Catia Vela – Dentro fino al collo

Dentro fino al collo è il terzultimo libro dell’autrice Catia Vela, uscito nel giugno dello scorso anno. Un genere fantastico in cui racconta la storia del protagonista e del rapporto con il suo angelo custode. Un legame alternativo rispetto cui si è abituati ad immaginare, una connessione alquanto scontrosa e di battibecchi, una visione sicuramente diversa rispetto quella che ci hanno inculcato a vedere nell’immaginario comune o come la descrivono in altri libri o nella proiezione di alcuni film. Un saggio in cui il protagonista si chiama Tomas e il suo angelo custode Arioch. Quest’ultimo, nonostante il loro rapporto sia un po’ controverso, aiuterà il ragazzo e lo aiuterà in tutte le sue vicissitudini quotidiane. Una presenza costante, un valido aiutante il quale risponderà quando ne avrà bisogno. La scrittrice, Catia Vela, ha voluto mandare ai suoi lettori un messaggio davvero importante e profondo tra le pagine del suo saggio fantastico: guardare oltre.

Guardare oltre le apparenze, superare gli ostacoli che la vita ci presenta, senza timore ma con la consapevolezza e la curiosità di sapere cosa c’è oltre i nostri limiti. Proprio come ha fatto il suo protagonista, Tomas, il quale è riuscito ad affrontare le sue paure. La copertina del libro si presenta molto semplice e lineare, con una illustrazione che potrebbe già lasciare intendere la trama di tutta la narrazione. All’interno del libro sono presenti alcuni disegni carini che accompagnano il lettore in questo saggio. L’autrice, Catia Vela, si definisce una persona fatta di sogni, quindi rispecchia il mantra di una delle sue ultime fatiche. Lei, maestra di yoga ha cercato di mettere nero su bianco quello che pratica nella vita di tutti i giorni: meditare e cercare di cogliere orizzonti anche oltre i propri confini.

Tutto ebbe inizio mentre passeggiavo lungo la riva del fiume che costeggia il mio paese. Subito non mi resi conto di cosa stava succedendo. Mi ci volle un po’ per capire che non stavo fantasticando e che di fatto i miei piedi stavano sprofondando nella materia. Ho ventisette anni, non fumo, non bevo, non faccio uso di sostanze stupefacenti e non ho mai preso psicofarmaci in vita mia. Sono un po’ strano, questo sì e, a detta delle persone “normali”, sono un disadattato. Ho qualche problema a relazionarmi con le ragazze. In loro presenza divento l’uomo più imbranato e più cretino della Terra. Un perfetto idiota, capace di dire o fare solo cose stupide e senza senso. Questo ha sempre alimentato la mia insoddisfazione e la mia intolleranza nei confronti delle persone “normali”. Quel giorno Ettore (il mio cane), continuava a leccarmi le orecchie ed a strofinare il suo muso contro la mia faccia. Sapevo che quelle sue manifestazioni di affetto, altro non erano che un tentativo, alquanto ruffiano, di manifestare il suo desiderio incontenibile a voler uscire. La giornata era bella ed il sole splendeva più del solito, rendendo la temperatura di quella fredda giornata di gennaio, un po’ più mite.

 

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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