Ndikumana e Forero vincono l’VIII Memorial Elisa Migliore, storico cross ad Alà dei Sardi

Correre immersi nella natura va oltre il semplice agonismo o il semplice esercizio fisico. È come praticare una filosofia che non smette mai di regalare spunti di riflessione ed emozioni. Emozioni che non sono mancate stamattina ad Alà dei Sardi durante l’ottava edizione del ‘’Memorial Elisa Migliore’’, storica manifestazione di cross organizzata dalla società Alasport del presidente Antonello Cocco che ha visto la partecipazione di 450 partecipanti e la presenza di un pubblico numeroso e appassionato. Il tutto suggellato dai trionfi di due atleti di caratura quali Celestin Ndikumana, tra gli Assoluti, e Maria Forero tra le Assolute. Una manifestazione iconica quella ideata dal professor Antonello Baltolu e che nel corso degli anni ha visto confrontarsi i migliori esponenti di tutti i tempi del mezzofondo e fondo mondiale. Atleti di caratura elevatissima che in questa domenica di fine febbraio hanno dato spettacolo, mostrando una volta di più che l’atletica leggera sa toccare le corde dell’anima persino di chi non è solito farla quotidianamente.

Forero e Del Buono: un duello avvincente

Le gare più attese sono quelle Assolute, le persone ai lati del campo gara ricavato nella suggestiva località ‘’Sas Seddas’’, ricca di querce da sughero e piante di roverella, attendono con trepidazione il passaggio delle atlete che, alle 12.55 in punto, prendono il via. La vicecampionessa europea di cross Nadia Battocletti, a causa di un risentimento muscolare, non prende parte alla gara ma non fa mancare il suo supporto alle atlete impegnate in gara. Il clima è buono, il vento spira forte ma non è eccessivo, un sole tiepido scalda gli atleti. Sei i chilometri di gara per le Assolute, che ripetono per sei volte un giro da un chilometro ricavato in un tracciato selettivo e che si fa sentire sulle gambe con il passare dei chilometri. A fare subito il ritmo è Federica Del Buono: la portacolori del gruppo sportivo dei Carabinieri, seguita da uno dei maestri del mezzofondo e fondo italiano ovvero Massimo Magnani, ha personalità e classe da vendere e non teme di certo le andature forti così come l’impostare gare di testa. Va subito al comando, la sua falcata è leggera, sempre efficace, mai scomposta. Per chi è attento ai dettagli, vederla correre è un piacere e si nota subito che, nonostante la difficoltà del percorso ricco di saliscendi, la sua tecnica di corsa non è inficiata minimamente da questi fattori. Per i primi tre chilometri la Del Buono è in testa, poi su di lei rinviene la giovanissima spagnola Maria Forero, completino viola tenue con i bordi gialli, che si avvantaggia di qualche metro quando mancano due giri alla fine. La Forero ha un leggero vantaggio, la Del Buono cerca di accorciare il distacco e non demorde, la voglia di vincere è tanta. La Forero spinge forte nei tratti in salita, controlla la sua azione di corsa in discesa, con la coda dell’occhio osserva la Del Buono e vede che il margine a disposizione è rassicurante. Il rettilineo finale è per lei una vera e propria entrata trionfale, sorridente saluta il pubblico che la acclama, manda un bacio ai presenti e conclude la sua fatica vittoriosa con il tempo di 20’20’’, alle sue spalle termina soddisfatta la Del Buono in 20’31’’. Tra le due non manca un abbraccio e i doverosi complimenti reciproci. A completare il podio ci pensa, sempre per i Carabinieri, un’ottima Giovanna Selva che termina con il crono di 20’35’’ frutto di una prova attenta e in progressione. La prima tra le atlete sarde è, per la Ichnos Sassari, Camilla Chessa decima in25’21’’, undicesima Ginevra Mei (Academy Olbia) in 25’34’’, dodicesima  Gioia Pianti (Amatori Olbia) in 26’20’’.

