Mattia Pangrazi – Una lucciola nel buio

 

Una lucciola nel buio è la prima pubblicazione di Mattia Pangrazi; la sua prima fatica editoriale. Una raccolta di poesie e di aforismi scritti anni prima e che hanno trovato vita solamente due anni fa. Il mood narrativo naviga tra il romanticismo, il realismo e la fragilità, dalla timbrica contemporanea e dal sapore postmoderno. L’autore, riesce a imprimere il suo stile così originale e caratteristico all’intera opera, addentrandosi nei meandri più intricati dell’animo umano, quella stessa identità pervasa da dubbi, ossessioni, timori infiniti e sogni fragili, desideri e chimere alle quali ci aggrappa nei momenti più bui dell’esistenza. Un tripudio di emozioni e sentimenti, anche quelli più cupi che con una scrittura semplice e profonda arrivano in maniera diretta a chi si accinge a leggere la raccolta di Mattia Pangrazi. Rime e versi in un primo momento pensate, vissute e infine messe nere su bianco dentro un libro.

L’autore, Mattia Pangrazi, è un insaziabile romantico, originario di Riccione, dal 2016 ha iniziato a condividere nei suoi profili social le sue opere. I suoi pensieri, non sono altro che frutto delle sue emozioni, mostrando a cuore aperto tutte le sfumature dell’animo umano. All’interno de una lucciola nel buio si può trovare anche la poesia “Il dettaglio accecante”, un’opera che nel 2000 ha vinto il concorso nazionale “La felicità ritrovata” nella sezione poesie a tema libero; tutte le poesie di Pangrazi hanno un denominatore comune: una visione malinconica della vita con le annesse fragilità, alla ricerca della gioia, attraverso il sentimento dell’amore. I temi presenti all’interno della raccolta sono un’ancora di salvataggio nei momenti più difficili dell’esistenza dell’essere umano.

Silenzi, silenzi tutt’intorno e silenzi nel profondo, malgrado furente sia la voglia di urlare. Sullo sfondo minacciose vette, disintegrano speranze e colpiscono i cuori più dolci. Io non posso capire, respirare mi è difficile. La vita rimane, scivolosa tra le dita. Per mano, tra la folla con promesse di eternità sulla bocca ma è troppa la gente, la mano si stacca e così persi, persi per sempre. La vita oltre l’oscurità; la luce che non arriva. C’è chi sanguina, chi combatte i suoi demoni e non sempre vince. L’alba sopraggiunse e li trovò diversi al risveglio. Lo zucchero, ora amaro era in bocca e sui volti, una lucidità che lasciava ben poco all’immaginazione. Quella panchina è cupa, decadente e pare vecchia di secoli. Io cammino e ho il cuore bagnato non più da miele ma da rugiada. Dunque, è stata un’eterna battaglia di luci e ombre; la nostra. Io, il tuo sole. Tu, la mia eclissi; un’eclissi di 365 giorni.

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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