Marta Preto – Un tocco delicato

 

Un tocco delicato è la prima fatica letteraria di Marta Preto, ingegnere gestionale con la passione per la scrittura e che ha deciso di mettere nero su bianco le sue emozioni in questo libro, raccontando la sua rinascita dopo gli attacchi di panico. La neo scrittrice ha deciso di aprire il suo cuore in questo racconto autobiografico. Marta Preto ha scelto, quindi, di descrivere le proprie emozioni vissute dall’infanzia sino ad oggi. Chi ha già avuto modo di leggere il libro, uscito nel maggio dello scorso anno, ha potuto notare una data che si ripresenta più volte lungo tutta la narrazione, quella del 9 luglio 2018: una giornata che ha segnato profondamente l’autrice perché è la data dove sono nati i suoi attacchi di panico. La scrittura è stata di fondamentale importanza perché si è rivelata terapeutica in un primo momento per poi trasformarsi in una vera e propria passione.

Nell’introduzione del suo libro, la scrittrice spiega il significato del titolo. Un tocco delicato perché crede che chiunque si incrocia nella vita bisogna sfiorarla con delicatezza. L’autrice vuole dare una panoramica di quelle che sono le sofferenze maggiori di noi esseri umani ma allo stesso tempo vuole mandare un messaggio di speranza. L’intera narrazione si presenta abbastanza scorrevole e fluida con quel pizzico di dolcezza che l’autrice ha trasmesso a qualsiasi lettore si sia voluto imbattere nella sua prima fatica letteraria. Nel libro autobiografico viene anche descritto il forte rapporto con la propria famiglia di origine, valore assoluto che le ha dato forza e sostegno, trasmettendo speranza e fiducia nella possibilità di superare i problemi dell’animo. L’intera narrazione non è altro che il risultato di un lavoro ricco di sentimento e di gentilezza, arricchendo chi leggerà il libro.

Ogni giornata è sempre più monotona: la pandemia ci ha tolto la bellezza della socialità. Quelle che abbiamo sempre considerato come azioni quotidiane, ad esempio andare al cinema o mangiare una pizza con gli amici, sembrano ormai appartenenti a un’altra vita. Mi alzo da quell’angolo che è diventato, ormai da qualche tempo, il mio posto di lavoro e mi affaccio alla finestra. Guardo il campanile: sono le 12.30, è il momento della pausa pranzo. Abbasso lo sguardo, catturato dalla presenza in giardino di due narcisi di un giallo intenso, come il sole di fine aprile, ormai molto caldo. L’avvicinarsi dei mesi estivi mi rievoca momenti tristi del passato, in cui avevo paura anche solo di respirare; ogni tanto mi capita ancora di provare quella sensazione. Oggi non ho voglia di rimanere dentro casa per il pranzo. Il lavoro da casa, a differenza dell’ufficio, non mi consente di avere uno scambio dal vivo con i miei colleghi, o anche semplicemente di respirare un po’ d’aria.

 

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Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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