Il trionfo di Ndikumana

Il gran finale, come di consuetudine, è firmato dagli Assoluti con la prova dei dieci chilometri. Un grande classico, nonché una delle gare più impegnative sia dal punto di vista mentale che organico della corsa campestre. Dieci i giri in programma, partenza puntuale alle 13.25: l’avvio è subito deciso, gli atleti non hanno alcuna intenzione di stare a guardarsi, il vento si alza leggermente ma i protagonisti non risentono di ciò. A fare subito il ritmo è il favorito Celestin Ndikumana dell’Atletica  Futura Roma, insieme allo spagnolo Eduardo Menacho, il portacolori dell’Esercito Nekagenet Crippa invece resta maggiormente coperto. Da segnalare, un ottimo Francesco Mei (Academy Olbia), talentuoso mezzofondista  seguito dal padre Gianni che nei primi due chilometri corre al fianco dei più forti. Subito pimpanti anche i due fratelli Nadir e Alain Cavagna rispettivamente delle Fiamme Azzurre e dell’Atletica Valle Brembana. Il gruppo è compatto sino al quarto giro, momento in cui Crippa risale con decisione collocandosi al terzo posto. La fatica comincia a farsi sentire, alcuni atleti si staccano e vanno con il proprio ritmo, davanti si forma un quintetto, tirato da Ndikumana e da Menacho, a metà gara arriva però lo strattone di Crippa che porta Alain Cavagna a staccarsi. Crippa sta bene, il cross è uno dei suoi terreni privilegiati e il suo passato da specialista della corsa in montagna si rivela prezioso nelle salite dove forza ulteriormente l’andatura, portando via con sé Ndikumana, con Menacho che accusa il colpo. Da quell’istante si intuisce che la sfida sarà tra l’azzurro e il burundiano: dopo 23 minuti di gara Ndikumana prende un leggero margine su Crippa che paga lo sforzo e cerca nonostante tutto di resistere. All’ottavo chilometro, per quel che riguarda gli atleti alle loro spalle, Nadir Cavagna rinviene sul fratello Alain che accusa la fatica dopo una prima fase brillante. Bene anche l’alfiere dell’Aeronautica  Alessandro Giacobazzi che si mantiene stabile in settima posizione. Ndikumana ha una grande agilità di corsa che fa la differenza, Crippa non cede ma ha una corsa più pesante, Menacho cerca di acciuffare Crippa per cogliere la seconda piazza ma senza riuscire nel suo intento. Alla fine, ad avere la meglio è proprio Ndikumana che con una dimostrazione di forza netta gli ultimi 2000 metri si impone con il tempo di 30’22’’, alle sue spalle Crippa in 30’30’’, Menacho è terzo in 30’33’’. Molto bene, ai piedi del podio, il portacolori dell’Atletica Valle Brembana Samuel Mediolago in 30’39’’, quinta e sesta posizione per Nadir e Alain Cavagna in 30’48’’ e in 30’55’’. Il primo dei sardi è un coriaceo Francesco Mei che termina in 33’03’’, dimostrando efficienza e una grande caparbietà, qualità che lo hanno sempre contraddistinto permettendogli di ben figurare anche al cospetto dei più competitivi atleti a livello nazionale e internazionale. Il suo compagno di squadra Marco Volpe è tredicesimo in 39’29’’.

