Folk & Violence – Franco Micalizzi e “Napoli Violenta”

FOLK & VIOLENCE – La musica di Franco Micalizzi per “Napoli violenta” di Umberto Lenzi

 

 

Per il secondo episodio della c.d. Trilogia del Commissario Betti, dopo “Roma violenta” (1975) diretto da Franco Martinelli, il Maestro Umberto Lenzi ricorre ancora una volta al talento e all’estro creativo di Franco Micalizzi, che per Lenzi aveva già musicato “Il giustiziere sfida la città” (1975) e “Roma a mano armata” (in uscita lo stesso anno); se consideriamo che Micalizzi, nel 1976, stava lavorando, contemporaneamente, anche alla musica di “Italia a mano armata”, ancora di Franco Martinelli, è facile intuire come, in soli quattro o cinque film cult, sia riuscito a creare il suono del c.d. poliziottesco, quella miscela esplosiva di funk, jazz da big band e melodia italiana che lo ha reso ormai, finalmente, popolare in tutto il mondo.

 

Franco Micalizzi (Roma 21.12.1939) entra presto nel mondo delle colonne sonore grazie a Robert Poitevin, col quale suonò le tastiere nei Robby’s, per poi cominciare a scrivere per il cinema. Tra il 1967 ed il 1974 scrive splendida musica per film di ogni genere, spaziando dalle commedie ai drammi, dai western ai melò, dall’horror all’erotico, fino agli sceneggiati televisivi, riscuotendo anche un certo successo con alcuni best sellers come “Lo chiamavano Trinità” (1970) o “L’ultima neve di primavera” (1973).

Lavora parallelamente anche come arrangiatore e direttore d’orchestra per la RCA italiana (che è anche suo editore), incidendo diversi dischi di musica leggera. Dal 1975 si dedica massicciamente alle colonne sonore di genere poliziottesco, siglando le musiche dei principali film, in un sodalizio eccezionale con Lenzi in particolare.

 

Dunque, nel 1976, Micalizzi è impegnato a comporre le musiche per ben tre film: “Roma a mano armata” e “Napoli violenta” di Umberto Lenzi e “Italia a mano armata” di Franco Martinelli (alias Marino Girolami). I tre film hanno tra loro un link: diretto nel caso di “Napoli violenta” e “Italia a mano armata” (il Commissario Betti, protagonista senza nome proprio), semantico nel caso di “Roma a mano armata” e “Italia a mano armata”, due film esponenti eccellenti del genere poliziottesco che riuscirono a creare un vero e proprio claim grazie ai titoli, ai poster e i trailer. Quei film incassavano il doppio di quanto costavano e portavano la gente al cinema, in anni “di piombo” nei quali la tv non offriva certo l’abbondanza attuale di contenuti cinematografici. Si creò un filone con relativa exploitation e, come sempre in questi casi, si distinsero i Maestri dai mestieranti, in produzioni più o meno ricche e film più o meno riusciti, mantenendo sempre alto il livello solo per quanto riguarda le relative colonne sonore, affidate a eccellenti compositori (da Stelvio Cipriani ai fratelli De Angelis, da Armando Trovajoli a Francesco De Masi, fino ai Goblin, tra gli altri).

 

E a contraddistinguere ulteriormente i film in questione era proprio il loro apparato musicale, quei temi che rimanevano in testa alla gente all’uscita del cinema.

Franco Micalizzi riuscì nell’intento di legare tra loro questi film, ricorrendo a una scrittura piuttosto caratterizzante a livello melodico, ma contemporaneamente molto sostenuta ritmicamente.

 

La particolarità dell’orchestrazione stava nell’esecuzione di temi all’unisono o in contrappunto affidata ad una sezione di ottoni roboante e a sintetizzatori monofonici e Clavinet, che ne accentuavano la componente moderna, black e funky. Anche le percussioni e il flauto solista avevano grande spazio, caratterizzando fortemente il suono generale dell’ensemble.

