Stelvio Cipriani – “Mark il Poliziotto”

 

MARK IL POLIZIOTTO è un film diretto nel 1975 da Stelvio Massi, primo episodio di una mini saga che comprende “Mark il poliziotto spara per primo” (girato lo stesso anno sulla scorta del successo del primo) e “Mark colpisce ancora”, girato nel 1976, che chiude la trilogia.

Nel 1975 il Maestro Stelvio Cipriani era già un nome caldissimo delle colonne sonore in Italia, in particolar modo proprio nel genere dei c.d. Poliziotteschi, avendo musicato alcuni film seminali come il capostipite “La Polizia ringrazia” (1972) di Steno, o “Squadra volante” (Stelvio Massi), “La Polizia chiede aiuto” (Massimo Dalamano), “La Polizia ha le mani legate” (Luciano Ercoli) o “La Polizia sta a guardare” (Roberto Infascelli), per non citare che alcuni film del solo 1974!

Possiamo, dunque, affermare che Cipriani ha contribuito non poco alla creazione del suono del poliziottesco, con una mole di lavori ed un’influenza pari soltanto a quella di Franco Micalizzi, Luis Bacalov ed Ennio Morricone: quattro stili di composizione, orchestrazione e sonorizzazione, diversi ma tutti efficaci e caratterizzanti; non a caso certi registi scelsero di lavorare esclusivamente con certi compositori, sicuri del risultato che avrebbero ottenuto.

Passando all’esame nello specifico della colonna sonora di “Mark il poliziotto”, possiamo parlare però di un’evoluzione ulteriore della scrittura di Cipriani per il poliziesco: per la sua quinta collaborazione con il regista omonimo (quante probabilità esistevano sulla carta che due persone di nome Stelvio creassero una partnership così duratura? – ndr) il compositore romano sceglie di abbandonare il registro drammatico che aveva caratterizzato diverse sue produzioni precedenti a favore di un taglio decisamente più in linea con il suono che in quel momento arrivava dagli Stati Uniti, in particolare attraverso tutte quelle produzioni cinematografiche raccolte sotto l’etichetta di Blaxploitation: film diretti, interpretati e prodotti da neri (blacks exploitation) che, per la prima volta, portavano sul grande schermo i problemi della comunità nera e della criminalità nei ghetti e, soprattutto, i primi detective neri (John Shaft su tutti, con l’unica eccezione negli anni ’60 dell’Ispettore Tibbs di Sidney Poitier). Questi film avevano un corredo musicale eccezionale, grazie al coinvolgimento in prima linea di musicisti come Isaac Hayes, Donny Hathaway, Roy Ayers, Curtis Mayfield, Quincy Jones, James Brown, Ed Bogas, Earl Gardner e tanti altri. La componente funk della musica diviene così, grazie alle influenze reciproche tra i mercati discografici e cinematografici, insostituibile quando si parla di poliziesco o di crime movie in generale.

E allora ecco che scompare la grande orchestra d’archi a favore di un medio combo da studio d’incisione: sezione ritmica, due chitarre, percussioni, pianoforte, organo, piano elettrico o Harpsichord (quello si, un tocco distintivo ed immancabile dei lavori di Cipriani in particolare, e dei compositori italiani in generale), armonica e l’ausilio – solo nel tema principale – di una sezione fiati.

Già dalla strumentazione vi potrete rendere conto del tipo di suono che il Maestro voleva ottenere per questa colonna sonora: un sound moderno, elettrico, pulsante ed urbano, non distante ad esempio dal coevo lavoro dei Pulsar Music Ltd. su film come “Milano violenta” (1975, di Mario Caiano).

E non è un caso che citi proprio questo ensemble guidato dal pianista e compositore Enrico Pieranunzi e dal chitarrista Silvano Chimenti, visto che, pur non avendo notizia alcuna sulla sessione di registrazione della colonna sonora di “Mark il Poliziotto”, siamo riusciti a ricostruire parte della line up dei musicsti che l’hanno registrata proprio grazie a Chimenti, che ha suonato la chitarra elettrica in questo lavoro.

