Victor Hugo – Notre-Dame de Paris

Parigi, fine del Millequattrocento. La Cattedrale che sovrasta la città, Notre-Dame, è in fase di ultimazione. Ospita un curioso inquilino. Il suo nome è Quasimodo, un gobbo che suona le campane e che viene eletto “Re dei Folli” durante l’omonima festa.

 

Quasimodo, Esmeralda, Frollo, Phoebus: intrecci d’amore e non

Il nostro Quasimodo si innamora – e come dargli torto? – della splendida zingara Esmeralda, giunta a Parigi al seguito di una comitiva. Peccato che lei si innamori perdutamente dell’aitante capitano delle guardie (bello fuori e vuoto dentro) Phoebus. In tutto questo delirio, il gran burattinaio oscuro ha nome Frollo.

 

Perché leggerlo

Scritto tra il 1830 e il 1831 (pubblicato in quest’ultima data) da Victor Hugo, “Notre-Dame de Paris” è una stoia davvero unica. Ambientata 4 secoli prima di esser stata scritta, frutto di lunghe ricerche, è un intreccio perfetto tra amore e rabbia, tra bassi istinti provati da bellissimi uomini e puri sentimenti facenti capo a chi non ha un fisico aitante. Il finale, poi, è da spezzare il cuore. 

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A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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