 

Un mondo sonoro affascinante ed esplosivo, che faceva tesoro della lezione di Isaac Hayes, Quincy Jones, Elmer Bernstein, Henry Mancini, Don Ellis & Co., degli influssi e del gusto per l’orchestrazione jazz da big band provenienti da oltreoceano, caratterizzandosi però come tutto Italiano (anche considerato che i musicisti session men per le colonne sonore erano tutti jazzisti di livello che lavoravano nell’Orchestra della RAI e incidevano dischi).

 

Ma veniamo alla colonna sonora in questione: “Napoli violenta” rappresentò un’occasione stimolante per Micalizzi che, rispetto alle musiche funky e molto urbane che stava scrivendo per “Roma a mano armata” e “Italia a mano armata”, scelse di enfatizzare il registro “popolare” e tradizionale suggeritogli dalla location del film, con una partitura fuori dagli schemi.

 

Dopo aver scritto e orchestrato le musiche per tutti e tre i film che stiamo citando, Micalizzi ebbe modo di andare in studio a dirigere solo le incisioni di “Roma a mano armata”, mentre fu il fido Alexander Blonksteiner (alias Alessandro Blocksteiner) a dirigere i musicisti in studio sia per “Napoli violenta” che per “Italia a mano armata”.

[Non abbiamo notizie, purtroppo, né sullo studio d’incisione, né sui musicisti coinvolti nelle session – NDR]

 

Il modus operandi scelto per l’occasione è quello ormai rodato in quasi tutte le colonne sonore italiane: uno o due temi fortemente caratterizzanti, con diverse variazioni di atmosfera, suoni e strumentazione, e una canzone (di solito per i titoli di testa o di coda).

E così è, appunto, anche in questa occasione: “Folk & violence” e “Crime outcome” sono i due temi principali e “Man before your time” dei Bulldog la canzone che chiude il film.

Doveva esserci un’intesa perfetta tra il regista Umberto Lenzi, il montatore Vincenzo Tomassi e il compositore Franco Micalizzi, dato che il risultato finale vede un uso abbondante della musica nel film, ma sempre in maniera molto ritmica e in funzione di commento, contribuendo così alla narrazione e all’impatto della storia raccontata sul grande schermo.

 

La sequenza iniziale è inequivocabile: dopo trenta secondi di rumori di traffico irrompe il tema di “Folk & violence”.

 

La ricetta è saporita: prendi una tarantella napoletana e sposala ad una sezione fiati squillante dal gusto jazz, una schiera di mandolini che pizzicano una melodia popolare e inquietante allo stesso tempo, un Clavinet ultra-sincopato e una sezione ritmica possente. Mai titolo poteva essere più azzeccato: c’è il folk e c’è la violenza, e tutto quel substrato urbano e criminale che il compositore sceglie di richiamare attraverso le note in partitura e che i musicisti in studio interpretano perfettamente.

 

Il tema torna più volte, in diverse variazioni e mood, nel corso di tutto il film, a sottolineare in particolare scene di azione, rapina ed inseguimento. [Per una disamina accurata dell’applicazione della musica alle scene del film si veda: Alessandro Tordini – “Così nuda, così violenta” – Arcana Editrice – NDR]

 

Ne ascoltiamo una versione di pura tarantella (solo mandolini), così come diversi arrangiamenti in cui il tema principale viene eseguito dai synth. dai fiati, o ancora dai mandolini, oppure anticipato da cupe e sospese linee di organo e basso elettrico, con percussioni e flauto a enfatizzare la suspence poliziesca e la successiva esplosione di azione sullo schermo.

 

In altri momenti è un’attitudine estremamente free a farla da padrona, con percussioni quasi beatnick e hi-hat chiuso, flauti e sassofoni “imbizzarriti” che insistono su registri alti sopra un tappeto d’archi tesi, a sottolineare atmosfere angosciose, momenti di attesa o immancabili scazzottate.

 

Il secondo tema musicale portante del film è “Crime outcome” che rappresenta il suono della tristezza, della pietà e dell’amore. Una melodia intensa suonata dall’Harpsichord o da altri strumenti volta per volta, in diversi arrangiamenti che ne enfatizzano l’efficacia, si sposa ad una vena quasi rock, con chitarre elettriche, sezione ritmica che spinge e i synth che ricamano il tema in contrappunto. Anche l’arrangiamento per sola sezione degli archi è da pelle d’oca.

