Patrizia Carrano – La bambina che mangiava i comunisti

 

La Bambina che mangiava i comunisti è l’ultimo romanzo della scrittrice Patrizia Carrano. Un interessante racconto di un’illusione politica attraverso gli occhi dell’infanzia. Una favola incentrata nel 1956 che ha come tema principale il sentimento comunista.

Questo romanzo dal forte messaggio politico allo stesso tempo mette in evidenzia l’Italia della metà degli anni ‘50 e di come negli anni sia cambiata la visione dell’appartenenza a un determinato partito. Il racconto di un discorso politico visto attraverso gli occhi di una bambina. Elisabetta ha solo 9 anni ma grazie alla sua mamma è cresciuta tra lasagne, comunismo e comizi in una Roma enorme e poco a misura di bambina cresciuta senza la figura del padre. Una scelta davvero coraggiosa quella dell’autrice, Patrizia Carrano, che ha deciso di descrivere con gli occhi di una bambina una situazione politica in una Roma degli anni ‘50. Un romanzo che non solo è in grado di lanciare un forte messaggio politico ma anche capace di mostrare i lati umani dei personaggi lungo il racconto. Infatti viene molto ricalcata la figura della madre che con fatica e sacrifici divide la sua vita tra la responsabilità di crescere da sola Elisabetta e la volontà di migliorare un paese.

La scrittrice, Patrizia Carrano, con la sua ultima fatica, torna alla ribalta in tutte le librerie d’Italia. Autrice di numerosi successi, non è la prima volta che si cimenta in una narrazione dove i personaggi femminili sono figure chiave dei suoi racconti e che hanno contrassegnato il suo lavoro di penna.

Sventola nel piatto la lasagna, rossa come la bandiera comunista disegnata sul manifesto appeso in fondo al salone. Quel vessillo di pomodoro scarlatto, abbondante, affettuoso, ricorda alla bambina tutte le bandiere rosse che ha visto nella sua breve vita, nove anni appena: nelle manifestazioni, nei quadri di un pittore di nome Giulio Turcato, anche in spiaggia dove segnala mare grosso. Le bandiere rosse sono allegre, vivaci, fanno festa sempre e comunque. Sono rosse persino nei film in bianco e nero, come sostiene la sua mamma, raccontandole Tempi moderni di Chaplin. A quella lasagna, servita in una mensa con tovaglie a quadrettoni e porzioni abbondanti, gradite a commensali che non riescono a dimenticare la fame della guerra, la bambina è giunta dopo aver varcato un portone marmoreo i cui altorilievi magniloquenti l’hanno messa in soggezione più ancora della scritta che campeggia sul frontespizio: CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO.

 

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Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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