L’Amante di Marguerite Duras: meravigliosamente struggente.

Un libro raro che parla attraverso il non detto, attraverso le pause, la suddivisione continua del testo in piccoli fotogrammi da cui è possibile esplorare la vita.

Tutto, all’interno di queste poche pagine, diventa visibile grazie a potenti flashback dell’autrice sui suoi ricordi d’infanzia.

Sarebbe però un errore considerare il romanzo esclusivamente come un racconto autobiografico, perché per la Duras ricordare è sempre un’esperienza dolorosa e difficile. Quello che troviamo ne L’Amante  è un tempo e un luogo riempiti di memoria.

E’ vero che la protagonista è l’autrice stessa. E’ vero che tutto il libro ruota attorno alla sua giovinezza, agli anni trascorsi con la madre e i fratelli nell’Indocina francese. E’ vero che il libro narra la clandestina e scandalosa storia d’amore tra la protagonista quindicenne, povera e magra ma terribilmente graziosa, e un uomo adulto, cinese, milionario, timoroso della volontà paterna.

Ma ciò che esplode prepotentemente in questo romanzo è tutt’altro: è la necessità del racconto, l’obbligo della scrittura, perché è proprio qui che troviamole  ferite, le cicatrici di Marguerite Duras ma soprattutto i germogli del suo amore per la scrittura: la vera certezza della sua vita.

L’autrice si trova costretta alla narrazione per indagarsi, per dare un volto alla sua identità fino a quel momento confusa, al suo personaggio che si va formando nella strada verso l’adolescenza.

Il racconto è asciutto, frammentato, discontinuo, ma è proprio attraverso questa frammentazione che viene fuori, in tutta la sua potenza, il dolore di una ragazzina cresciuta troppo in fretta.

 

SINOSSI

La storia di Marguerite che diventa prima donna e poi scrittrice. La sua incapacità di amare. Il suo non riconoscere l’amore se non dopo averlo perso sul ponte di una nave, con il valzer di Chopin a fare da colonna sonora a questa perdita, a questa presa di coscienza.

 

Il linguaggio crudo e lirico avvolge in un flusso di ricordi che, in quanto tali, affiorano a sprazzi, senza una consequenzialità temporale, come rigurgiti di un passato  che riemerge per dar vita e far morire continuamente la “bambina bianca” che è stata.

L’Amante è un libro complesso e ricco, dal grandissimo valore, non solo letterario ma anche emotivo.

Infatti, sulla carta, attraverso echi concentrici , Marguerite Duras si frammenta e si compone di continuo, facendo emergere un’identità frastagliata che porta addosso i vuoti della vita attraverso un linguaggio metaforico, avvolgente, che parla e poi sta zitto, che aspetta, ascolta il respiro del lettore e riparte, lasciando dietro e dentro di sé memorie senza ricordo.

 

“Presto fu tardi nella mia vita. A diciott’anni era già troppo tardi. Sono invecchiata a diciott’anni. Non so se succede a tutti, non l’ho mai chiesto. E’ stato un invecchiamento brutale.”

 

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