Miriam Di Noto – Un incontro inaspettato

 

Il libro di Miriam Di Noto, uscito nel marzo di quest’anno, nelle pagine di Un incontro inaspettato vi sono delle riflessioni su “Il Signore degli anelli”, di John Ronald Reuel Tolkien. Per l’autrice si tratta della sua prima fatica letteraria, dopo una carriera trascorsa nel mondo della scuola. Il libro è suddiviso in brevi capitoli che traggono spunto da frasi illuminanti del romanzo. Partendo proprio da alcune frasi del testo, l’autrice propone le sue riflessioni. Si va dal tema della giustizia, alla difficile scelta tra il bene e il male, alla guerra, alla condizione della donna, alla difesa della natura, alla funzione manipolatrice del linguaggio, alle sfide del periodo storico -sociale in cui ci si trova a vivere. Si scopre così la profondità di uno scrittore come Tolkien, che visse in prima persona i drammatici eventi del Novecento che traspose nel suo mondo immaginario. 

Particolarmente interessante e imprevedibile la sua dichiarazione che il tema del romanzo sia morte e immortalità, ovvero l’aspirazione dell’uomo ad acquisire l’immortalità. Ciò che l’autrice tenta di dimostrare è che “Il Signore degli anelli” sia un romanzo che esprime appieno le problematiche del ventesimo e ventunesimo secolo e possa fornire interessanti spunti di discussione al lettore odierno, che non si era mai accostato alla sua lettura, perché scoraggiato dalla definizione di fantasy. Un libro scritto durante l’emergenza pandemica, viene anche trattato il tema dell’approccio dei lettori nei confronti del romanzo, soggetto ad interpretazioni varie e spesso diametralmente opposte. L’autrice riferisce le varie posizioni vedendo come prova della ricchezza polisemica di ogni testo letterario. A suo dire, ogni lettore vive nel contatto, con questo testo in particolare, un’esperienza personale che non è solo culturale, ma soprattutto esistenziale.

L’anno 2020-21 passerà alla storia, o almeno alla mia storia personale, come l’anno in cui non ci fu inverno. La tanto attesa pensione era arrivata e avevamo deciso, mio marito e io, di approfittare della libertà per viaggiare e soprattutto per trascorrere un po’ di tempo alle Canarie. Lì, nella città di Las Palmas, ci attendeva un minuscolo ma luminoso monolocale. In quei luoghi il clima è mite e tutto l’anno, anzi le giornate invernali sono più limpide e luminose di quelle estive, quando i benefici e freschi alisei mitigano la calura ma radunano spesso le nuvole. Purtroppo l’autunno del 2020 ha segnato una nuova e più pesante tappa della pandemia di Covid 19 e, mentre alle Canarie la situazione era sotto controllo, consentendo, pur con le dovute precauzioni e regole, di stare liberamente all’aria aperta e di vivere una vita prudente ma normale, le notizie che giungevano dall’Italia erano preoccupanti… Persone care o semplicemente conoscenti erano state contagiate e tante, troppe, erano venute a mancare.

 

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Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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