Stephen King – Shining

Immagina un hotel sulle montagne del Colorado che resta isolato dal principio dell’autunno sino alla primavera. Un hotel che ha una storia sinistra.

Un bambino percorre i corridoi deserti dell’hotel sino a “vedere” due bambine gemelle. Inquietante, soprattutto perché l’hotel è deserto –come scritto prima- e perché il bambino ha un dono particolare: vede qualcosa, vede lo “Shining”, il luccichio.

Uno dei bestseller più inquietanti scritti da colui che è considerato universalmente “il Maestro dell’Horror”, Stephen King.

Preparate le valigie e preparatevi a conoscere Jack Torrance, Wendy,  Danny e l’Overlook Hotel.

Per parafrasare una canzone cult degli 883, preparatevi a “La Donna, il Sogno & il Grande Incubo”.

UN POSTO TRANQUILLO, UN’ULTIMA CHANCE

Jack Torrance è un marito e padre di famiglia. Un ex professore che ha avuto qualche problema con le relazioni interpersonali e che non sa propriamente gestire la propria rabbia. Messo all’angolo, riesce a trovare – grazie ad un amico – un impiego come custode invernale all’Overlook Hotel, una bellissima struttura ricettiva inerpicata sulle montagne del Colorado. L’Hotel resta chiuso ed isolato per tutto l’inverno, a causa della sua posizione. Altro punto cruciale: l’Overlook non gode di ottima fama; anzi. Infatti, l’Hotel è stato scenario di diversi, inquietanti episodi, culminati con l’inutilizzo della camera 237.

Ma a Jack questo non importa. L’importante è stare in pace e tranquillità con la moglie Wendy ed il piccolo, speciale Danny, capace di vedere lo “Shining”, il luccichio.

Riusciranno i tre ad affrontare un inverno in totale isolamento,  seppur in pericolosa ed ignota compagnia?

 

PERCHÉ LEGGERLO

Leggere “Shining” ti porta, anzi, trascina, all’interno dell’Universo di Stephen King, dove il Naturale ed il soprannaturale si mischiano, dove il confine –già labile – tra il bene ed il male è molto, troppo sottile, dove nulla è quello che ti aspetti. Scritto nel 1977, bestseller, ha ispirato l’omonimo film –odiato dall’autore – diretto da Stanley Kubrick ed interpretato da un magistrale Jack Nicholson.

 

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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