 

Il ritmo del film si gioca anche sull’alternanza tra i due registri musicali, quello eccessivo, squillante e urbano di “Folk & violence” e quello intenso ma triste di “Crime outcome”: i diversi arrangiamenti ed il lavoro di taglia e cuci sulla colonna sonora nella banda audio del film (operato in sala Moviola e al montaggio) restituiscono in maniera eccezionale la resa auditiva di un film che già regala “leccornie” visive, recitazione sopra le righe, personaggi indimenticabili e memorabili scene d’azione, interpretate da un Maurizio Merli ormai entrato totalmente nel personaggio, che rifiutava gli stuntmen e girava armato sul set (!).

“Napoli violenta” si chiude sull’immagine di Gennarino, un piccolo scugnizzo che finisce zoppo e senza padre, ma ha ancora la forza di sorridere al Commissario Betti. Su queste immagini ascoltiamo la canzone dedicata al bambino,“Man before your time”, scritta da Franco Micalizzi, Umberto Lenzi (che collaborò al testo) e Celso Valli, allora leader della band Bulldog, che incise il brano su 45 giri come lato B del singolo “Jennyfer”.

 

I Bulldog erano formati da Celso Valli, Mauro Falzoni, Roberto Fusar Poli e Alan Taylor; incisero tre album e una manciata di singoli, facendo spesso da backing band per incisioni di musica leggera e colonne sonore (oltre quella in esame, li ricordiamo nella canzone “Black Emmanuelle” scritta da Nico Fidenco per l’omonima colonna sonora del 1975).

 

All’uscita del film, nel 1976, non fu pubblicata alcuna colonna sonora, ma esclusivamente il 45 giri dei Bulldog “Jennyfer/Man before your time” (Blue Jean Records BJ606 45RPM ITALIA 1976 – Edizioni Sparks, distribuito da Messaggerie musicali).

Nel 1996 l’etichetta tedesca Lucertola Media ha compilato su cd le musiche dei film della Trilogia del Commissario Betti, compresi sette estratti da “Napoli violenta”.

 

Nel 2007 la Beat records ha reso disponibile l’intera session di registrazioni per la colonna sonora: 30 tracce per più di 50 minuti di musica e le canzoni dei Bulldog e Raul (noto cantante ed interprete di canzoni per colonne sonore Spaghetti Western, alle prese in questo caso con un arrangiamento rhythm’n’blues di un classico della canzone napoletana – “Tira a’ rezza oj piscatore” di Giuseppe de Stefano – che in realtà nemmeno si ascolta nel film).

 

In conclusione: una colonna sonora importante, rappresentativa di un intero filone cinematografico, che si inserisce perfettamente nel percorso musicale e narrativo di un compositore che oggi è in piena attività con diversi progetti discografici e musicali con i suoi figli, circondato da musicisti che stima, mentre tra una prova d’orchestra e l’altra risponde al telefono a Quentin Tarantino che gli chiede se può usare un suo brano per un film. E il cerchio si chiude. (Gianmarco Diana)

 

 

MAN BEFORE YOUR TIME (Micalizzi/Lenzi/Valli)

 

a friend is not a friend
why do you feel alone
with a life to spend
your heart’s in Napoli
love to see the sunshine
you’re just the Naples kid
a man before your time

a game is not a game
it feels like yesterday
when you tried to play
you’re working harder now
more than you will know, boy
they took you out of school
and put you on the road

you have to earn your money, sonny
wash my car, you look so funny
feel the heat upon your body now
do you hear me?
shine my shoes, you look so dirty
only ten but feels like thirty
think you’ll be a man before your time?
man before your time

your heart’s in Napoli
love to see the sunshine
you’re just the Naples kid
a man before your time

you have to earn your money, sonny
wash my car, you look so funny
feel the heat upon your body now
do you hear me?

shine my shoes, you look so dirty
only ten but feels like thirty
think you’ll be a man before your time?

you have to earn your money, sonny
wash my car, you look so funny
shine my shoes, you look so dirty
only ten but feels like thirty

***

 

DISCOGRAFIA:

 

LUCERTOLA MEDIA LMCD 007 (Germania – 1.000 Limited Collector’s Edition)

