensione mi trovo perfettamente a mio agio e non ho paura del confronto. Un atleta deve saper gestire la tensione e prendersi le sue responsabilità. Sapere di essere l’uomo da battere mi stimola tantissimo, ho ambizioni importanti e non lo nascondo. Le gambe giravano bene, soprattutto dopo la curva mi sentivo performante e in grado di spingere al massimo. Il tempo ottenuto ne è la dimostrazione e non posso che essere felice di ciò.

Tra l’altro, oltre al titolo, ti sei tolto pure la grande soddisfazione di migliorare la precedente miglior prestazione italiana appartenente a Filippo Tortu.

Proprio così, per me è un onore. Filippo è sempre stato un mito per me, un esempio da seguire e una persona splendida. In più di un’occasione si è complimentato con me e questo mi ha dato una carica enorme. Anche stavolta mi ha mandato un messaggio subito dopo la gara e il giorno dopo ci siamo sentiti telefonicamente. Sono onorato di ciò e farò tesoro di quanto ci siamo detti.

Quanto è stato importante il tuo tecnico Marco Trapasso per il conseguimento di un risultato di questo tipo?

La figura di Marco è fondamentale, senza un tecnico di spessore un atleta non riuscirebbe mai a esprimersi al massimo. Marco mi è vicino in ogni fase del mio cammino, dal punto di vista tecnico e soprattutto umano. Non si limita alle metodologie di allenamento e a prendere i tempi ma sa ascoltarmi, entrare nel mio mondo e stimolarmi continuamente.

Ti sei espresso meglio ai Tricolori outdoor o a quelli indoor?

Mi sono piaciuto di più in questi campionati italiani all’aperto, rispetto ad Ancona ho affinato alcuni dettagli che si sono rivelati decisivi come ad esempio la partenza, dove alle indoor avevo commesso qualche errore di troppo. A parte questo comunque, sono felicissimo di entrambe le vittorie.

Nel 2024 non hai ancora disputato i 100: quando esordirai su questa distanza?

Spero presto, ho tanta voglia di cimentarmi anche sui 100 metri dove spero di migliorarmi e di crescere tanto. Valuteremo insieme al mio tecnico.

In questa stagione ci sarà anche il tuo battesimo sui 400 metri?

Spero di sì, indubbiamente l’esordio sui 400 è tra i nostri obiettivi già da tempo. Avrei voluto farne uno a inizio stagione ma alcuni problemi fisici me lo hanno impedito, non so se ci sarà l’occasione a fine stagione oppure direttamente l’anno prossimo ma sicuramente il giro di pista sarà una gara in cui mi cimenterò con impegno e in cui voglio lasciare il segno. Da Cadetto correvo i 300 metri, i 400 sono una distanza che mi affascina tantissimo. La fatica non mi spaventa e spero di poter dire la mia anche su questa prova.

Quando sarai di nuovo in gara?

Gareggerò la prossima settimana agli Europei Under 18 a Banská Štiavnica in Slovacchia, dal 17 al 20 luglio, dove disputerò i 200 e la staffetta svedese. Sarò lì per dare il meglio di me e per mettermi in gioco, qualunque cosa verrà sarà un successo e rappresenterà un’importante occasione di crescita nel mio percorso agonistico e umano.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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