Prince Harry – Spare

 

È uscito da pochi giorni ma sono oltre 40 mila le copie vendute. Si tratta di Spare, il minore, il primo libro autobiografico scritto dal Principe Harry. Un libro che racconta le realtà della Casa Reale, il dietro le quinte di Buckingham Palace. Il figlio minore di Re Carlo non ha risparmiato nessuno: nelle 500 pagine di libro ne ha proprio per tutti, ad eccezione della madre e della tanto cara amata nonna, la Regina Elisabetta, venuta a mancare lo scorso settembre dopo 70 anni di regno, considerata la sovrana più longeva di tutti i tempi. Un libro scorrevole, ideale per chi fosse appassionato di scoop e di retroscena della famiglia reale della Gran Bretagna. Finalmente Harry, dopo aver deciso di prendere le distanze dal palazzo ha deciso di raccontare la sua verità: dal lutto per la perdita della madre, al rapporto conflittuale con la stampa che da sempre li ha colpevolizzati per l’incidente stradale avvenuto a Parigi nel 1997. Forse, proprio per questo motivo, ha fatto fatica ad accettare una vita sotto i riflettori.

Il libro, il primo scritto da un Principe, racconta degli aneddoti particolari: dalla sua adolescenza, alla sua vita in esercito, al matrimonio con la moglie Meghan, sino alla rottura con la famiglia reale e le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare Londra. Il titolo Spare, tradotto in italiano significa la riserva, il minore. Il Principe Harry, spiega nelle prime pagine che sin dal momento che è venuto al mondo, era considerato come tale, una sorta di piano B nel caso in cui il fratello maggiore, William, non potesse adempiere al suo ruolo di futuro erede al trono. Una riserva che gli hanno già inculcato da piccolino. Il duca di Sussex racconta persino i suoi disturbi post-traumatici e i suoi attacchi di panico. Considerato un libro eccezionale, uno dei più venduti di sempre, con implacabile onestà il Principe Harry ha deciso di raccontarsi a cuore aperto rivelando persino delle riflessioni intime…

Nonostante i direttori fossero uomini – Mr. Gerald e Mr. Marston, due leggende -, Ludgrove era in gran parte gestita da donne. Noi le chiamavamo le matrone. I gesti quotidiani di tenerezza venivano da loro: ci abbracciavano, ci baciavano, medicavano le ferite, asciugavano le lacrime. (O meglio, quelle di tutti tranne le mie. Dopo averlo fatto sulla tomba di mia madre, non ho più pianto.) Si ritenevano le nostre madri surrogate, le mamme lontano da casa, come cinguettavano di continuo, una cosa che ho sempre trovato strana – e che in quel momento in particolare mi disorientava considerando la scomparsa di mamma – anche perché le matrone diventarono all’improvviso…attraenti. Avevo una cotta per Miss Roberts ed ero sicuro che un giorno l’avrei sposata. Ricordo anche due Miss Lynn: Miss Lynn grande e Miss Lynn piccola. Erano sorelle e io ero profondamente innamorato della minore, e immaginavo di sposare anche lei.

 

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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