Roma Violenta / Napoli Violenta / Napoli spara! / Italia a Mano Armata

 

Tracklist:

 

Roma Violenta (1975) – composed by Guido and Maurizio De Angelis

1. Violent Rome (1st Version) (3:01)
2. Violent Rome (2nd Version) (2:37)
3. The Other Face (2:33)
4. Violent Rome (3rd Version) (2:44)
5. New Special Squad (3:45)

Napoli Violenta (1976) – composed by Franco Micalizzi

6. Folk And Violence (2:23)
7. Special Agents (2:42)
8. During The Story (1:06)
9. Folk Tarantella (1:39)
10. After A Robbery (2:49)
11. Tira a rezza oj piscatore! (vocals by RAUL) (3:23)
12. Kidnapping (1:45)

Napoli Spara! (1977) – composed by Francesco De Masi

13. Organised Crime (2:10)
14. Violent Life (1:36)
15. Criminality Works (1:17)
16. Gennarino (1:18)
17. Innocent (1:10)
18. Naples Folk (2:01)
19. Naples Folk (1:37)
20. Weapons Of Death (2:19)

Italia A Mano Armata (1976) – composed by Franco Micalizzi

 

21. Special Cop (3:03)
22. Children Hostages (1:18)
23. Drug Addict (2:47)
24. New Investigation (1:53)
25. Bank Robbery (1:23)

 

BEAT RECORDS CD CR 79 (Italia – World Premiere Soundtrack)

Napoli Violenta

 

Composed by Franco Micalizzi, conducted by Alexander Blonkesteiner

 

Tracklist:

 

1. Folk And Violence (2:24)
2. Welcome To Napoli (0:50)
3. Tira ‘A Rezza Oj Piscatore (vocals by RAUL) (3:22)
4. Crime Outcome (0:30)
5. The Violent Face (1:33)
6. A Man Before Your Time (Vocal) (Performed by Bulldog)(3:53)
7. Gennarino’s Joke (0:51)
8. I Wan’t Say It (0:46)
9. Naples’ Alley (1:40)
10. The Garage Of The Giant (1:32)
11. Trap And Death (1:45)
12. Fire In The Garage (2:48)
13. The Giant Is Dead (1:06)
14. Bloody Robbery (1:26)
15. Rush For A Sign (2:42)
16. Betti’s Investigation (0:49)
17. The Chase Over The Roofs (1:42)
18. Useless Waiting (0:45)
19. Criminals At Work (1:15)
20. Ten Minutes To One (2:35)
21. Get Down The Train (1:43)
22. Targeting A Killer (1:30)
23. Bitter Success (0:34)
24. The Price For A Fight (1:07)
25. Looking For Capuano (1:13)
26. A Man Before Your Time (Instr.) (3:38)
27. Thus Ended The General (1:09)
28. The Price Is Too High (1:09)
29. Get Back To Fight (1:05)
30. A Man Before Your Time (Vocal) (Performed by Bulldog) (3:53)

 

 

 

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana

Gianmarco Diana, cagliaritano, classe 1973, laureato in Giurisprudenza. Musicista, autore e compositore con SIKI (ex SIKITIKIS), DANCEFLOOR STOMPERS e altri progetti legati alla musica da colonna sonora e alle sonorizzazioni live (SKTKS - Braindept.). Ideatore e conduttore del format web-radio CinematiCA - Suoni da e per il Cinema; collabora con il portale Colonne Sonore e con i Festival Creuza de Mà - Musica per Cinema, Cinema delle Terre del Mare (Cineteca Sarda Umanitaria, Alghero), Marina Cafe Noir (Cagliari), Skepto Short Film Festival (Cagliari), Babel Film Festival (Cagliari),etc. Ha scritto per L’Unione Sarda e per diverse pubblicazioni di saggistica cinematografica e musicale, oltre che le note di copertina di alcune recenti ristampe di colonnes onore. Music Selecter poliedrico, ha prestato la propria partecipazione all’interno di diversi festival musicali e culturali e delle principali manifestazioni del settore, attraverso concerti, DJset, interventi critici, articoli giornalistici, reading e gestione/conduzione di eventi.

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