Brilla Tidu tra i Cadetti

Per quel che riguarda le categorie giovanili, in cui tra gli Allievi e gli Juniores si è gareggiato per rappresentative regionali e in cui c’è stata la partecipazione delle rappresentative della Liguria e del Veneto oltre a quella sarda, ottimi segnali arrivano dal Cadetto Gabriele Tidu: l’alfiere dell’Isolarun vince con autorevolezza la prova dei 2000 metri con l’ottimo tempo di 6’42’’, dimostrando una buonissima condizione, precedendo il padrone di casa Mario Contu (Alasport) secondo in 6’58’’ e Michele Salis (Atletica Dolianova) terzo in 7’08’’. Tra le Cadette, sui 1000 metri, dominio alaese con la vittoria di Melissa Scanu in 3’46’’ davanti a Valentina Elisa Baboi in 3’48’’, a completare il podio ci pensa Giaele Mantega (Cagliari Marathon Club) in 3’49’’. Sui 4000 metri riservati agli Allievi ad avere la meglio è Riccardo Andreatta (Atl. Rotaliana) in 12’55’’, il primo dei sardi è Fabio Foddis (Atl. Valeria) in ottava posizione con 14’03’’, nono Matteo Mura (I.G.D.P.) in 14’09’’, undicesimo Paskale Elia Pala (Atletica Edoardo Sanna Elmas) in 14’31”, dodicesimo Pietro Cilliano (Atletica Olbia) in 15’16”, tredicesimo Simone Zichi (Atl. Orani) in 16’33’’, quattordicesimo Francesco Aunitu (Academy Olbia) in 18’13’’. Tra le Allieve, sui 3000 metri, a vincere è Maddalena Vedova (Aristide Coin Venezia Veneto) in 11’10’’, molto bene Maria Mei (Academy Olbia) quarta in 11’40’’, settima e ottava, per il Cagliari Marathon Club, Alice Pitzalis e Martina Niedda in 12’25’’ e 12’27’’. Sui 6000 metri Juniores a imporsi è Nicolas De Lorenzi (Vittorio Atletica Veneto) in 19’20’’, il primo dei sardi è Adalberto Canu (Cus Cagliari) settimo in 21’23’’, nono Michele Loi (Triathlon Team Sassari) in 22’21’’, decimo Igino Gabriele Panzino (Ichnos Sassari) in 23’13’’, undicesimo Lorenzo Zurru (Atl. Podistica San Gavino) in 23’34’’. Tra le Juniores, sui  5000 metri, a vincere è Nausica Magnani Barberini (Francesco Francia) 18’47’’, la prima tra le atlete sarde è all’ottavo posto Giorgia Pieraccini (Triathlon Team Sassari) in 22’46’’, al nono posto Benedetta Cao (Cus Cagliari) in 23’08’’, in decima posizione per la Podistica Sassari Vittoria Vargiu in 23’27’’.

Soddisfazione

La gioia per una giornata di sport avvincente e stimolante è tanta e dalle parole dell’organizzatore Antonello Cocco traspare il desiderio di impegnarsi ancora di più in vista del prossimo anno. «Organizzare una manifestazione come questa è sicuramente molto stancante ma rappresenta una soddisfazione enorme. Il livello tecnico era alto, le gare sono state combattute e per nulla scontate, gli atleti hanno dato il meglio di sé e le varie prove sono state incerte sino alla fine, entusiasmando il pubblico. Sono molto contento di aver visto lottare con tanta grinta il giovane Francesco Mei, mezzofondista olbiese che sta crescendo bene e che può regalarci belle soddisfazioni in futuro». E se si parla di futuro, come rimarcato da Andrea Cabboi responsabile tecnico del settore mezzofondo del comitato regionale, è fondamentale ricercare il confronto con gli atleti più competitivi provenienti da tutta la Penisola. «C’è tanto da lavorare», puntualizza. «Abbiamo avuto buoni segnali da Gabriele Tidu tra i Cadetti che potrà fare bene ai Tricolori di Cassino il 10 marzo, così come Maria Mei che tra le Allieve è andata molto bene. Tra gli Juniores non potevamo pretendere di più, la gara di oggi servirà ai nostri ragazzi per fare esperienza. Tra gli Assoluti il livello era veramente alto, tra gli uomini hanno corso all’inizio a un ritmo di 2’55’’ a chilometro che su un tracciato del genere è davvero notevole. Tra le donne c’è stata una bellissima sfida tra Maria Forero e Federica Del Buono che ha rischiato apagando un po’ nel finale ma dimostrando tantissima determinazione e netti miglioramenti sotto il profilo aerobico. Tornando ai nostri atleti, devono fare tesoro di una manifestazione come quella di Alà dei Sardi: anche solo vedere un cross di questo tipo apre la mente e fa capire in che direzione sta andando l’atletica mondiale».

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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