Franco Micalizzi – Italia a mano armata

FRANCO MICALIZZI – ITALIA A MANO ARMATA

Per “Italia a mano armata” (1976) di Franco Martinelli (alias Marino Girolami) il Maestro Micalizzi scrive una partitura che idealmente fonda uno stile, un modus operandi infallibile ed efficace: alcuni temi dal forte impatto melodico ed emozionale, affidati ad un organico che comprende la ritmica, una potente brass section e alcuni strumenti tipici del periodo in cui furono registrate queste musiche – la metà degli anni ’70 – dal timbro caratterizzante (piano elettrico, Clavinet, sintetizzatori monofonici).

Tra il 1975 ed il 1977, Micalizzi riuscì a legare indissolubilmente il proprio nome al genere “poliziottesco” proprio grazie alle musiche per film come “Italia a mano armata” di Martinelli, ma anche attraverso quelle scritte nella liason col regista Umberto Lenzi per – tra gli altri – “Il giustiziere sfida la città” (1975), “Roma a mano armata” e “Napoli violenta” (del 1976), “Il cinico, l’infame e il violento” e “La banda del Gobbo” (entrambi del 1977).

Le musiche di questi film, pur vivendo di una propria autonomia, possiedono diversi elementi che le accomunano: attraverso un intelligente utilizzo delle melodie e del contrappunto armonico, una ricerca tematica, una precisa scelta timbrica e di orchestrazione, il Maestro Micalizzi riesce – grazie anche alle capacità di arrangiatore e direttore d’orchestra di Alessandro Blocksteiner (1930-1985) che ha diretto in studio tre delle colonne sonore di Micalizzi di cui stiamo parlando, con lo pseudonimo di Alexander Blonksteiner – a creare un gioco di rimandi tra le pellicole, assecondando il desiderio dei registi (e soprattutto dei produttori) di accattivare gli spettatori con un’esperienza cinematografica a tutto tondo, aumentando al massimo l’effetto di “exploitation” che questi c.d. film di genere già possedevano.

Venendo alla colonna sonora, si potrebbe dire che l’idea portante della musica è già racchiusa nei 3 minuti di “The criminal gang”, il brano che apre il disco: sul tiro deciso della sezione ritmica, un tema epico e aggressivo in stile big band suonato da una squillante brass section. Il pianoforte suona sul registro basso all’unisono coi fiati, mentre il sintetizzatore e le percussioni aumentano la tensione.

 

È il brano usato sui titoli di testa – con un montaggio che mostra l’auto dei rapinatori, uno scuola-bus che sta per essere sequestrato e il commissario Betti, biondo e baffuto protagonista – ma costituisce anche l’ossatura del film, con diverse riprese con variazioni di partitura o organico (orchestra d’archi, chitarra solista, flauto traverso e altri synth, con cambi di struttura o arrangiamento) come in “The false hostage”, “Hunting the gang “, “Hard falling”, “Damned bricks”, “A nosy guy”, “A tree could hurt” , “Temptation and

sledge”, con effetti di tensione e suspence, “The cruel kidnapper”, “A snare for Betti” ed infine nella suite “The no-peace pursuit” che espone il tema aumentando i bpm e raddoppiando la struttura, anche con alcuni tagli di montaggio; si tratta del brano ripreso da Quentin Tarantino in “Grindhouse – Death Proof” (2007), ma anche nel film originale sottolinea scene di inseguimento in auto o a piedi.

Ci sono poi alcuni brani di commento: “The child and the sister” (brano struggente per pianoforte, basso e orchestra d’archi), “An angel, a devil” (brano sospeso, per orchestra d’archi e chitarra solista, che poi riprende il tema principale) e la splendida “Black and white ending” (una dolce ballata per orchestra d’archi e synth, la cui ricca orchestrazione sostiene un climax ascendente nella scena finale della passeggiata del Commissario verso Luisa, prima della raffica di mitra che lo assassinerà).

Altri brani, infine, sonorizzano scene d’azione e di violenza – come “Death in the cave”, dal beat sincopato, per archi tensivi e flauto e “A dirty trick”, una samba con hi-hat in evidenza, chitarra, basso e synth – o di divertimento – come “Shall we dance” e “Too much nosy” (brani disco-music easy listening con synth, flauti, piano, ritmi shuffle e chitarra wah wah).

Chiude idealmente il cerchio la canzone “Man before your time”, scritta da Micalizzi insieme a Celso Valli e Umberto Lenzi, eseguita da I Bulldog, originariamente composta per “Napoli violenta”, ma inserita anche qui perché la si ascolta nel film come source music (il boss, interpretato da John Saxon, la ascolta a bordo piscina in un momento di relax).

Ai tempi dell’uscita del film non venne stampato alcun disco della colonna sonora, ma nel 1996 l’etichetta tedesca Lucertola Media pubblicò degli estratti in un CD che ricompilava le musiche di alcuni classici del Poliziottesco (Lucertola Media – LMCD 007 – GER 1996), mentre nel 2007 la Beat Records Company ha pubblicato per la prima volta un’edizione completa in CD (Beat Records –CDCR 75 – ITA 2007).

Questa prima ristampa in vinile viene a colmare, dunque, un desiderio inappagato di tantissimi collezionisti ed appassionati di colonne sonore sparsi per il mondo, anche grazie ad una precisa ricostruzione della grafica del film originale.

 

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana, cagliaritano, classe 1973, laureato in Giurisprudenza. Musicista, autore e compositore con SIKI (ex SIKITIKIS), DANCEFLOOR STOMPERS e altri progetti legati alla musica da colonna sonora e alle sonorizzazioni live (SKTKS - Braindept.). Ideatore e conduttore del format web-radio CinematiCA - Suoni da e per il Cinema; collabora con il portale Colonne Sonore e con i Festival Creuza de Mà - Musica per Cinema, Cinema delle Terre del Mare (Cineteca Sarda Umanitaria, Alghero), Marina Cafe Noir (Cagliari), Skepto Short Film Festival (Cagliari), Babel Film Festival (Cagliari),etc. Ha scritto per L’Unione Sarda e per diverse pubblicazioni di saggistica cinematografica e musicale, oltre che le note di copertina di alcune recenti ristampe di colonnes onore. Music Selecter poliedrico, ha prestato la propria partecipazione all’interno di diversi festival musicali e culturali e delle principali manifestazioni del settore, attraverso concerti, DJset, interventi critici, articoli giornalistici, reading e gestione/conduzione di eventi.

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