Sappiamo per certo che altri musicisti coinvolti nella colonna sonora sono Franco De Gemini all’armonica, Vincenzo Restuccia alla batteria, Ciro Cicco alle percussioni, Giovanni Tommaso al basso, Mimmo Dell’Aera all’organo, Arnaldo Graziosi al pianoforte, Silvano Chimenti e Mario Molino alle chitarre elettriche ed acustiche, lo stesso Maestro Cipriani all’Harpsichord. Nessuna informazione, invece, sui solisti che si avvicendano al sax tenore e alla tromba (si può ipotizzare si trattasse di Gianni Oddi, Giancarlo Barigozzi o Enzo Scoppa al sax e di Cicci Santucci o Oscar Valdambrini alla tromba). In ogni caso, pur non potendo confermare al cento per cento la presenza o meno di alcuni musicisti o altri, possiamo decisamente concludere che si trattasse dei migliori session men dell’orchestra della RAI, coinvolti dai diversi compositori nei turni di registrazione di colonne sonore, musica per la radio, la televisione ed il cinema.

 

Stampata originariamente da Cinevox in vinile con 14 tracce, poi estesa a 15 nella ristampa in CD del 2003. Ecco un’analisi brano per brano:

 

  1. Mark il Poliziotto – L’atmosfera perfetta per un film d’azione: una chitarra in wah wah mentre l’altra fraseggia in palm mute; i timpani e l’hi-hat tessono la ritmica, fino all’ingresso della batteria e della squillante sezione fiati. Il pianoforte in contrappunto, organo e piano elettrico, a solo di sax tenore, armonica.
  2. La fine di Cobb – Ritmo incalzante, Harpsichord in evidenza e gravi contrappunti di pianoforte, chitarre wah wah, a solo rauco di sax tenore.
  3. Lei e la madre – Organo Hammond, piano elettrico, flauti, chitarra acustica, basso; atmosfera distesa, rilassata, di intimità.
  4. Bambole di droga – Ripresa del main team, con diversi break e a solo di basso, percussioni, chitarra e piano elettrico.
  5. Krumber – Walking di basso, ritmica di percussioni e cembalo, le chitarre in wah wah creano la perfetta atmosfera per un inseguimento urbano.
  6. Mercato – Brano di sonorizzazione, neutro, caratterizzato da un tappeto di percussioni e piano elettrico; le chitarre e l’hi-hat riprendono la figurazione ritmica del main theme, poi irrompe l’armonica a bocca di Franco De Gemini, che riprende il tema variandolo.
  7. Nella stanza di lei – Riprende esattamente la stessa melodia e struttura della traccia n.3.
  8. Perquisizione – Atmosfera di tensione, attesa minacciosa, con percussioni e basso in evidenza; ripresa del main theme suonato dal piano con contrappunti di organo Hammond.
  9. Grattacieli di vetro – Percussioni, basso, organo Hammond, a solo di chitarra elettrica di Silvano Chimenti.
  10. L’agguato – Stessa struttura, arrangiamento e suono delle tracce n. 6, 7, 8; tromba in evidenza con il tema principale.
  11. Tenerezza – Brano sospeso, con arpeggio di chitarra, Harpsichord che suona il tema smooth del 3, piano elettrico che suona l’inciso del main theme.
  12. Porte chiuse – Ancora esposizione del tema smooth, tra arpeggi di chitarra e un nuovo inciso di basso e chitarra, i flauti espongono il tema principale.
  13. Disperazione – Tema malinconico, arpeggi di chitarra acustica, chitarra elettrica ed Harpsichord espongono un altro tema, mentre l’armonica riprende il main theme.
  14. Attraverso la frontiera – Ripresa del main theme, con lo stesso arrangiamento: si tratta della stessa traccia montata due volte consecutive, attraverso l’editing.
  15. La fine di Cobb – Alternate take della traccia n.2, con durata raddoppiata.

 

Gianmarco Diana

 

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana, cagliaritano, classe 1973, laureato in Giurisprudenza. Musicista, autore e compositore con SIKI (ex SIKITIKIS), DANCEFLOOR STOMPERS e altri progetti legati alla musica da colonna sonora e alle sonorizzazioni live (SKTKS - Braindept.). Ideatore e conduttore del format web-radio CinematiCA - Suoni da e per il Cinema; collabora con il portale Colonne Sonore e con i Festival Creuza de Mà - Musica per Cinema, Cinema delle Terre del Mare (Cineteca Sarda Umanitaria, Alghero), Marina Cafe Noir (Cagliari), Skepto Short Film Festival (Cagliari), Babel Film Festival (Cagliari),etc. Ha scritto per L’Unione Sarda e per diverse pubblicazioni di saggistica cinematografica e musicale, oltre che le note di copertina di alcune recenti ristampe di colonnes onore. Music Selecter poliedrico, ha prestato la propria partecipazione all’interno di diversi festival musicali e culturali e delle principali manifestazioni del settore, attraverso concerti, DJset, interventi critici, articoli giornalistici, reading e gestione/conduzione di eventi.

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