Gian Piero Marchisella – Il bambino della carrozza numero nove

 

Il bambino della carrozza numero nove è la prima fatica letteraria di Gian Piero Marchisella. L’autore si definisce una persona che da piccolo odiava leggere, ma poi crescendo è riuscito ad apprezzare la narrativa al punto tale da scrivere il suo primo libro. Uscito il 10 marzo dello scorso anno, il libro è un omaggio al celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, il Piccolo principe, a cui Gian Piero Marchisella è molto legato. La trama de Il bambino della carrozza numero nove narra una giornata qualunque in cui il signor Pai prende il treno e sale sulla carrozza numero nove; lì trova Jimmy, il figlio del macchinista e il suo viaggio diventa qualcosa di sensazionale e si trasforma in un susseguirsi di aneddoti e vicende ma anche di importanti riflessioni che solo un bambino riesce a fare. Il piccolo Jimmy, infatti, racconta durante il viaggio, al signor Pai, di tutte le persone incontrate nei suoi viaggi.

Dal signor Barbalunga, un maestro alla scoperta del mondo a Paola, una ragazza che non si separa mai dalla sua dolce cagnolina di nome Clarabella. Jimmy racconta anche di Andrea, un ragazzo che cerca di sfuggire a qualsiasi costo dal suo passato. E poi ci sono Gianni, Ginevra e il loro gattino Tiro, sino ad arrivare al musicista Momo. Una narrazione piacevole, avvincente, un dialogo tra un bambino e un adulto in cui affrontano diversi temi, ognuno di questi li porta a riflettere a entrambi, con il proprio punto di vista. I due, infatti, s’interrogano sull’essenza della vita, quindi domande filosofiche sino a toccare il discorso dei sentimenti, legati all’amore e alla felicità; ma parlano anche di cultura, cercando di affrontare i gusti musicali di due generazioni a confronto.

Aprii gli occhi controvoglia, anche quella mattina. Non dovevo andare a lavorare, ma c’era un treno che mi stava aspettando. Avevo chiesto e ottenuto qualche giorno di ferie: dovevo staccare un po’ la spina, rilassarmi, e un viaggio mi sembrava la soluzione ideale. La moka era stata impostata per le 7.45. Passò qualche minuto: il caffè era pronto e il suo dolce profumo aveva invaso ogni angolo della casa. Dopo essermi più e più volte rigirato su me stesso, decisi finalmente di alzarmi dal letto: barcollavo leggermente e, raggiunta la finestra, la serranda sparì lateralmente, dopo un leggero tocco dell’indice della destra sul pulsante di azionamento. Il sole era sorto da qualche ora e il suo tocco magico aveva dato colore a ogni cosa, a ogni essere vivente. Mi addentrai nella cucina, alla ricerca della levetta della luce che trovai solo dopo diversi tentativi. Sbadigliai e scosso il capo, pensando a come tutto fosse così difficile da fare la mattina.

 

 

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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