Aleksandr Solženicyn – Una giornata di Ivan Denisovič

Una giornata di lavoro, interazioni sociali, dalla sveglia sino al momento di andare a dormire del signor Ivan. Dalle prime righe, però, si capisce che il contesto e l’ambientazione sono quelle di un Gulag sovietico. Ambiente che Solženicyn conosce sin troppo bene, avendo vissuto ben otto anni in condizioni ben oltre l’immaginabile.

IVÀN DENÌSOVIČ E LA VOGLIA DI NON MOLLARE. MAI

Nel Gulag, Ivàn si trova da alcuni anni. Ha visto centinaia, migliaia di uomini arrivare ed andare via, stremati dalla fatica, dalle privazioni, dal freddo, dalle leggi non scritte che regolamentano il Gulag. Sopravvivere in un ambiente così ostile è difficile e solo i più forti, i più determinati, i più resistenti ce la fanno. Ed Ivàn è uno di questi uomini.

PERCHÉ LEGGERLO

Scritto da Solženicyn all’indomani della fine della sua detenzione – venne comunque esiliato al confine perpetuo, pena che venne poi commutata – il libro è uno squarcio che attraversa la Cortina di Ferro e giunge sino all’Occidente, permettendo ai lettori di immergersi in una realtà folle, dove l’uomo non è più visto come individuo ma come numero, come ingranaggio di una macchina, sostituibile quando le gambe non gli reggono più e la vita lo abbandona. Per conoscere al meglio la Storia dell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, per non dimenticare che ogni uomo ha dei diritti inalienabili.

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A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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